Abruzzo Sprint. Castiglione:«lo sportello vivacchia ma lo tiriamo su noi»

Alessandro Biancardi

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Abruzzo Sprint. Castiglione:«lo sportello vivacchia ma lo tiriamo su noi»
ABRUZZO. «Lo sportello Sprint è una creatura del centrodestra. Adesso, con il cambio di Giunta regionale, lo abbiamo ritrovato che vivacchiava. Riteniamo che per farlo funzionare sia necessario cambiare il progetto operativo».
Alfredo Castiglione ha le idee chiare anche se sono le 8 di stamattina ed è già nel suo nuovo ufficio delle Attività produttive della Regione. Con lui anche Angelo D'Ottavio, responsabile della segreteria, e più noto come sindaco di San Valentino (si affaccia in Comune «ogni mattina alle 7»).
L'argomento è di quelli spinosi: lo sportello Sprint una sorta di ente strumentale che in realtà è un “progetto” che dunque dovrebbe raggiungere risultati ma sul punto è difficile avere lumi.
Intanto sono arrivate le proroghe dei contratti in scadenza a dicembre.
«Abbiamo prorogato i contratti fino a maggio per i 17 dipendenti che ci lavorano», ha detto Castiglione a PrimaDaNoi.it, «dobbiamo ripubblicare i bandi, selezionare il personale e scegliere le eccellenze sul mercato».
Dopo aver cercato invano notizie e documenti sullo Sprint dal direttore Alfredo Moroni, è stato più facile ottenerli dall'assessore e dalla sua segreteria.
«Intanto questo sportello non è un carrozzone che vive a peso morto sul Bilancio regionale – tengono a precisare l'assessore Castiglione e D'Ottavio – ma un servizio all'interno delle Attività produttive. Il suo organico è di 17 persone a contratto (6 diplomati e 11 laureati), la prima proroga è stata di un mese, la seconda di quattro mesi, cioè fino a maggio. I compensi percepiti sono in media di 22 mila euro lordi l'anno, uno solo di euro ne prende 35 mila. Perché questa proroga? Per valutare i risultati ottenuti in un anno e decidere di conseguenza, ma anche per testare la produttività dello sportello su un progetto preciso».
«Nel dettaglio – continua D'Ottavio – si tratta di preparare un workshop durante i Giochi del Mediterraneo, considerati una vetrina importante soprattutto nei confronti dei Paesi del Nord Africa e di quelli arabi – continua D'Ottavio - Il presidente Chiodi ed il commissario Mario Pescante vogliono approfittare anche della presenza in quei giorni dei rappresentanti delle città candidate per la nomination delle prossime Olimpiadi e cioè Tokio, Madrid, Rio e Chicago. Ci saranno 77 voti dei 210 che servono a settembre per essere scelte. Si potrebbe dire quasi che questo appuntamento è più importante dei Giochi stessi, vista la valenza politica della scelta per le Olimpiadi».

COME FUNZIONA LO SPORTELLO SPRINT

Lo Sprint (sportello regionale per l'internazionalizzazione) è articolato in una serie di servizi per l'informazione, la formazione e l'assistenza alle imprese di tipo finanziario e assicurativo e per l'utilizzo di strumenti di supporto all'internazionalizzazione.
Nato dopo la legge Bassanini-1 del 1997, viene concretamente attivato con due decreti: il 112 ed il 143 del 98, che prevedono il decentramento alle Regioni delle funzioni per l'Internazionalizzazione, e con la delibera 91/200 del Cipe.
In pratica, mentre a livello centrale si avverte l'esigenza di affidare al territorio le funzioni di supporto alle imprese che vogliono esportare, dall'altra si ritiene che queste attività, divise tra Enti locali, vadano razionalizzate e unificate.
Comuni e Province, Camere di Commercio e Ice (Istituto per il commercio estero, che ha una sede anche a Pescara) tutti si impegnavano, ma i risultati sono stati scarsi. Di qui la decisione di dire stop a questo mix scoordinato per creare un ufficio unico di coordinamento per l'esportazione, un punto di riferimento operativo uguale per tutta la Regione in raccordo con il Ministero degli Esteri e con il coordinamento del Ministero per lo sviluppo economico «sulla base delle deliberazioni assunte in materia dalla Cabina di regìa», come si legge nella brochure di Sprint.
Ciò per consentire agli operatori interessati lo stesso trattamento e gli stessi servizi, senza lasciarli alla buona volontà di questa o quella Camera di Commercio, dell'Unioncamere o del Centro estero per il commercio delle camere di commercio che ha sede a Pescara. Una novità dirompente per chi era abituato a gestire in modo frammentario tutte le operazioni, le fiere e l'immagine del made in Abruzzo all'estero. E forse anche una novità destinata a creare alcuni mugugni, visto che il milione di euro prima erogato per le Fiere al sistema camerale, è stato dirottato ad Abruzzo Sprint.
E forse sta tutto lì il problema. Ma come si è detto bisognerà valutare i risultati…

LE ATTIVITÀ IN CORSO

Lo Sportello, nato sotto il governo Pace e passato attraverso l'assessore Donato Di Fonzo prima e l'assessore Valentina Bianchi poi, «ha vivacchiato, soprattutto nell'ultimo periodo, senza una guida politica alla Regione - continua D'Ottavio – e forse ha incontrato qualche ostacolo per operare. Oggi pensiamo che l'esperimento sia da continua verificandone i risultati».
Intanto prospetta un modo diverso di aggredire i mercati esteri: non la Fiera espositiva con la vetrina dei prodotti, l'Expò del made in Abruzzo, ma una serie di contatti preparatori con gli operatori del paese ospitante. Così la Fiera non ha necessità di spazi mega galattici da affittare, ma di uffici per i contatti ed i contratti e di un complesso lavoro preparatorio, come è capitato per la ricca commessa alla Valter Tosto da parte dell'Ente petrolifero venezuelano.
Il che è avvenuto proprio per la scelta, operata dalla cabina di regìa, che ha indicato Sud America e Federazione russa come aree da “aggredire” commercialmente.
«In queste due macro aree stanno maturando cose importanti – spiega D'Ottavio – intanto è già al lavoro il gruppo operativo che andrà in Russia il 5 ed il 6 aprile. Ma il problema di fondo che dobbiamo affrontare e risolvere è l'integrazione piena tra Sprint e Regione. L'assessore è ben motivato: lo ha detto anche rispondendo all'intervento di un operatore che in un convegno ha sottolineato come ci siano tanti progetti e tante sigle che operano a supporto delle aziende. La domanda era: si tratta di un altro strumento che si affianca agli altri? No, ha risposto Castiglione. Sprint è il punto di coordinamento, potremmo dire il capofila».
Il tutto gestito da personale selezionato per esperienza e per padronanza delle lingue, assicurano, e per il quale è prevista anche la rimodulazione dei contratti, in caso di mantenimento in vita della struttura.
Certo non tutti sono d'accordo, come magari funzionari che erano abituati ai 3-4 viaggi l'anno, che diventavano una vacanza.
Oppure chi si ritrovava i report dell'attività forniti dalle Camere di commercio già belli e pronti.
La routine del lavoro di ufficio, magari con qualche capatina per il solitario al computer (o per il Burraco), rischia di essere sconvolta dal nuovo approccio ai problemi dell'esportazione.
Per questo stenta a decollare il protocollo di intesa del 18 novembre 2006 tra Ministero del commercio internazionale, Regione, Ice, Unioncamere regionale, Centro per il Commercio estero delle Cciia, Sace e Simest: è un sintomo di mal di pancia da parte di qualche Istituzione?
«Con la Camera di Commercio di Pescara i rapporti sono formalmente corretti – conclude D'Ottavio – e tra istituzioni c'è l'obbligo di collaborare. Verificheremo sul campo se questa sinergia funziona».
Intanto qualche dipendente si lamenta del rifiuto a fornire allo Sprint il vecchio database da parte di chi prima si occupava di internazionalizzazione. Però nessuna paura: è stato sostituito con un altro realizzato proprio dai dipendenti Sprint.

Sebastiano Calella 05/02/2009 16.54