Di Mattia smentisce Venturoni: «mai così bassi gli interessi della Sanità»

Alessandro Biancardi

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Di Mattia smentisce Venturoni: «mai così bassi gli interessi della Sanità»
ABRUZZO. Ieri l’assessore alla Sanità ha esternato il suo manifesto di “buona gestione” con una unica priorità: ridurre le spese.LA REGIONE:«ABBIAMO COSTI AGGIUNTIVI PER MITIGARE I RISCHI »
Nell'incontro di ieri a Pescara con i manager delle Asl Venturoni ha anche imputato alle cartolarizzazioni la voce di costo più ingente.
«A causa delle cartolarizzazioni», ha detto Venturoni, «tanto per fare un esempio concreto, ogni anno la Regione è costretta a sborsare 98 milioni di euro di mutuo di debiti non dovuti. Il che significa che in dieci anni pagheremo quasi un miliardo di euro. Risorse - ha aggiunto - che potevano senz'altro essere risparmiate».
Che le cartolarizzazioni siano state la scelta obbligata per far fronte a decenni di sperperi è fuori di dubbio, così come la scelta di condizioni e partner per stipulare questi contratti miliardari è stata viziata da ipotesi di reato pesantissime (presunte tangenti e spartizioni milionarie). Quella che rimane è una eredità pesantissima che seppellisce sotto una montagna di debiti gli abruzzesi delle future generazioni e che costituisce la prima indelebile responsabilità politica di chi oggi si trova a fronteggiare accuse provenienti dalla procura di Pescara nell'ambito della maxi inchiesta sulla Sanità.
Ma sui numeri fatti dal neo assessore Venturoni non è d'accordo Attilio Di Mattia, presidente dell'associazione Abruzzo Sostenibile ed esperto di finanza.



Carte alla mano (meglio “terminale alla mano”) dopo una veloce verifica degli attuali tassi Di Mattia si dice pronto a smentire l'assessore alla Sanità.
«Su certe cose bisogna essere precisi e non giocare con i numeri come David Copperfield», dice Di Mattia, «quando Venturoni dice che la Regione è costretta a sborsare 98 milioni a causa delle cartolarizzazioni mente sapendo di mentire. Infatti sa bene -e se non lo sa chieda all'assessore Masci in quanto responsabile del portafoglio regionale- che l'Euribor 6 mesi (grafico nella foto), che è il termometro che stabilisce i tassi è sceso in picchiata. Tale situazione farà diminuire gli interessi dovuti del 60%, quindi gli interessi dovuti non saranno più 98 milioni ma all'incirca 48 milioni».
E' una precisazione importante sostiene Di Mattia «perché è utile in questo momento storico della politica abruzzese cristallizzare il punto di partenza della nuova gestione politica», così da impedire eventualmente a chi è arrivato di attribuirsi meriti di un risparmio che invece dipenderebbe esclusivamente dall'andamento del mercato tanto denigrato dalla classe politica.
Stesso discorso anche per la cartolarizzaizone denominata “D'Annunzio” del 2007 che prima faceva riferimento ad un tasso di 5,42 (Giungno 2008) con l'ultima cedola al 3,46% (Dicembre 2008) oggi si attesta sul 2,3%, cioè quasi la metà.
«Le deflazione o abbassamento di prezzi non è sempre e solo negativo, infatti è necessario spiegare che in un aspirale deflattivo alla riduzione dei ricavi c'è anche una riduzione dei costi dunque il profitto rimane costante», conclude Di Mattia, «per quello che ci riguarda dunque saremo pronti ad attribuire meriti a questa amministrazione regionale solo per reali diminuzioni di costi imputabili non al mercato ma alla reale gestione. Staremo a vedere».

11/02/2009 10.25



LA REGIONE:«LA REGIONE HA COSTI AGGIUNTIVI PER MITIGARE I RISCHI »


«Le operazioni di cartolarizzazione dei debiti pregressi del Servizio Sanitario regionale sono costituite da emissioni obbligazionarie a tasso variabile che consentono agli obbligazionisti di percepire un rendimento in termini di interessi costituito dal tasso Euribor 6 mesi, rilevato a determinate scadenze, maggiorato dagli spread previsti per ciascuna cartolarizzazione. Tuttavia, le pubbliche amministrazioni, per evitare rischi a carico dei bilanci pubblici legati alla variabilità dei tassi, sono tenute a predisporre strumenti tali da limitare il rischio legato alla variabilità dei tassi medesimi».
Lo specifica e chiarisce la direzione Bilancio della giunta regionale che aggiunge anche che le operazioni di cartolarizzazione dei debiti del Servizio Sanitario regionale «sono state "supportate" da contratti di derivati (contratti di swap) che prevedono uno scambio di tassi con le controparti finanziarie (banche d'affari) sulla base dei quali il tasso variabile pagato dalla Regione è stato trasformato nel pagamento di un tasso fisso mentre le controparti swap hanno assunto il rischio della volatilità dei tassi».
Il costo della "garanzia", in sostanza, costituita con il contratto di swap costituisce di fatto un importo aggiuntivo che l'amministrazione regionale corrisponde, oltre a quello legato al rendimento dei titoli.
Dunque una spesa aggiuntiva che andrebbe ad erodere il beneficio conquistato dall'abbassamento dei tassi.
«I contratti di swap esistenti», aggiunge la direzione Bilancio della Regione, «hanno evitato che le rate di ammortamento dei prestiti obbligazionari pagate dalla Regione nel 2007 e nel 2008 aumentassero a causa del sensibile aumento dei tassi di interesse generato dalla crisi che ha sconvolto gli istituti finanziari».
Le rate annualmente corrisposte dalla Regione – viene ribadito dall'Ente- a titolo di rimborso delle cartolarizzazioni sono pari a 98 milioni di euro circa e sono costituite sia da una quota capitale che da una quota interessi.
Per tutte queste ragioni la riduzione del 60% del tasso Euribor 6 mesi non determinerebbe un taglio corrispondente al 60% dell'importo delle rate corrisposte, visto che tali rate prevedono anche il rimborso di una rilevante quota capitale dei prestiti sulla quale il taglio degli interessi sarebbe "infruttifero".

11/02/2009 18.15