Nuova piattaforma petrolifera in arrivo

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Le istanze di concessione per estrarre petrolio sono diventate due. Allarmate le associazioni ambientaliste.

ORTONA. Le istanze di concessione per estrarre petrolio sono diventate due. Allarmate le associazioni ambientaliste.
Dopo la prima, presentata dall'Eni e che interessa circa 59 kmq. ecco spuntare magicamente anche la seconda di fronte Ortona-San Vito, per mano di Medoilgas Italia, più sotto costa rispetto alla precedente e con un raggio d'azione tre volte superiore (145 kmq.).
Insorgono le associazioni ambientaliste che smentiscono anche Ezio Faieta, dirigente del Servizio Attività Estrattive e Minerarie della Regione Abruzzo, che nei giorni scorsi ha detto che «la mobilitazione in atto in provincia contro trivelle e piattaforme sarebbe ingiustificata, visto che a Roma non c'è alcuna concessione, nemmeno per la ricerca».
«L'intero procedimento amministrativo», spiegano Lino Olivastri del Comitato Natura Verde, Enrico Gagliano di Impronte e Antonello Tiracchia del Nuovo Sensa Civico, «avviato il 30 maggio 2001, si è concluso per l'appunto il 27 luglio 2007 con il decreto ministeriale di conferimento n.°83 che dà conto di tutto quanto accaduto e di tutto ciò di cui si sono rese protagoniste, in termini negativi o di disinteresse, le amministrazioni dello Stato e le strutture tecniche della Regione».
L'amministrazione provinciale di Teramo ha dato il parere n.°50 (di compatibilità parziale) espresso dalla Sup nella seduta del 20 giugno 2006, nel corso della quale fu dato analogo parere anche per la più celebre "Corropoli".
«Purtroppo», continuano i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, «quando nel giugno dello scorso anno andammo alla presentazione della Mog, da cui discende la Medoilgas, l'amministratore Morandi l'aveva detto a chiare lettere: "Entro fine anno presenteremo l'istanza di coltivazione". Detto, fatto».
L'istanza è stata presentata il 18 dicembre 2008 e pubblicata sul B.U.I.G. di gennaio.
«Questo significa che molto presto», dicono allarmate le associazioni, «ci saranno sottocosta le piattaforme fisse per l'estrazione di petrolio greggio e ce le terremo per decenni».
Queste piattaforme, dichiarava l'Ing. Morando durante la conferenza stampa, faranno l'attività di desolforazione in mare perché il petrolio Abruzzese (classificato API 12, un po' meglio del bitume) è praticamente non trasportabile
La Medoilgas è una società a responsabilità limitata, di fatto di proprietà della Mediterranean Oil & Gas australiana. «Questo vuol dire», spiegano le associazioni, «che nel caso di incidente risponderà soltanto del suo capitale sociale perché non risulta che siano state fatte assicurazioni o fideiussioni a favore della regione Abruzzo».

07/02/2009 11.09




(Le istanze di concessione per estrarre petrolio a mare sono colorate di azzurro. Quella piu' grande e sotto costa e' quella di cui si parla nel comunicato).