Le 12 strategie del presidente Chiodi per stravolgere l'Abruzzo

Alessandro Biancardi

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* IDV ATTACCA IL PD: «INCIUCIANO CON IL PDL» * SE NE DISCUTE ANCHE NEL FORUM
L'AQUILA. Più di un'ora di discorso, il primo discorso del nuovo presidente Gianni Chiodi in aula del consiglio. Ventuno cartelle dattiloscritte tenute in mano, linee programmatiche ben definite e già conosciute, perchè spiegate e raccontate con dovizia di particolari già nella campagna elettorale.
Spoil system sì, ma con meritocrazia, tagli alla costosa macchina politica, un codice etico al quale sottoporsi, riforma della sanità e misure anticrisi. Sono in tutto 12 i punti enunciati ieri dal presidente Chiodi. Non potrà fare tutto da solo. Anzi, non vorrà fare tutto da solo. Ha chiesto un confronto con l'opposizione («ci confronteremo spesso, forse aspramente»).
I punti di vista saranno diversi? Lui ha rassicurato tutti: «dovete sapere che avete, e avrete sempre, il mio rispetto e la mia considerazione. Così come l'ho avuta durante tutta la campagna elettorale. Tra le tante cose che ci differenziano, ce ne sono anche alcune che ci uniscono. Abbiamo valori comuni: tutti pensiamo che gli uomini e le donne sono stati creati per essere liberi, che sono depositari di diritti naturali inviolabili, che sono uguali e devono avere uguali opportunità».

1. LA RIVOLUZIONE MERITOCRATICA

«Il merito della nuova classe politica abruzzese, di destra e di sinistra, non dovrà più essere quello di portare voti promettendo cose ai gruppi di interesse (con impegni che bloccano la società e l'economia), ma quello di convincere i propri elettori dei benefici a lungo termine del merito».
La parola d'ordine, quindi sarà «spoil system guardando anche al merito e non solo alla contiguità politica. Impegnamoci a valorizzare i dipendenti regionali sulla base di criteri di merito».

2. RIDUZIONE DELLA SPESA REGIONALE

«Occorre inevitabilmente ridurre la spesa pubblica regionale», ha annunciato Chiodi. «Per alcuni sarà traumatico ma è indispensabile viste le condizioni finanziarie in cui versa l'Abruzzo. L'alternativa è quella di mettere le mani nelle tasche dei cittadini e non lo vogliamo fare».

3. L'ECONOMIA E IL LAVORO - LE MISURE ANTICRISI

«Il quadro congiunturale è fosco», ha detto il presidente, «rafforzeremo gli strumenti che forniscono garanzie (Consorzi e cooperative di garanzia) sia attraverso l'integrazione e la concentrazione degli organismi deputati, sia attraverso l'aumento significativo della dote finanziaria per le aziende; Promuoveremo ulteriori canali di accesso al credito sia attraverso intese con il sistema bancario, sia attraverso la ricerca di sinergie con i Fondi dello Stato e della Commissione Europea; Individueremo fonti finanziarie innovative da dedicare alle infrastrutture di valore strategico regionale. Organizzeremo alcune misure di sostegno per le famiglie che sono in condizione, o a rischio, di povertà anche sul modello della social card; Rivisiteremo le norme che agevolano l'accesso ai servizi erogati dalla Regione per concentrare i sostegni su chi ha veramente più bisogno; Promuoveremo alcune misure per l'assistenza agli anziani non autosufficienti e per la custodia dei bambini. Organizzeremo percorsi di integrazione e piani di azione, anche attraverso il sostegno al reddito, per il reinserimento lavorativo».

4. LA CENTRALITA' DELL'IMPRESA

Entro dodici mesi sarà redatto il Piano Strategico della Regione Abruzzo «che non sarà il Piano del Governatore», ha sottolineato Chiodi, «ma dell'intera comunità abruzzese. Proporrò altresì al Tavolo della Responsabilità la costituzione di una task force per la semplificazione amministrativa entro due mesi dalla costituzione del Tavolo. Ma dovremo anche aggredire dei punti critici per la competitività come la liberalizzazione dei servizi pubblici a livello regionale e locale, l'energia ed il rapporto tra la banca e l'impresa».
Poi ci sarà un Osservatorio sul credito da costruire «entro due mesi», «così come bisognerà valorizzare la Cooperazione».

5. IL MEDITERRANEO ED I BALCANI

«Due grandi direttrici dovrebbero guidare la nostra azione in quell'area: infrastrutture e cultura», ha detto Chiodi. «I Paesi del Mediterraneo meridionale per proseguire nel loro sviluppo hanno bisogno impellente di modernizzare le loro infrastrutture. Per questo la Regione potrebbe promuovere relazioni istituzionali per creare un canale privilegiato per le imprese abruzzesi. Il bisogno di cultura, poi, è evidente. Maghreb e paesi arabi sono afflitti da livelli di analfabetismo troppo elevati; in particolare studi tecnici, matematici, di scienze e di economia non sono abbastanza diffusi. Quindi le nostre Università abruzzesi potrebbero essere favorite dalla Regione in progetti che attraggano leve di giovani, li formino e ne facciano i futuri ambasciatori dell'Abruzzo nei propri paesi. E' cosi che funziona il ciclo virtuoso degli studenti stranieri bene utilizzato da Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Francia. Inoltre, dovremmo offrire a giovani abruzzesi la possibilità di spendere qualche anno di vita all'estero, lavorando su concreti progetti di cooperazione finanziati dalla Regione. Istruzione ed ambiente dovrebbero essere i due filoni privilegiati. I nostri ragazzi tornerebbero arricchiti dall'esperienza di lavoro nei paesi emergenti».

6. PATTO CON ROMA - TURISMO - INSEDIAMENTI INDUSTRIALI

«Il nostro mare», ha detto Chiodi con ottimismo, «i nostri Parchi, le nostre montagne, il nostro patrimonio culturale, i luoghi della tradizione religiosa, possono intercettare molto turismo che gravita su Roma e che costituisce uno dei settori trainanti dell'economia regionale e sul quale molto si dovrebbe investire. Nonostante ciò le interrelazioni tra l'Abruzzo e Roma non sono mai state oggetto di una programmazione specifica né di accordi politici ed amministrativi. L'Abruzzo, invece, deve avere la consapevolezza che Roma rappresenta la sola vera possibilità di raggiungimento di una massa critica e che non si può prescindere da un rapporto con la Capitale e con l'attrattività che il contesto laziale esplica verso tutti gli scambi commerciali nel mare Adriatico. Anche in tal senso assume rilevanza la velocizzazione della ferrovia Pescara-Roma».

7. LA SANITA'

Sul tema più difficile della regione Chiodi vuole puntare «non su grosse e costose strutture generaliste inserite in piccoli bacini di utenza, ma su centri di eccellenza; passare dalla ospedalizzazione di massa alla prevenzione, all'assistenza domiciliare, creare presidi sanitari per i disabili e gli anziani, sviluppare la RSA che costa la metà di un ricovero ospedaliero equivalente a 800 euro per singolo paziente al giorno».
Si tratta di scelte difficili e impopolari, lo sa bene Chiodi: «vuol dire andare a toccare non solo i privilegi dei potenti, ma anche i soliti campanilismi dell'ospedale sotto casa per tutti; significa rompere gli schemi di un sistema clientelare diffuso e ben impiantato che si è sviluppato negli anni fino ad assumere le forme mostruose di oggi. Oggi, però, in tempi di vacche magre, anzi magrissime, il problema è diventato serissimo e, se passa il federalismo, si rischia davvero il collasso, perché l'Abruzzo non ha e non avrà mai le risorse per tenere in piedi da solo un tale Titanic».

8. ABRUZZO CITTA' REGIONE

«L'Abruzzo, è l'Abruzzo», ha sottolineato il governatore, «è va governato come un unicum. Gli Abruzzesi non possono più finanziare tutto e tutti, non possono finanziarie le velleità campanilistiche che in realtà mascherano il desiderio di avere, da parte di qualcuno, un pizzico di potere».

9. RIDUZIONE COSTI DELLA POLITICA

La proposta di Chiodi è ridurre la proliferazione di enti e società. «La mia proposta sarà quella di ridurre: le Asl (anche oltre le previsioni dell'attuale Piano Sanitario), le Ater affinché nel territorio regionale ne operi una sola con una unica strategia generale. Oggi ve ne sono 5. Oltre agli Ater esiste un ulteriore soggetto chiamato Aret. Il totale dei dipendenti delle Agenzie Regionali dovrebbe essere - se ricordo bene - di circa 170 unità, di cui 6 direttori e 13 Dirigenti».

Riduzione anche per gli Ato: «da quattro a uno solo». Per l'Arssa «si ritiene necessaria una riforma del modello organizzativo per assicurare una precisa distinzione tra la funzione di finanziaria agro alimentare e quella di agenzia per la promozione delle produzioni agro-alimentari e l'alimentazione».
Dovrà essere completamente riformata la Fira «e dovrà procedersi ad un generale riordino degli strumenti regionali di politica industriale, a cominciare dai Consorzi Industriali di cui si dovrà prevedere in breve tempo la liquidazione».

Chiodi ha parlato anche dei compensi dei consiglieri regionali e del loro vitalizio di cui tanto si è parlato durante la campagna elettorale.
Riforma in vista per la pensione: «il trattamento è il più favorevole d'Italia», ha ricordato Chiodi, «soprattutto perché prevederebbe l'erogazione al compimento dei 55 anni. Io credo che si debba cominciare ad erogarla dieci anni dopo».
Ma Chiodi ha anche sottolineato che «i compensi dei consiglieri regionali abruzzesi, al contrario, sono forse i più bassi di tutte le Regioni italiane ma, nonostante ciò, ne proporrò una ulteriore riduzione del 10%».
Il vero costo della «politica inaccettabile», ha sottolineato Chiodi, «è il costo della macchina politica travestita da amministrativa-istituzionale, macchina enorme, costruita non già per servire i bisogni dei cittadini ma per rifornire di impieghi una quantità di persone. E, dunque, il costo spropositato della politica non si combatte tanto con la protesta (un po' moralistica e un po' pitocca ammettiamolo) contro "gli stipendi dei politici", quanto con la vigilanza degli elettori e dei politici seri volta ad impedire ogni ampliamento pretestuoso della macchina statale o regionale. Ecco perché nella prima parte della presente "Strategia" si è delineato un percorso di razionalizzazione e dimagrimento degli Enti strumentali e delle società regionali».

10. UNA NUOVA GOVERNANCE REGIONALE

«Nel nuovo scenario - quello che definirei globalizzato - il ruolo della Regione deve essere diverso e deve occuparsi di promuovere un sistema di istituzioni adatto alla centralità, non più dell'impresa o del distretto industriale, ma del sistema territoriale la cui fioritura e competitività deve puntare sulla diversificazione sia delle imprese che dei prodotti non solo intesi come beni merce o servizi, ma come cultura, ricerca, sapere. Questo nuovo modello di "Governance" implica che la classe dirigente politica riconosca, quindi, il valore aggiunto che può venire dalle classi dirigenti dei diversi soggetti sociali, delle associazioni imprenditoriali, e dei lavoratori, degli ordini professionali, del sistema del volontariato, delle associazioni culturali, delle principali industrie, delle banche, degli istituti di ricerca, delle autonomie funzionali, come l'università, le camere di commercio, le Fondazioni, gli Enti Parco e favorisca un rapporto sinergico uscendo da una dimensione separata e corporativa».

11. IL NUOVO WELFARE

«L'azione del Governo Regionale punterà alla liberalizzazione dei servizi pubblici, alla eliminazione di monopoli ed oligopoli e delle rendite protezionistiche delle varie corporazioni».

12. UN CODICE ETICO DI COMPORTAMENTO

Chiodi ha infine concluso spiegando che intende dotarsi «di un codice etico al quale mi atterrò durante il mandato di Presidente della Giunta Regionale e che presenterò nel corso del prossimo Consiglio Regionale i cui principi saranno i seguenti: la concezione e l'uso del potere al servizio del bene comune; il rispetto delle altrui posizioni; il rifiuto di comportamenti illegali e immorali¸ l'abbandono della rissa e dell'intolleranza; il distacco dal proprio interesse; l'uso sobrio e corretto del pubblico potere e del pubblico denaro; la selezione della classe dirigente amministrativa su fondamenti meritocratici ed etici».

28/01/2009 8.40

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IDV ATTACCA IL PD: «INCIUCIANO CON IL PDL»

ABRUZZO. Nessuna grossa sorpresa ieri mattina a L'Aquila per un consiglio regionale che è filato via liscio, tra qualche polemica dell'opposizione (scintille tra Idv e Pd) e la soddisfazione della maggioranza.
Nazario Pagano è stato nominato 17° presidente del Consiglio, nomina avvenuta trentanove anni dopo la prima seduta dell'Assemblea, che si tenne il 6 luglio 1970. Per la prima volta il Consiglio regionale si è riunito non al termine del quinquennio, ma dopo le dimissioni anticipate del precedente governatore Ottaviano Del Turco, arrestato nella maxi inchiesta della sanità.
L'avvio della nuova legislatura ha anche coinciso con la prima seduta nella nuova Aula consiliare nel Palazzo ex Balilla di via Iacobucci a L'Aquila dove ha sede la presidenza del Consiglio Regionale. L'edificio venne inaugurato nel 1932 come sede dell'Opera nazionale Balilla, successivamente è divenuto sede scolastica dell'Istituto tecnico Industriale Statale.
Il consigliere anziano, Antonio Prospero, che ha presieduto la prima riunione del Consiglio regionale della nona legislatura, in apertura di seduta ha invitato l'assemblea ad osservare un minuto di silenzio in ricorso della giornata della memoria.

COSTANTINI: «INCIUCIO PD-PDL»

Carlo Costantini, il candidato del centrosinstra alle regionali, ha aperto il suo intervento in Consiglio denunciando «la rigidità del Pd nel trovare un accordo con l'Italia dei Valori per l'ufficio di presidenza, dopo che lo stesso Pd a nostra insaputa si era accordato per sostenere Pagano. Ho colto la rigidità tipica riscontrata in campo nazionale quando si doveva votare un esponente dell'Italia dei Valori e faccio l'esempio della commissione Rai e della presidenza della regione Abruzzo e sappiamo tutti come è andata a finire».
Costantini ha evidenziato l'esigenza che la collettività venisse a sapere che il Pd «abusivamente» sta utilizzando i 250 mila voti espressione della coalizione di centrosinistra «per fare un accordo con l'Udc ed estromettere l'Idv dall'ufficio di presidenza nonostante l'Udc in Sardegna sia al fianco di Berlusconi contro il candidato di centrosinistra».
Costantini si è appellato anche a tutto il Consiglio regionale «affinché non si introduca questa vulnus della mancata rappresentanza dell'Idv nell'ufficio di presidenza».
Il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro nel suo intervento ha risposto che non c'é stato nessun inciucio con il Pdl «ma che il Pd ha inteso votare il presidente Pagano che è una figura terza per un motivo istituzionale».
«Abbiamo votato ben sapendo che dopo la elezione Pagano avrebbe svolto la sua funzione super partes, in quanto all'accordo sul consigliere segretario dell'Udc l'unico motivo é dare rappresentanza ad una forza che sta all'opposizione».
Sull'argomento è intervenuto anche il capogruppo dell'Udc Antonio Menna che ha avuto un battibecco con Costantini nel momento in cui ha spiegato che anche all'altro gruppo di opposizione, l'Idv, sarebbe toccata una carica prestigiosa.
A quel punto Costantini e gli altri consiglieri dell'Idv hanno rumoreggiato sottolineando che non deve essere certo Menna a dare l'incarico all'Italia dei Valori.
E poi ancora Camillo D'Alessandro, si è rivolto durante il suo intervento al presidente Chiodi chiedendogli di attivare il "tutor" che Berlusconi, nel corso della campagna elettorale, ha assegnato all'Abruzzo per garantire una adeguata tutela romana rispetto alle necessità del nostro territorio.
«L'esordio del Partito Democratico mi lascia stupefatto», ha commentato Carlo Costantini. «Adesso anche il Pd si appella a Gianni Chiodi e Berlusconi.
Sempre ieri Costantini ha presentato le dimissioni da parlamentare per continuare l'attività di consigliere regionale. Nei prossimi giorni si insedierà alla Camera il consigliere regionale Augusto Di Stanislao, secondo degli eletti alle politiche dello scorso mese di aprile. Al suo posto in Consiglio regionale entrerà Cesare D'Alessandro.

SAIA (PDCI): «ELEMENTI DI NOVITA' IN CHIODI»

Il consigliere del P.dC.I. Antonio Saia ha apprezzato nel suo intervento alcuni elementi di novità emersi dalle dichiarazioni del presidente della Giunta Chiodi.
In particolare il riferimento ad una nuova etica della politica, ad un diverso rapporto tra maggioranza e opposizione, alla necessità di guardare molto di più ai fatti ed alle cose concrete che agli scontri di tipo ideologico, demagogico e preconcetto.
Tuttavia il consigliere Antonio Saia non ha mancato nell'intervento di segnalare le «importanti carenze» e le differenze su cui il gruppo del P.d.C.I. si confronterà in modo costruttivo con la Giunta.
«E' mancato un riferimento alle politiche per lo sviluppo economico dei parchi», ha detto il consigliere, «è mancato un chiaro piano di contrasto alla precarietà del lavoro ed alla necessità di potenziare le misure di sicurezza per contrastare la piaga degli incidenti, anche mortali».
Così come si è segnalata «la mancanza di ogni proposta rispetto alla politica che la Giunta intende adottare nel settore del commercio per evitare il grave squilibrio, che si va aggravando, tra la grande distribuzione e il commercio al dettaglio».
Il Consigliere Antonio Saia ha sottolineato alcune differenze sostanziali tra le proposte del Presidente ed alcuni settori di interesse regionale.
In particolare una diversa posizione rispetto alle privatizzazione dei servizi pubblici di interesse collettivo (acqua, trasporti, ecc…).
Così come si è sottolineato la necessità di intervenire «in modo nuovo sulle politiche sanitarie e sociali, in modo da razionalizzare, e non tagliare, strutture territoriali ed ospedaliere pubbliche, ridurre le liste di attesa, potenziare la prevenzione, creare gli hospices per malati terminali, programmare la dislocazione di reparti e servizi, soprattutto nel settore privato».

28/01/2009 8.38