Regione, stabilizzazioni a rischio

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «I mesi di fronte a noi saranno indispensabili per ragionare e confrontarci su temi che attengono la riforma dell'organizzazione della Regione Abruzzo».


Lo ha detto l'assessore al Personale, Federica Carpineta, intervenendo sul problema delle verticalizzazione del personale interno e della procedure di stabilizzazione di quello precario.
«Su queste basi, dovrà essere rimodulato dalla dirigenza, pienamente e direttamente responsabile delle proprie scelte, il fabbisogno di personale 2009-2012. Su tale definizione dell'organico si potrà procedere, per il 50% dei posti vacanti, alle verticalizzazioni, non appena vi saranno le risorse finanziarie necessarie. Per il resto dei posti vacanti, si procederà attraverso concorsi pubblici con riconoscimento di titoli e riserve di posti, per chi ne avrà diritto compatibilmente con le normative nazionali. Per quanto riguarda il personale con contratto a tempo determinato, ho già ribadito ai sindacati, che coloro che soddisfano i requisiti delle finanziarie 2007-2008, possono essere stabilizzati senza alcun intervento politico e normativo, poichè si tratta di un atto puramente gestionale demandato ai dirigenti di riferimento. Sono consapevole - precisa l'assessore - delle legittime aspettative di molti dipendenti della Regione agli avanzamenti di carriera ed è un principio questo che rispetto e porterò avanti, ma solo quando la situazione economico-finanziaria dell'Ente Regione lo permetterà».
«La nostra Regione - prosegue l'assessore al Personale - attualmente non è in grado di garantire il processo di verticalizzazione concordato dalle organizzazioni sindacali con la precedente amministrazione, in quanto non vi sono le risorse necessarie. E' necessario che tutti facciano un atto di grande responsabilità e solidarietà per superare la crisi, che investe non solo il mondo privato ma di riflesso anche quello pubblico. Colgo l'occasione - ribadisce l'assessore Federica Carpineta - per ricordare che a livello nazionale la Pubblica amministrazione ha preso una direzione ben precisa in termini di meritocrazia, produttività, efficienza, erogazione di servizi con standard qualitativi ed economici internazionali, vigilanza e trasparenza dei risultati, accesso al pubblico impiego con procedure selettive concorsuali (Ddl Brunetta). Tutti questi obiettivi passano attraverso la riforma della dirigenza, che diviene la prima responsabile nei confronti della produttività ed efficienza delle risorse umane assegnategli».
03/03/2009 8.25