I vescovi richiamano i politici: «basta a comportamenti disonesti e immorali»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Porta la data di ieri l'ultimo documento dei vescovi abruzzesi-molisani. La Ceam riflette sul bene comune e arriva ad analizzare il comportamento della politica attuale.

ABRUZZO. Porta la data di ieri l'ultimo documento dei vescovi abruzzesi-molisani. La Ceam riflette sul bene comune e arriva ad analizzare il comportamento della politica attuale.
Tre i punti su cui i presuli locali riflettono: la perenne attualità delle Beatitudini evangeliche; il bene comune: una responsabilità che riguarda tutti; la politica come servizio, espressione della carità.
«In questo contesto intendiamo condividere – scrivono i pastori della regione - la diffusa esigenza di un rinnovamento morale e generazionale della politica. Non si tratta di prendere posizione a favore o contro l'uno o l'altro schieramento partitico o politico, quanto piuttosto di richiamare quei valori fondamentali e quelle norme di comportamento che ogni elettore si aspetta da colui in cui ha riposto la fiducia per l'amministrazione della cosa pubblica».
Con questo i vescovi vogliono farci voce «del bisogno di nuova moralità che si avverte nella vita sociale della nostra gente, e ribadiamo quanto già affermato in luglio circa le preoccupazioni per le ricadute degli eventi in atto, soprattutto sulla situazione dell'assistenza sanitaria, in specie ai più deboli, nonché sullo sviluppo economico della regione, con conseguenze drammatiche sul lavoro e la vita di tante famiglie».
I presuli hanno anche ricordato l'alta percentuale di astensione dal voto, nelle recenti consultazioni regionali in Abruzzo: «è un dato molto preoccupante», hanno sottolineato, «che, lo diciamo con sofferenza e chiarezza, non può essere giustificato dalla volontà di prendere distanze da comportamenti di singoli amministratori o politici».
E i vescovi si scagliano contro «comportamenti immorali e disonesti, come la corruzione, la concussione, la menzogna, la calunnia, il clientelismo, l'associazione per delinquere, l'abuso e la truffa». Chiedono agli amministratori «una adeguata preparazione politica, giuridica, amministrativa, storica, economica e sociologica» e una «selezione della classe dirigente amministrativa premi il merito, la competenza e rifugga dall'affidarsi a simpatie, legami personali o familiari, ripicche, vendette».

26/02/2009 11.41