La casa che non c'è: Rapagnà chiede fondi straordinari per le famiglie

Alessandro Biancardi

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La casa che non c'è: Rapagnà chiede fondi straordinari per le famiglie
ABRUZZO. La situazione abitativa in Abruzzo sta assumendo i contorni di un vero e proprio dramma. 147 mila famiglie in alloggi popolari.


A parlare di un argomento mai troppo trattato è Pio Rapagnà, Coordinatore Regionale Mia Casa d'Abruzzo che snocciola numeri e dati di una crisi lunga e difficile da superare.
Nella nostra Regione, illustra Rapagnà, ci sono 147.203 famiglie che abitano in alloggi privati a "canone libero" e in alloggi pubblici a "canone sociale": «l'assurdità della situazione sta nel fatto che ormai il 45% delle famiglie non è più nelle condizioni economiche per pagare un canone mensile che, negli alloggi privati e delle società immobiliari, ha raggiunto un livello variabile da 500 a 850 euro più le spese condominiali, e negli alloggi pubblici e popolari gestiti dalle Ater e dai Comuni si sono attestati attorno a quote mensili superiori a 230 euro e fin anche al doppio del cosiddetto "equo canone", con punte di 400 e 500 euro».
In Abruzzo, dall'ultima rilevazione del 2008, risultano 20.348 assegnatari di alloggio Ater (ex-Iacp) così distribuiti per Provincia: L'Aquila: 6.874 (108 Comuni); Chieti: 5.146 (104 Comuni); Pescara: 5.556 (46 Comuni); Teramo: 2.772 ( 47 Comuni). Sono 4.259 le famiglie sistemate "provvisoriamente" nelle Case parcheggio dei Comuni; 2.376 famiglie assegnatarie di alloggi di Enti statali, bancari e assicurativi vari; 23.784 famiglie che hanno costituito Cooperative e Società di abitazione.
«E' compito della Regione, dei Comuni, degli Enti delegati e strumentali, ridurre intanto le spese e gli sprechi di gestione delle Ater e dei Comuni», spiega Rapagnà, «ridurre i canoni di locazione nel settore dell'edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata, convenzionata e contrattata, azzerare gli interessi sui mutui contratti per la prima casa, approntare con somma urgenza e competenza un "intervento straordinario" per dare una sistemazione abitativa stabile, dignitosa e sicura ad ogni famiglia e ad ogni persona residente in Abruzzo».
Il Mia Casa d'Abruzzo chiede lo stanziamento da parte del Governo nazionale e della Regione di fondi straordinari per la politica della casa a sostegno del reddito delle famiglie soggette a canoni troppo elevati rispetto alla loro capacità economica e la realizzazione di un "Piano casa" di almeno 10.000 nuovi alloggi pubblici con patto di futuro riscatto, di cui una parte tra recuperati e ristrutturati, di opere pubbliche e servizi.

18/02/2009 9.21