Centro oli.Cnv:«vogliamo moratoria di 30 anni per lavorazione del petrolio»

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Il Comitato Natura Verde chiede chiarezza sul Disegno di legge Regionale sulla disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche a firma Mauro Febbo. * A SILVI APPROVATA MOZIONE CONTRO IL PETROLIO

ORTONA. Il Comitato Natura Verde chiede chiarezza sul Disegno di legge Regionale sulla disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche a firma Mauro Febbo.

* A SILVI APPROVATA MOZIONE CONTRO IL PETROLIO

La proposta, presentata nei giorni scorsi dall'assessore alle Attività Produttive non soddisfa il comitato «perché si muove in una direzione sbagliata».
Adesso il comitato chiede alla giunta che si deliberi una moratoria di 30 anni per la lavorazione del petrolio, «specificando che non saranno più rilasciati permessi per le industrie collegate all'estrazione e alla lavorazione degli idrocarburi».
«Siamo convinti», spiega il presidente Giusto Di Fabio, «che non si aiuta l'Abruzzo semplicemente rendendo gli Enti locali compartecipi delle decisioni relative alla costruzione e all'ampliamento di stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di oli minerali, oppure chiedendo maggiori royalties alle compagnie petrolifere, soprattutto se sono così basse rispetto a quelle che abitualmente sono in essere in altre parti del mondo, ( Il Venezuela riscuote l'80% di royalties )».
Lo snodo centrale del problema, per il comitato, sta nel chiarire «definitivamente, con precisi atti legislativi e deliberativi», se l'attuale Giunta Regionale intende preservare il territorio ed il mare dalle “coltivazioni” di idrocarburi, «così come è stato ripetutamente promesso durante la campagna elettorale regionale, da parte di tutti coloro che oggi governano l'Abruzzo».
Di Fabio sottolinea come nel Ddl presentato dall'assessore Febbo, «non è previsto il divieto di insediamenti Petrolchimici sul territorio regionale».
Per di più, il Senato sta per approvare una Legge, il Ddl 1441 ter, che in sostanza solleva le Regioni dalla pertinenza in materia di insediamenti di attività di idrocarburi.
«Ricordiamo alla classe politica», continua Di Fabio, «che è necessario risolvere una volta per tutte il problema; che l'Abruzzo ha bisogno di un Piano Energetico Regionale; che occorre definire la vocazione non petrolifera di questa Regione».

28/02/2009 9.30

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A SILVI APPROVATA MOZIONE CONTRO IL PETROLIO

SILVI. Il consiglio comunale di Silvi, il primo della provincia di Teramo, vota una mozione contro le mire petrolifere in Abruzzo. Il testo sarà inviato anche al Presidente del Consiglio.
Silvi primo comune della provincia di Teramo ad approvare una mozione consiliare contro le mire di petrolizzazione dell'Abruzzo.
Con una mozione, presentata dal sindaco Gaetano Vallescura all'intero consiglio comunale venerdì 27 febbraio, la città di Silvi prende una chiara e forte posizione contro le ricerche e l'estrazione di idrocarburi nel territorio.
Gaetano Vallescura ha voluto dare un forte impulso alla battaglia che sta coinvolgendo tutte le province abruzzesi.
«La Delibera sarà inviata a tutte le autorità interessate – fa sapere il sindaco Vallescura – e anche, con una lettera, a Silvio Berlusconi e Gianni Letta, affinché tutti si mobilitino per salvaguardare la nostra regione dalle mire petrolifere e dall'indifferenza di tante istituzioni che in questi anni hanno permesso tutto ciò».
L'obiettivo del provvedimento è evidenziare il reale problema ambientale visto che, come si legge nella delibera, esiste «attualmente nella Regione Abruzzo una incombente Questione Ambientale che merita approfondimento, informazione e particolare attenzione».
Per il sindaco, come ha fatto riportare sul provvedimento, è fondamentale partecipare attivamente alla difesa della “Regione dei Parchi o Regione Verde d'Europa”, ma non solo, anche della costa abruzzese, con le «sue famose e apprezzate spiagge che vanno da Vasto a Martinsicuro, in special modo nella cosiddetta Provincia Blu delle sette località tramane premiate con il marchio Fee Bandiera Blu (ma anche certificazione ambientale Emas), dunque con alta propensione turistico-ambientale», nonché della presenza dell'istituenda Area Marina protetta Torre di Cerrano.
La mozione è stata votata all'unanimità, visto che comunque anche l'opposizione consiliare aveva presentato un'interrogazione sulla situazione delle concessioni alle compagnie petrolifere sul territorio e sulle problematiche ambientali.
La delibera parte dalla considerazione che esiste in Abruzzo «una generale e diffusa preoccupazione di tutta la popolazione» per la questione petrolio, in particolare che vaste zone della provincia teramana siano interessate da istanze di privati intenzionati ad intraprendere attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi sia in mare sia sulla terraferma.
Inoltre chiede alle istituzioni e tutti gli enti preposti «il coinvolgimento dei comuni nei procedimenti decisionali».
In conclusione il sindaco si è voluto rivolgere a tutte le «forze politiche, associazionistiche e civili per una forte, unita e condivisa battaglia di difesa del territorio abruzzese».
Il sindaco Vallescura, infatti, ha più volte sottolineato «che certe tematiche come l'ambiente non ha colorazioni di parte, dunque non dobbiamo essere divisi da divisioni ideologiche e partitiche».
L'atto sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio, al Sottosegretario della Presidenza del Consiglio, ai Parlamentari eletti nella circoscrizione Abruzzo, al presidente della Regione Abruzzo, agli assessori regionali di competenza, ai Presidenti delle Province abruzzesi, ai sindaci dei comuni abruzzesi.
Il consigliere Enzo D'Isidoro, candidato sindaco del PD alle prossime amministrative di Silvi, ha voluto sottolineare invece l'importanza di una cultura che guardi «verso le fonti alternative».

28/02/2009 12.19