Debiti di ieri e di oggi, D’Alessandro: «Chiodi rimuova Castiglione»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3504

ABRUZZO. Ora che il presidente Chiodi ha manifestato l’intenzione di risanare i debiti di bilancio con mosse strategiche (taglio degli enti, riduzione stipendi) il Pd va all’attacco. * PD: «PERSI TUTTI I SOLDI NAZIONALI PER LE INFRASTRUTTURE»
D'Alessandro: «Chiodi rimuova Castiglione, ex assessore bilancio». Rifondazione scettica sulla commissione di inchiesta prima di ridurre gli stipendi ai consiglieri.
D'Alessandro tira fuori dal cassetto vecchi conti, quelli della giunta di Giovanni Pace.
Dal bilancio consuntivo appare evidente come i debiti siano lievitati negli anni: dai 558 milioni del 2000 si è passati ai 989 milioni del 2001, 1.584 milioni nel 2002, 2.231 milioni nel 2003, 2.779 milioni nel 2004 per arrivare ai 3.301 milioni nel 2005.
«Nella vita lavorativa – afferma Camillo D'Alessandro, capogruppo del Pd in consiglio regionale, «il presidente Chiodi è un illustre commercialista, mi chiedo se consiglierebbe ad un suo cliente di mantenere in azienda un responsabile che ha moltiplicato per circa sei volte il debito o non gli consiglierebbe di rimuoverlo».
Nel secondo caso D'Alessandro sprona il presidente a «rimuovere immediatamente il suo braccio destro, l'allora assessore al bilancio, oggi vice presidente della giunta Regionale, Alfredo Castiglione, e assessore alle Attività Produttive».
Il debito negli anni si è moltiplicato per circa sei volte «e chiaramente», sostiene D'Alessandro, «in questi anni nessun provvedimento è stato assunto per il contenimento della spesa».
Sulla sanità il debito si è moltiplicato per circa cinque volte: dai 175 milioni di debito nel 2000 si è arrivati ai 2.061 milioni del 2005.
«E' difficile ricordare il nome degli assessori che anche qui si sono moltiplicati», prosegue D'Alessandro, «cinque in cinque anni, ma è facile ricordare il nome dell'allora presidente della Commissione Sanità dal 2003, ora parlamentare della Repubblica il Senatore Fabrizio Di Stefano».
«A questo disastro – assicura D'Alessandro – sono riusciti in pochi giorni di concomitante governo regionale e nazionale ad aggiungere la beffa. Il governo amico, così lo hanno definito in campagna elettorale, non solo ha tagliato fondi già stanziati dal Governo Prodi per l'Abruzzo, pari a 200 milioni di Euro per le infrastrutture ed a 150 milioni per le aziende, tra l'altro in questa crisi economica ed occupazionale, ma nell'ultimo provvedimento sul finanziamento alle infrastrutture il Governo Berlusconi, non ha stanziato neanche un euro per l'Abruzzo. Insomma ci troviamo di fronte al ritorno di Attila, dove passano loro non cresce più nulla».

LA COMMISSIONE PER GLI STIPENDI

Sempre ieri il presidente del Consiglio Nazario Pagano aveva annunciato una imminente riduzione degli stipendi dei consiglieri. Prima di procedere ai tagli, però, ha fatto sapere che si costituirà una commissione di indagine per mettere a confronto le indennità dei consiglieri abruzzesi con quelle delle altre regioni italiane.
E' critico il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo: «è ridicolo che si proceda alla costituzione di una commissione perchè credo che presidenti, assessori e consiglieri ben conoscono i propri guadagni. Soprattutto quelli che sono alla seconda o alla terza legislatura».
E Acerbo fa una previsione su quello che accadrà a breve: «mi aspetto che al termine dell'istruttoria si dica che dopotutto l'Abruzzo è indietro rispetto alle altre regioni per quanto riguarda i privilegi. Basta leggere “La Casta” di Rizzo e Stella o “Il costo della democrazia” di Salvi e Villone per avere il quadro nazionale e il raffronto. Il raffronto non va fatto con altre situazioni vergognose, ma con la realtà dell'Abruzzo».
E Acerbo propone un raffronto «con i redditi di qualsiasi categoria di lavoratori, e verrà fuori che i consiglieri regionali guadagnano cifre spropositate anche al confronto con primari o docenti universitari».

COSTANTINI PREOCCUPATO SUI TAGLI ALLA SANITA'


Scetticismo sul piano di rientro del deficit sanitario, invece, mostra Carlo Costantini, dell'Italia dei Valori.
«Oggi scopriamo», dice Costantini, «che Chiodi non era reticente alla ristrutturazione della Sanità, ma semplicemente non aveva e non ha un progetto organico, strutturale ed efficace di riorganizzazione della sanità e della gestione del bilancio in Abruzzo. E' doverosa da parte sua la richiesta, da parte sua, di sostegno al governo nazionale per la rinegoziazione di un piano di rientro del debito rivelatosi insostenibile. Ed è altrettanto doverosa e auspicabile la promessa di intervenire sul fronte del taglio ai costi della politica».
Ma il progetto di ristrutturazione del sistema sanitario abruzzese dove è, si domanda l'esponente dell'Idv.
«Io in campagna elettorale ho consapevolmente assunto dei rischi ma oggi ho le idee chiare su tutto quello che immediatamente occorrerebbe fare per determinare un risanamento strutturale e non di facciata del bilancio regionale. Chiodi ha, invece», continua Costantini, «scelto il modello Berlusconi, promettendo tutto e il contrario di tutto e oggi non sa come affrontare l'emergenza debito e, se anche lo sapesse, non è convinto di poterlo imporre alla sua maggioranza».

11/03/2009 9.23

[pagebreak]

PD: «L'ABRUZZO HA PERSO TUTTI I SOLDI NAZIONALI PER LE INFRASTRUTTURE»

L'AQUILA. Che fine hanno fatto i soldi stanziati da Berlusconi per le grandi infrastrutture? Se lo sono domandati, ieri, ancora una volta i consiglieri del gruppo regionale del Pd che ieri hanno indetto una conferenza stampa.
C'erano veramente tutti: il Capogruppo Camillo D'Alessandro, il vicepresidente del Consiglio Giovanni D'Amico e i Consiglieri Claudio Ruffini, Marinella Sclocco, Franco Caramanico, Giuseppe Di Luca e Giuseppe Di Pangrazio.
Erano presenti anche i parlamentari abruzzesi Ginoble, Legnini, Lolli e Lusi.
Il tema al centro dell'attenzione la penalizzazione dell'Abruzzo nelle recenti decisioni prese dal Governo nazionale.
In particolare, è stato posto l'accento sulla delibera del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) di venerdì scorso che ha stanziato 17,8 miliardi di euro per opere strategiche in tutta Italia: lista nella quale non compare l'Abruzzo.
I parlamentari del Pd hanno anche richiamato l'attenzione sui 350 milioni di euro già disponibili per alcune infrastrutture regionali e successivamente cancellati dall'esecutivo Berlusconi nel giugno del 2008, tra di esse l'ammodernamento della tratta abruzzese della ferrovia Roma-Pescara e la metropolitana dell'Aquila.
I rappresentanti del Pd sono stati concordi nel sottolineare come «a distanza di nove mesi dall'insediamento del Governo nazionale di centrodestra e a tre da quello regionale, l'Abruzzo abbia perso peso nel panorama politico italiano, al punto da non poter disporre di alcuna risorsa finanziaria di diretta emanazione statale».

11/03/2009 9.24

IERI CHIODI AVEVA DETTO...