Granarolo: «il nostro latte è sicuro e controllato»

Alessandro Biancardi

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BOLOGNA. Ipotesi fantasiose che costituiscono un travisamento della verità e non hanno nulla a che vedere con l'operato del nostro gruppo.
Così Granarolo replica ancora alle accuse mosse dal Cospa, il comitato degli allevatori che nei giorni scorsi aveva chiesto trasparenza e certezze sulla provenienza del latte..
Il dato delle importazioni di materia prima lavorata nei propri stabilimenti (il28%), spiega la Granarolo «è un fatto noto, pubblicato da sempre nei nostri report, accessibili a tutti sul sito web dell'azienda. Riportare questo dato travisandolo ed amplificandolo configura un intendo di diffamazione».
La Granarolo spiega inoltre che il latte di provenienza estera viene utilizzato «per la produzione di latte Uht standard, ad esclusione delle referenze Piacere Leggero Uht e Grangusto Uht per le quali si usa latte nazionale ».
Sulle procedure di tracciabilità l'azienda ricorda che Granarolo «opera da diversi anni in regime di certificazione di rintracciabilità nella filiera per quanto riguarda il latte di alta qualità e biologico. Per tutte le altre produzioni ha implementato da tempo una procedura di tracciabilità interna che garantisce l'identificazione di tutti i passaggi compiuti dal latte in arrivo.
Per quanto riguarda le accuse mosse dal Cospa di Ofena la Granarolo invita la società a «fornire alla magistratura competente ogni informazione utile a contrastare comportamenti criminosi che danneggiano tanto gli allevatori seri quanto le industrie affidabili».

27/02/2009 15.11