Cgil Abruzzo lancia l’allarme: «cassa integrazione cresciuta del 1.237%»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Numero spaventosi che confermano una crisi in piena. I numeri li fornisce il segretario generale della Cgil Abruzzo Gianni Di Cesare.
«In Abruzzo la cassa integrazione ordinaria e' cresciuta del 1.237%, passando dal primo bimestre del 2008 al primo bimestre di quest'anno da 239.512 ore a 3.202.398 ore, con un incremento che ha interessato tutte le province abruzzesi e che ha avuto punte maggiori in quelle di Chieti e L'Aquila». Allo stesso modo circa seimila precari hanno già perso il lavoro, mentre altri cinquemila rischiano di perderlo a breve.
Di Cesare dice esplicitamente che questi numeri «devono preoccupare moltissimo. E devono richiamare la classe dirigente abruzzese alle proprie responsabilità, per mettere in campo ogni iniziativa possibile dando un contributo fattivo al sistema economico».
«Mi riferisco in particolare - spiega Di Cesare - al bisogno di alimentare velocemente l'economia regionale con tutti i soldi disponibili, in una fase nella quale proprio la carenza di denaro liquido sta aumentando i danni. La Cgil per prima cosa chiede alla Giunta regionale di impiegare immediatamente tutti i finanziamenti disponibili sui fondi Fas per le aree sottosviluppate. Un'altra cosa che va accelerata - prosegue il segretario della Cgil - sono i bandi per spendere i fondi europei. Anche qui chiediamo al governatore Chiodi di velocizzare al massimo l'iter burocratico e di usare il denaro che l'Unione ha all'Abruzzo. Allo stesso modo la Regione e tutte le pubbliche amministrazioni - conclude Di Cesare - dovrebbero dare il via ai pagamenti che hanno sospeso, liberando subito risorse economiche a vantaggio delle aziende e del lavoro. Per quanto ci riguarda siamo convinti che, in un periodo così duro, l'Abruzzo ha bisogno di far girare nel suo sistema economico ogni euro disponibile».

CISL: «CHIODI MANTENGA IMPEGNI PRESI»
«Se alla gestione ordinaria viene sommata la gestione speciale per l'edilizia ed il commercio», mostra invece la Cisl, «le ore autorizzate hanno raggiunto il tetto di 4 milioni, + 337% rispetto a gennaio e febbraio del 2008».
I settori più colpiti dalla crisi nel primo bimestre 2009 che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali sono il settore metallurgico e metalmeccanico con 2.900.000 ore, l'edilizia con 213.000 ore, il settore carta e poligrafico con 178.000 ore, il chimico con 122.000 ore e il commercio con 93.000 ore.
Per Maurizio Spina, segretario di Cisl Abruzzo «è indispensabile che vengano assunti provvedimenti urgenti anticrisi a sostegno del reddito dei lavoratori, dei pensionati e delle loro famiglie e per un immediato sostegno all'economia».
Il Tavolo previsto dal “Patto per la Fiducia”, costituito il 26 febbraio 2009, secondo il sindacato «è la sede più idonea per definirne i contenuti».
«Il Cicas (Comitato di Intervento per le crisi aziendali e di settore)», chiude Spina, «va riunito con urgenza, per mettere a disposizione dei lavoratori le risorse per gli ammortizzatori in deroga destinate all'Abruzzo da parte del Ministero del Lavoro pari a dieci milioni di euro, quale prima anticipazione del Fondo nazionale».

05/03/2009 11.40