Sanità, oggi sciopero generale per i precari

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sciopero regionale della sanità in Abruzzo oggi per sostenere la lotta dei lavoratori precari Asl che vogliono raggiungere la stabilizzazione del proprio posto di lavoro.

I precari delle Asl abruzzesi, circa 700, sono in difficoltà. Subito dopo Natale il consiglio regionale ha fermato la loro stabilizzazione e da allora continuano richieste di incontro con i vertici regionali, dai direttori delle Asl al commissario straordinario Redigolo.
Questa mattina, dalle 10 si sono ritrovati davanti alla Direzione Generale della Asl per manifestare. I Cobas appoggiano questa lotta e il segretario Ettore D'Incecco attacca la giunta Chiodi che «mimando le argomentazioni del precedente governo regionale, accampa scusa di deficit di bilancio per giustificare il rifiuto ad assumere i precari ASL in modo stabile e con contratto a tempo indeterminato».
Intanto dopo aver sospeso la legge sulla stabilizzazione dei precari della sanità, il Commissario ad acta della Regione Abruzzo chiede ai manager delle 6 Asl abruzzesi di comunicare il 7 marzo, quanti e quali precari potrebbero accedere al percorso di stabilizzazione in base a criteri di anzianità di servizio a tempo determinato.
La Asl di Teramo è stata la prima a rispondere e a confermare che i 44 precari, tra fisioterapisti dell'ADI e personale amministrativo, sono stati già inseriti nelle precedenti delibere di stabilizzazione, per ben due volte bloccate dalla Regione.
La Fp Ccgil di Teramo si auspica che si arrivi ad un epilogo «positivo e definitivo» della vicenda e che preveda l'agognata stabilizzazione per tutti i 44 precari della sanità teramana.
«La mancata stabilizzazione porterebbe ad un aumento del costo per i cittadini in quanto dovrebbero sostenere il costo di ammortizzatori sociali in più da pagare per le indennità di disoccupazione e la sanità teramana ne pagherebbe il prezzo più alto sia in termini economici sia di scadimento della qualità assistenziale».

TAGLI E PROBLEMI

Intanto la Cgil esprime solidarietà ai genitori di un bambino affetto da tetraparesi spastica di Cepagatti o una bimba della Valle Peligna che ha gravi problemi psico motori non possano più curarsi «perché il mal governo, gli impedisce di ricevere le cure necessarie».
«Tantissime famiglie abruzzesi vivono lo stesso problema nel silenzio e nel dramma di una terribile malattia», denuncia la Cgil, «perché non hanno la forza e il coraggio che, invece, ha avuto la signora Maria Rosa di denunciare pubblicamente questo vergognoso atteggiamento».
Nel gennaio 2008 vi è stato un taglio effettuato dal Piano Sanitario Regionale che ha ridotto la spesa per la riabilitazione del 24%.
Dal 1° primo gennaio 2009 il “piano di risanamento regionale” ha tagliato ancora il 13% dei fondi per questo “capitolo”.
A causa del budget molto risicato, diversi Istituti hanno dovuto ulteriormente riorganizzare alcuni servizi, costringendo le famiglie dei disabili a pagare a proprie spese, a ridimensionare o a sospendere alcune prestazioni fisioterapiche. Già da settembre 2008 molti centri fisioterapici hanno interrotto gli interventi riabilitativi come l'idrokinesiterapia e non hanno garantito più la gratuità della riabilitazione in piscina.
«Questo scempio deve finire», chiede la Cgil, «Chiodi, che è Governatore della Regione Abruzzo e ha ereditato questa situazione deve voltare pagina e garantire a tutti il diritto alle cure. Diritto che, forse, qualcuno dimentica ma è sancito dalla nostra Costituzione».

09/03/2009 11.07

CENTO PRECARI IN PIAZZA

Quasi un centinaio di precari della Asl abruzzesi stanno manifestando a Pescara per chiedere la stabilizzazione.
La manifestazione, organizzata dalle rappresentanze sindacali di Rdb, Cobas e comitato precari, ha preso il via dalla sede della direzione generale della Asl di Pescara, da cui ora lavoratori e sindacati si stanno muovendo in corteo per arrivare all'assessorato regionale alla sanità, dove chiederanno un incontro con l'assessore Lanfranco Venturoni e il commissario Gino Redigolo.
«Chiediamo si faccia il tavolo di concertazione - ha sottolineato Cesare Barboni del comitato precari - e si cominci un percorso reale per la stabilizzazione, altrimenti a giugno vi saranno altri 200 disoccupati solo a Pescara».
Barboni ha ricordato che a fine febbraio sono scaduti solo nel capoluogo adriatico i contratti a 45 edp e che ora a rischiare di tornare a casa sono gli infermieri. Per lavoratori e sindacalisti la Regione deve trovare una soluzione.
«Le risorse - ha aggiunto Barboni - ci sono e la spesa per la stabilizzazione dei precari è irrisoria». Alla manifestazione hanno aderito anche i rappresentanti del partito dei Comunisti dei lavoratori di Rifondazione Comunista.
Maurizio Acerbo ha sottolineato che è già stata approvata in Consiglio regionale una risoluzione che impegna la giunta ad individuare una soluzione per questi lavoratori.
Per Acerbo c'é una logica ragionieristica di tagli che consiste nel «mandare i cittadini verso la sanità privata aumentando la spesa. Bisogna rispettare i livelli essenziali di assistenza e quindi non si può tagliare indiscriminatamente».