Angelucci, «la commistione potente tra informazione e Sanità»

Alessandro Biancardi

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Angelucci, «la commistione potente tra informazione e Sanità»
VELLETRI. L'informazione come mezzo essenziale per condurre trattative e fare lobby. Per la Procura di Velletri la famiglia Angelucci, poteva contare sui giornali del gruppo (Libero e Riformista) per fare lobby e condurre il gioco.

Per il gip era fondamentale «la pressante influenza, attraverso i giornali di loro proprietà, sulle cariche istituzionali della Regione Lazio, governatore e assessore alla Sanità».
E se da un lato i due imprenditori, Giampaolo (agli arresti domiciliari da ieri) e Antonio (senatore del Pdl per cui si è richiesta l'autorizzazione a procedere) «curano le relazioni esterne mettendo a disposizione la struttura sanitaria per dispensare favori con ricoveri e prestazioni diagnostico-strumentali», dall'altro lato «consentono rettifiche o smentite con l'utilizzo strumentale dei mezzi d'informazione di loro proprietà».
E poi ancora, scrive il gip nella mastodontica ordinanza di 800 pagine (quella che portò all'arresto di Del Turco era di "appena" 550 pagine) «esercitavano pressante influenza sulle cariche della Regione per interferire nella fase di regolamentazione normativa, attraverso delibere di giunta o singole determinazioni. Ed evitano o attenuano le attività della Regione per il contenimento della spesa sanitaria».
E stamattina La Repubblica riporta ampi stralci che proverebbero, secondo la procura, le pressioni che Angelucci faceva direttamente al governatore della Regione Piero Marrazzo e come su richiesta, venissero scritti articoli di giornale per rimediare a quanto scritto in precedenza e non gradito.
Il 17 settembre 2007 Angelucci senior parla con Mauro Casanatta dell'Aiop: «Mauro, ho visto ora Piero (Marrazzo) che ha incontrato prima Lionello Cosentino (allora capogruppo Ds in Comune oggi senatore Pd). Ahoo, queste cose non le dire... Allora, Piero mi ha detto: "Guarda Tonino, so come sta la situazione, so cosa state preparando (una campagna di stampa contro l'allora assessore alla Sanità Augusto Battaglia) e avete ragione. Allora lui (Marrazzo) sarebbe disposto a fare un tavolo e a incontrarci mercoledì. Mettiamo tutto sulla bilancia e facciamo un protocollo valido fino al 2010. È quello che volevamo noi».
«I vertici della Tosinvest», accusa il gip, «sono consapevoli di poter superare qualunque ostacolo, come quello del sequestro delle cartelle cliniche al San Raffaele. Avvicinano il figlio del procuratore di Velletri, Rinaldo Mazzetti, che lavora in un centro del gruppo per tentare di influenzare le indagini».
Ancora: «Gli Angelucci acquisiscono notizie riservate su ispezioni, controlli, indagini giudiziarie e esercitano forme indebite di pressione sulle inchieste mobilitando tutte le risorse: contatti politico-clientelari, mezzi d'informazione e collaboratori».
E nel 2007 Antonio Angelucci riceve alcune lamentele dall'assessore alla Sanità Battaglia che si lamenta di un titolo su Libero. Il giorno successivo, scrive il gip, «su Libero esce un'intervista riparatoria a Battaglia».

LIBERO E RIFORMISTA RIGETTANO LE ACCUSE

Ma oggi, in prima pagina, sia il Riformista che Libero rigettano al mittente tutte le accuse.
Il primo spiega che con gli Angelucci non ci sono rapporti: «in realtà», si legge, «gli Angelucci sono i proprietari della testata di questo giornale, che è data in affitto a una società cooperativa con un suo consiglio di amministrazione e in cui il direttore, come in tutti i giornali, gode per contratto di totale libertà e indipendenza ed è l'unico dominus di ciò che si pubblica o non si pubblica».

Libero, invece, oggi apre con un titolo a tutta pagina: «Obiettivo, zittire Libero», e un «attacco all'informazione».

«Angelucci e noi di Libero», scrive Vittorio Feltri, «facciamo mestieri diversi che non si intrecciano mai eccetto a fine d'anno, allorché si tratta di versare l'affitto della testata. Noi versiamo, lui incassa. Discutiamo anche di giornali, come usa fra gente appassionata di carta stampata».

IL RIFORMISTA E L'INCHIESTA DELLA SANITA' ABRUZZESE

Ma fu proprio il Riformista il 24 luglio scorso a rendersi protagonista nei giorni che sconvolsero la regione per la maxi inchiesta della Sanità che coinvolse l'Abruzzo.
Quel giorno, infatti, il giornale del gruppo Angelucci, pubblicò un presunto memoriale di Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Fira agli arresti domiciliari, che fece scalpore.
Un memoriale su cui non si è mai fatta piena chiarezza. La Procura di Pescara fece anche visita alla redazione del quotidiano e il giornalista che scrisse l'articolo disse di non avere il documento integrale ma di aver «preso solo appunti».
Masciarelli, però, smentì di aver mai scritto quel memoriale e raccontò di aver scritto in passato alcuni appunti dal contenuto diverso.
Ma secondo il Riformista l'ex presidente della Fira aveva scritto nero su bianco accuse pesanti, rivolte alla classe politica abruzzese, in particolare al centrodestra.
«Secondo Masciarelli», scrisse il giornalista Fabrizio D'Esposito, «la sanità dell'Abruzzo sarebbe stata una sorte di cassaforte del gruppo forzista che faceva capo a Fabrizio Cicchitto, ex vicecoordinatore nazionale degli azzurri, al deputato Sabatino Aracu e anche a Denis Verdini, attuale coordinatore di Forza Italia».
Seguirono subito una lunga serie di smentite e minacce di querele.
Tutto questo, sempre secondo il racconto, avveniva all'insaputa di Roma: «in molti tra cui anche Berlusconi sarebbero stati all'oscuro di quanto accadeva in Abruzzo».

«Per dare sostanza alle sue rivelazioni», scrisse ancora D'Esposito, «Masciarelli fa l'elenco delle proprietà di Aracu a Porto Rotondo, Pescara e Roma. Sette tra case e sedi di società».
E nel calderone ci finisce anche il figlio dell'ex ministro Beppe Pisanu, «a testa di una delle ditte vincitrici di appalti sanitari», Giuseppe Ciarrapico, «re delle acque minerali, indicato però come concusso per ottenere i servizi alberghieri dell'Asl di Chieti»,
ma anche Giovanni Pace, ex presidente di Regione. Accuse gravi ma finora senza
alcun fondamento nè prova in grado di far reggere tali affermazioni.

a.l. 05/02/2009 9.27


COSA SCRIVE FELTRI OGGI
 
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