«Elezioni regionali truccate»: altro ricorso contro la vittoria di Gianni Chiodi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ancora un ricorso contro la proclamazione di Giani Chiodi presidente e la vittoria del centrodestra. Alla base del ricorso motivazioni non del tutto inedite di cui si è molto parlato proprio durante la campagna elettorale.
A firmare il ricorso sono stati Valentino Di Carlo, Lorenza Valerio, Bassam El Zohbi, Alessandra Cristofori e Marino Roselli (ex presidente del Consiglio Regionale d'Abruzzo). E' stato protocollato al Tar dell'Aquila il 29 gennaio 2009 e si chiede di fatto «l'annullamento del verbale di proclamazione dell'Ufficio centrale elettorale in relazione alla lista "Popolo delle libertà-Berlusconi" e di dichiarare dunque invalide e/o nulle le elezioni amministrative regionali del dicembre 2008».
Sono molte le motivazioni che sottendono il ricorso, tra cui la presunta irregolarità della presentazione delle liste.
«La presentazione delle liste sottoscritte sono state presentate», spiegano i ricorrenti, «oltre l'orario previsto (depositate alle 13.30 anziché entro le 12 del 1° novembre 2008) con la testimonianza del deputato Alfonso Mascitelli e del consigliere regionale Betty Mura) e quindi per “Violazione e falsa applicazione dell'art.9 – comma 1 – della L. 108/1968” anche secondo recenti sentenze del Consiglio di Stato».
Tra le prove “inconfutabili” come già anticipato il giorno dopo il deposito delle liste da PrimaDaNoi.it vi sarebbero «riprese della Rai (disponibili presso la sede Rai di Pescara) che testimoniano che "a tempo oramai decorso soggetti facenti capo alla lista “Il Popolo della libertà - Berlusconi" erano intenti ancora a manipolare, e verosimilmente ad integrare, la documentazione di corredo».
Vi sono poi le presunte irregolarità relativa alla data sui certificati elettorali di alcuni elettori sottoscrittori in quantità sufficienti «a far venir meno, una volta cassate, il numero minimo di sottoscrittori».
I ricorrenti attaccano inoltre i documenti riportanti 16 firme di sottoscrizione delle liste presentati in fotocopia e non in originale come previsto e che pertanto «non rientrano nel computo delle 1755 firme necessarie con ciò non raggiungendo il numero di firme previste per essere ammessi a partecipare alle elezioni».
Tutte le presunte irregolarità elencate non sarebbero per i ricorrenti sanabili a posteriori così come invece è accaduto.
«Ancora una volta i berluscones truccano la partita con l'evidente complicità di organismi pubblici», hanno commentato gli esponenti del centrosinistra firmatari del ricorso, «che dovrebbero vigilare applicando la legge e dovrebbero essere al di sopra delle parti. Se il ricorso venisse accolto si dovrebbe ricorrere nuovamente all' elezione del presidente e del consiglio regionale».
Una eventualità che si conosceva ben un mese prima del voto del 15 dicembre 2008.

23/02/2009 9.03