L'Abruzzo vicino al baratro. Chiodi: «debiti per 4 miliardi di euro»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «La situazione finanziaria della Regione Abruzzo presenta aspetti di eccezionale criticità perché l'indebitamento ha raggiunto livelli francamente insostenibili prossimi oramai ai 4 miliardi di euro».

Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, al termine della lunga seduta della Giunta regionale che ha avviato un primo esame del documento di bilancio della Regione.
«Non esistono allo stato - ha precisato il presidente della Regione - ulteriori possibilità di reperimento di risorse ricorrendo ai mercati finanziari in quanto è stato raggiunto il limite massimo di indebitamento previsto dalla legge. Siamo al punto che tutte le risorse sono di fatto assorbite dal Piano di rientro del deficit sanitario, che peraltro risulta non rispettato a causa di un dissennato utilizzo di fondi erogati dallo Stato e dirottati per scopi diversi dal ripianamento del debito. Ne consegue - prosegue ancora il presidente Chiodi - che la Regione non è assolutamente in grado di far fronte neppure all'interezza delle spese obbligatorie».
Ed è su questo punto che il presidente insiste e aggiunge: «Il senso di responsabilità impone un dovere di verità affinché non si generino aspettative che non potranno mai trovare in alcun modo realizzazione. Abbiamo, dunque il dovere - prosegue Chiodi - di avviare un percorso di risanamento per fa sì che tra qualche anno la Regione Abruzzo possa rientrare nell'alveo della normalità finanziaria».
«Le politiche di sviluppo - conclude il presidente della Regione - saranno assicurate unicamente dai fondi strutturali europei Fse-Fesr e Psr e da quelli statali del Fas».

A DISPOSIZIONE FINANZIAMENTI PER 32 MLN SU INNOVAZIONE

L'assessore alle Attività Produttive, Alfredo Castiglione, ha detto che verranno portati all'esame della prossima Giunta regionale i bandi comunitari Por-Fesr che finanzia gli investimenti per progetti di innovazione e tecnologia delle piccole e medie imprese.
Sul piatto dei finanziamenti ci sono 32 milioni di euro, di cui 16 a gestione diretta delle Province con i Pit e gli altri 16 a gestione diretta della Regione Abruzzo medianti i bandi monosettoriali.
«Su un punto ci siamo trovati in netto accordo - spiega l'assessore Alfredo Castiglione -, quello cioè di rendere i bandi aperti il più possibile alle esigenze del territorio abruzzese. È un'impostazione che ho intenzione di portare avanti soprattutto per quanto riguarda i fondi strutturali comunitari che rappresentano, allo stato, una delle pochissime risorse a disposizione di questa regione per aiutare lo sviluppo».
Su questo aspetto, l'assessore ha annunciato alle parti sociali anche due importanti novità. «L'allargamento dei codici Ateco, legati cioè all'attività delle Pmi, e il tetto del "de minimis" a 200 mila euro, allineando in questo modo il limite dei bandi monosettoriali della Regione a quelli dei Pit delle Province. In questo senso - spiega ancora l'assessore allo Sviluppo economico - ho detto alle parti sociali che i bandi prevedono un budget minimo per i progetti 20 mila (il precedente era di 40 mila, ndr) fino a un massimo di 200 mila euro».
Nel corso della riunione l'assessore ha poi affrontato con le parti sociali anche le questioni legate al credito delle Pmi. «Grande attenzione alla politica del credito - ha ribadito Alfredo Castiglione - con l'elaborazione di un testo unico sui Confidi e l'idea di una costituzione di una banca di contro e co-garanzia regionale di secondo livello in accordo naturalmente - ha concluso Castiglione - con gli istituti di credito regionali a partire dalle Casse di risparmio e dalle Bcc».

07/03/2009 12.05