La rivoluzione di Venturoni:«la buona gestione della sanità»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Eliminare gli sprechi, attivare controlli severi e tempestivi, bloccare l'emigrazione di pazienti abruzzesi verso strutture di altre regioni che poi si traduce in mobilità passiva; conoscere in tempo reale i dati su conti e prestazioni». * GIULIANTE (PDL):«IL MANAGER DELLA ASL SMENTITO DAI FATTI»
Praticamente una rivoluzione nella sanità. Questi gli intendimenti del neo assessore Venturoni che tuttavia non enuncia miracoli ma normali accorgimenti che possono agevolare una efficace pratica amministrativa che prelude all'efficienza.
Insomma, niente che non si potesse fare anche in passato.
Sono queste le «battaglie» che l'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, intende combattere per risanare il sistema sanitario abruzzese e ridare ossigeno ad una «macchina colossale che negli anni ha visto crescere a dismisura soprattutto la voce dei costi».
Punti chiave che l'assessore ha illustrato questa mattina, a Pescara, in apertura della Cabina di regia di cui fanno parte il Commissario dell'Agenzia Sanitaria regionale, Giuliano Lalli, il consulente Mario Collevecchio, i Direttori generali delle Asl abruzzesi, i Direttori regionali dei settori Sanità e Bilancio ed il Commissario Straordinario per il Piano di rientro del deficit, Gino Redigolo.
La Cabina di regia si è riunita, in particolare, per esaminare il bilancio preconsuntivo della Asl, relativo al 2008.
«A causa delle cartolarizzazioni, - ha esordito Venturoni - tanto per fare un esempio concreto, ogni anno la Regione è costretta a sborsare 98 milioni di euro di mutuo di debiti non dovuti. Il che significa che in dieci anni pagheremo quasi un miliardo di euro. Risorse - ha aggiunto - che potevano senz'altro essere risparmiate».
Tuttavia, secondo Venturoni «il problema è non tanto economico quanto di gestione. Il settore sanità non può essere trasformato in un ammortizzatore sociale nè, tantomeno, significare occupazione di potere. Per questo, dato che siamo in una situazione di emergenza, - ha sottolineato l'assessore - prima penseremo a rimettere le cose a posto e poi ci potrà essere spazio per interventi che giustifichino decisioni politiche».
In relazione alle risorse assegnate all'Abruzzo dal Fondo Sanitario Nazionale in sede di Conferenza di Presidenti, circa 2 miliardi e 254 milioni di euro con un incremento del 3,80% rispetto all'anno precedente, Venturoni ha parlato di risultato positivo, «difeso strenuamente» anche in rapporto alla forte pressione esercitata delle Regioni del nord.
Intanto, il Commissario Straordinario per il Piano di rientro dal deficit, Gino Redigolo, ha appena adottato per il 2009 un provvedimento rivolto alle Asl per il contenimento della spesa riferita alle convenzioni con i medici di base, i pediatri, le guardie mediche e le emergenze sanitarie.
Un atto che da un lato ristabilisce degli equilibri nella gestione delle risorse tra le aziende sanitarie nel senso di riferirle al parametro della popolazione e dall'altro ha riequilibrato gli incrementi di risorse aggiuntive tra le varie categorie professionali. Nel frattempo, alcuni segnali relativi al tipo di spesa sanitaria sopra illustrato sono incoraggianti e si punta per la fine del 2009 a toccare quota 141 milioni di euro con un decremento di 10 milioni di euro rispetto al dato del quarto trimestre 2008.


10/02/2009 14.38




(Fonte: Ufficio stampa Regione)
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GIULIANTE (PDL):«IL MANAGER DELLA ASL SMENTITO DAI FATTI»

L'AQUILA. «Conciliare l'inderogabile contenimento dei costi con la salvaguardia di un'assistenza sanitaria di livello».
Questa è la linea guida per la nuova sanità aquilana indicata da Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl in consiglio regionale, che esprime «piena disponibilità al confronto sul Piano Industriale della Asl dell'Aquila, ma solo con chi parla il linguaggio della verità, senza puerili quanto intempestivi tentativi di salvare posizioni personali a scapito della sanità pubblica».
Il riferimento è al direttore generale Roberto Marzetti e al piano “riservato”, finalizzato alla riduzione delle spesa per via del drastico ridimensionamento della Asl aquilana, inviato dal manager all'Università «per le opportune riflessioni del caso» e pubblicato nei giorni scorsi.
Tale piano aveva scatenato legittime proteste, da parte degli operatori sanitari e dal Pd, che in passato ne ha difeso le scelte.
L'applicazione di tale piano – infatti – prevedendo la soppressione di molte unità operative centrali (uoc) e la trasformazione di altre 14 uoc in ambulatori privi di posti letto, comporterebbe il brusco ridimensionamento del San Salvatore a vantaggio di altri presidi regionali molto meno toccati dalle operazioni di ristrutturazione.
Marzetti aveva provato a minimizzare le cifre trapelate liquidando il piano come «una base di riflessione al fine di raggiungere l'equilibrio finanziario della Asl come voluto dal commissario straordinario».
«Niente di più falso», tuona Giuliante, «in realtà il manager aveva già formalizzato l'avvio della polverizzazione della sanità aquilana. Con un Ordine di servizio del 29 gennaio, firmato dallo stesso manager Marzetti e dal direttore sanitario Borzone, si è disposto l'accorpamento di numerosi reparti e la soppressione di altri: decisioni operative a tutti gli effetti e non mere ipotesi di lavoro e “base di riflessione”».
«Quello che non è tollerabile – dichiara il capogruppo del PdL – è che un manager dica le bugie. Né è accettabile che la gravità del momento diventi comodo alibi per un patetico tentativo di salvare la poltrona. Nessuno si nasconde che il dissesto finanziario della Sanità abruzzese imponga scelte dolorose – sottolinea Giuliante – ma altra cosa è il taglio indiscriminato dei servizi e della qualità dell'assistenza erogata».

10/02/2009 14.44