Masci: «I fondi europei, unica risposta alla crisi»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Ci troviamo a vivere due situazioni di crisi: una nazionale ed internazionale, l'altra strettamente locale. Ma i due ambiti si intersecano e si condizionano».

E' stato chiaro l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, rivolgendosi alle parti sociali e sindacali prima, ai presidenti di Provincia ed ai sindaci delle città capoluogo poi, nel doppio incontro, venerdì sera all'Aquila, sollecitato dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, per chiudere il discorso Dpefr (Documento di programmazione economico finanziario regionale) e bilancio, da approvare in Consiglio entro la fine di marzo.
L'assessore Masci, in questo primo tavolo aperto dell'era Chiodi, ha illustrato ai presenti numeri e modalità di intervento: 811 milioni di euro di fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate), con possibile incremento fino a 850 dopo il 2011; un miliardo e 600 milioni di euro tra Fondo sociale europeo e Fesr nei prossimi 6 anni; un totale di più di 2 miliardi e 400 milioni di euro da dedicare allo sviluppo, tenendo altresì conto dei progetti non ancora completati.
«Riteniamo - ha spiegato Masci - che la cifra a nostra disposizione sia consistente o quantomeno sufficiente per poter tamponare le sacche di maggior criticità. Al momento, il Governo nazionale sta fronteggiando la crisi aumentando la spesa pubblica, diminuendo gli onere sociali, sostenendo categorie di imprese e famiglie. Noi, purtroppo, complice la situazione ereditata, non abbiamo ampi margini d'azione - ha proseguito l'assessore al Bilancio - Non possiamo alleggerire le imposte, né decidere degli oneri sociali. Possiamo, e dobbiamo, però assumere tutte le misure utili per elevare investimenti e sostenere aziende e famiglie».
Masci ha ribadito la politica di "rigore" cui è chiamata l'intera regione. «Non abbiamo più possibilità né di incrementare il nostro debito, di 2 miliardi e 900 milioni di euro, né di prolungarlo. L'unica strada percorribile, accanto all'Europa, è quella di eliminare gli sprechi negli enti strumentali e partecipati, di stoppare i finanziamenti a pioggia, di attivare politiche di confronto e condivisione col partenariato per affrontare la crisi contingente ma anche quella a più lungo termine».
L'assessore Masci ha sottolineato più volte la ristrettezza dei tempi in cui si è costretti ad operare e la rigidità dei vincoli giuridici «che ci impongono - ha concluso l'assessore al Bilancio - la necessità di programmare in modo fortemente integrato le risorse derivanti da Fas e programmi comunitari. Obiettivo: sostenere quelle attività che le entrate ordinarie non consentono più di finanziare».

CHIODI, «ALLA REGIONE LA REGIA DEI FONDI COMUNITARI»

«La Regione intende mantenere una fortissima regia nella gestione dei fondi comunitari».
Lo ha sottolineato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, durante l'incontro con gli amministratori degli Enti locali per la condivisione del Dpefr.
A sindaci e presidenti di Provincia (invitati anche Uncem ed Anci), «preoccupati per il lavoro propedeutico svolto in precedenza», il presidente ha replicato che «l'atteggiamento che ci contraddistingue è assolutamente istituzionale; le sole risorse che abbiamo per lo sviluppo fino al 2013 sono quelle europee e la Regione ha la responsabilità di essere l'organo deputato a gestirle. E' giusto che sia così».
«Quello che di buono è stato fatto in passato - ha proseguito il presidente Chiodi - non sarà disatteso, anche se ho diverse perplessità sul contenuto e la sostanza di molte scelte. Deve però essere chiaro a tutti che non faremo dei Fas 'spezzatino'; non microinterventi che possono risolvere solo piccoli problemi, ma investimenti qualitativamente rilevanti e strategici per la crescita della regione».
Il governatore ha, quindi, sollecitato di «alzare il tono del confronto politico-istituzionale, perché lo sviluppo non si crea all'interno dei confini territoriali di un singolo Comune o di una singola Provincia».
Dunque, ha ribadito che «non può più esserci tolleranza per chi non fa, per chi non propone progetti validi e costruttivi, per chi non spende; da noi ci sono 400 milioni di euro non utilizzati. E' questa una filosofia adottata a livello europeo e nazionale; infatti, le Regioni virtuose non possono più soccorrere quelle in difficoltà. Ed è quello che intendiamo fare anche in Abruzzo».
A questo primo confronto, il presidente Chiodi ha annunciato che ne seguiranno altri.
A partire da quello del prossimo 6 marzo a Pescara con gli stessi protagonisti. Un lento avvicinamento verso l'approvazione del Documento in tempi utili ed in pieno accordo.


02/03/2009 9.19