Asl L’Aquila. Marzetti: «partita politica trasversale per screditarmi»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1555

L'AQUILA. Una lunga lettera quella di Roberto Marzetti, manager dell'Asl dell'Aquila. Lo spoil system è dietro l'angolo e prima di conoscere il suo futuro il direttore del capoluogo si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo le polemiche dei giorni scorsi.
Lo fa rispondendo alle accuse dei suoi «detrattori», come li chiama lui, e parla dei risultati conseguiti, delle "anomalie" riscontrare al suo arrivo e sulle necessità dell'imminente futuro.
Una certezza aleggia nella sua mente in queste ultime ore: «a L'Aquila si sta giocando una partita politica trasversale a più partiti di diversi schieramenti, basata più su interessi personali che politici, che nulla ha a che fare con la sanità, ma che non esita a gettare discredito sulla Asl e su coloro che quotidianamente (medici ed infermieri) operano con impegno e serietà».
«E' vero che ho disposto gli accorpamenti», replica a quanti lo avevano accusato. Ma assicura anche che la "rivisitazione" non è certo una cosa dell'ultima ora: «non l'ho fatto da gennaio 2009 ma addirittura dal luglio 2007» e che si tratta di accorpamenti funzionali ovvero «far funzionare insieme Reparti simili per razionalizzare l'uso delle risorse (personale ed apparecchiature), come hanno già fatto le altre Asl in Abruzzo. Nel San salvatore il processo è stato più lungo perché occorrevano opere di adeguamento. Il processo di accorpamento è stato concordato con i Capi Dipartimenti e non significa ulteriore riduzione di posti letto, di incarichi di Primari o soppressioni di strutture. Tutte le UOC previste dall'Atto Aziendale dalla legge 6/2007 e dal PSR rimangono in vigore e saranno attuati quando le risorse economiche ce lo permetteranno».

"IL DOCUMENTO SEGRETO"

«La Regione», spiega ancora il manager, «ci ha chiesto di rettificare l'Atto Aziendale in base al Piano sanitrio regionale e di predisporre un Piano Industriale per il 2009 compatibile con le risorse assegnate dal Piano di Risanamento. Gli Uffici hanno preparato uno studio che prefigurava un quadro pesante per la Asl: non avremmo potuto attivare per il 2009 quasi nessuna delle UOC previste nell'Atto Aziendale, né avremmo potuto reintegrare i pensionamenti dei medici, primari inclusi».
Ritenendo eccessivi tali sacrifici per la Asl, Marzetti ha parlato con il Commissario «quando è venuto a L'Aquila e, due giorni prima, proprio perché il Commissario avrebbe incontrato il Rettore, ho spiegato allo stesso la situazione che si sarebbe creata. Anzi in tale occasione ho prospettato al Rettore che l'unica soluzione possibile erano gli accorpamenti di alcuni reparti universitari, come le medicine, ed il ridimensionamento di altre, al fine di evitare che tutti i sacrifici fossero fatti dalla parte ospedaliera. Della divulgazione di tale documento se ne assume la responsabilità il Rettore».

LE CASE DI CURA PRIVATE

E Marzetti per spiegare il suo modus operandi fa anche un passo indietro: «sulla base della delibera n. 507 del 17.7.2003 l'allora direttore Mazzocco ha erogato ad una Casa di Cura ben 53 milioni di euro per gli anni 2000/2004. La Magistratura nel condannare Mazzocco per abuso d'ufficio ha ritenuto ciò “ingiusto danno per la ASL di L'Aquila per i maggiori e non dovuti importi erogati". Ora Mazzocco è stato condannato dalla Corte dei Conti a restituire le somme alla Asl, ma nel frattempo, con raccomandata del 11.9.2008 la Asl ha " costituito in mora" anche la Casa di Cura per avviare il procedimento di recupero di tali somme. Chi ha protestato allora? Quali forze politiche, quali organizzazioni sindacali hanno inscenato manifestazioni in difesa della Asl? L'Assessore De Matteis come ha votato in Giunta Regionale?»
Ma non basta, sostiene il manager, «il servizio ispettivo della ASL , da quando la Regione ci ha restituito i controlli sulle prestazioni nel 2007, ha ridotto il fatturato delle case di cura da 14.300.000 del 2007 euro a 9.184.000,00 del 2008, scartando le cartelle cliniche inappropriate, con un risparmio di oltre 5 milioni di euro. Ma anche i pagamenti alle Case di Cura per il 2006 sono stati bloccati in Regione per l'abnorme superamento del tasso di occupazione dei posti letto da parte delle Case di Cura., così come ha segnalato il nostro servizio ispettivo (anche fino a tre pazienti per letto)».
Era evidente, spiega Marzetti, «che questa situazione non poteva non avere ripercussioni».

L'APPALTO CONTESTATO E I RISPARMI

«Lo sanno i miei detrattori», continua il manager, «che il mio predecessore aveva prorogato le manutenzioni dell'Ospedale fino al 2015, affidandole a trattativa privata? Dopo un nostro ricorso al Tar abbiamo annullato tale contratto e tra due anni, il mio successore, potrà rifare la gara di appalto ex novo».
Marzetti parla anche dell'acquisto, avvenuto nel 2005, di un impianto di coogenerazione del costo di 10 milioni di euro che la Asl avrebbe pagato «97 mila euro al mese per 108 mesi. Anche questi soldi siamo riusciti a risparmiare annullando il contratto anche questo affidato a trattativa privata.
«Lo sanno», chiede ancora a chi lo attacca, «che abbiamo trovato costruita una struttura per la farmacia senza progetto approvato dalla Asl e senza preventivo, che la ditta costruttrice ci ha fatturato per 1,5 milioni di euro e che dopo una perizia fatta da un ingegnere aquilano, abbiamo risparmiato 500 mila euro? Lo sanno che grazie ad un professionista aquilano siamo riusciti a far accatastare l'ospedale e tra due o tre mesi potremo avere i certificati di agibilità. Ma perché prima non è stato fatto nulla per risolvere questo problema ?»
Il manager assicura che si potrebbe continuare a lungo ma che lascerà l'elenco al memoriale che sta scrivendo e che lascerà ai cittadini aquilani, «pubblicato a mie spese».

«I CONCORSI INESISTENTI»

Marzetti ricorda nella sua lunga lettera anche di quando, appena arrivato a L'Aquila scoprì che erano scoperti ben 10 posti di primario «così ho avviato i concorsi. Sia chiaro i direttori " furbi" non bandiscono i concorsi e così tengono al guinzaglio i primari facenti funzione. Invece io ho nominato, come dice la legge 502/92, tra i più capaci, così come individuati dalla apposita Commissione di cui non faccio parte, quelli più utili ai fini della strategia aziendale. Tanto temo le critiche su queste nomine che ho portato io tutti gli atti dei concorsi in Procura».
«E' finito il tempo dei doppioni costruiti solo per le esigenze delle carriere universitarie o ospedaliere», chiude il manager, «ora la sanità va fatta per i cittadini. Ma questo è un tema per chi governa la Regione e non solo per L'Aquila: il mio è un compito esecutivo delle decisioni politiche che spettano ad altri».

12/02/2009 9.15