Coisp:«L’ufficializzazione delle ronde? E’ la resa dello Stato»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Non si è fatta attendere anche nella nostra regione la reazione sul provvedimento del governo che ufficializza la legittimità delle ronde non armate di cittadini.

Il Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, si dice «stupefatto» dal provvedimento del Consiglio dei Ministri.
«Esercito per le strade? Polizia regionale? Ronde dei cittadini? Si sta parlando di un Paese nato ieri, in cui si debba approntare l'intero sistema della sicurezza? No, si parla dell'Italia! Pare quasi che gli uomini e le donne della Polizia di Stato che ogni giorno svolgono coraggiosamente il proprio lavoro neppure esistano…», dice Santino Li Calzi della segretaria provinciale dell'Aquila.
Il provvedimento viene in più definito «incredibile» e «alquanto oltraggioso».
«Riteniamo», ha aggiunto il delegato Coisp, «che è lo Stato che deve garantire la sicurezza e non si può delegare i semplici cittadini per tutelare un bene essenziale come la “sicurezza”. Dare segnali come: i militari nelle città o le ronde significa colpevolizzare le Forze dell'Ordine e far sembrare che la situazione odierna è dovuta all'incapacità della polizia ad arrestare i malviventi quando sappiamo tutti che il vero problema è la mancanza della “certezza della pena”. Abbiamo la sensazione che, per la prima volta nella storia repubblicana, lo Stato stia per rinunciare ad una delle sue funzioni più importanti ed irrinunciabili: la gestione della sicurezza».
Appaltando il servizio ai privati, ritiene il sindacato, si creeranno non poche difficoltà legate al rispetto delle leggi, la qualità del servizio, la professionalità.
«Dare legittimità alle ronde sarebbe un punto di non ritorno nella gestione della sicurezza le cui conseguenze non potranno non essere negative, è come se si chiedesse di operare ai farmacisti invece che ai chirurghi», dice Li Calzi, «per questo il Coisp auspica che il sindaco ed il prefetto vigilino attentamente su quanto potrebbe accadere in quanto le associazioni di volontari, oltre ad essere perfettamente inutili per la sicurezza, costituiranno un ulteriore appesantimento per il lavoro delle Forze dell'ordine e potrebbero esporre i cittadini a rischio di aggressioni ma, cosa più grave, segneranno di fatto la rinuncia dello Stato alla gestione esclusiva e responsabile di una funzione imprescindibile, quella della “sicurezza”; i cittadini se vorranno aiutarci chiamino sempre ed immediatamente il 113 per qualsiasi timore».

21/02/2009 13.03