Nessun aquilano in giunta, nasce il comitato di protesta

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Tutti arrabbiati nel capoluogo perché nella nuova giunta manca un esponente politico della città dell'Aquila.
Anche il consiglio comunale nei giorni scorsi ha approvato all'unanimità un ordine del giorno per invitare il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a inserire un aquilano nella squadra di governo.
«Sarà subito indetta un'assemblea pubblica, alla quale farà seguito la costituzione di un comitato per la tutela dei legittimi diritti dell'Aquila», hanno annunciato Luigi D'Eramo (La Destra), Angelo Mancini (Idv) e Enrico Verini (Liberaldemocratici.
«Nessuno pensi che siamo di fronte a una battaglia di campanile», hanno assicurato i tre capogruppo, «non vogliamo assolutamente avviare iniziative in questo senso, che non hanno senso di esistere. Al contrario, intendiamo aggregare tutte le energie della città perché si arresti, una volta per tutte, la sistematica spoliazione del Capoluogo di Regione; la mancata presenza di un aquilano nella giunta abruzzese è solo l'ultimo capitolo di questo triste e inaccettabile percorso».
Per D'Eramo, Mancini e Verini negli ultimi anni, la classe politica aquilana, indipendentemente dall'appartenenza politica, «non ha saputo, o voluto o potuto difendere la città, mettendo in atto una reale politica di sviluppo, che interessi non solo L'Aquila, ma tutto il comprensorio».
Il comitato che si costituirà oltre a rivendicare la presenza di un concittadino nell'Esecutivo regionale, si prefiggerà lo scopo di proporre «progetti concreti per tutela dell'occupazione, per offrire opportunità a chi è disoccupato, per canalizzare finanziamenti certi sul territorio (finora mai accaduto, se non in modo modesto), per far ripartire l'economia (assolutamente bloccata) e affinché l'Aquilano possa essere interessato da infrastrutture di livello nazionale (cosa che non accade da decenni)».
In poche parole, «un reale rilancio e sostegno delle aree interne, espressione di cui tutti si riempiono la bocca nelle campagne elettorali, ma che resta lettera morta a elezioni avvenute. La composizione della nuova Giunta regionale ne è la testimonianza più tangibile ed eclatante; infatti, l'esclusione dell'Aquila dall'esecutivo non sarebbe di per sé un problema, ma lo diventa in ragione delle continue ingiustizie di cui il territorio del capoluogo è vittima ormai da sempre».

BERNARDI (PD) CONTRARIO

Ha espresso la propria contrarietà personale all'ordine del giorno il consigliere del Pd Antonello Bernardi. «Ritengo che la discussione vada riportata su un piano più alto e più generale riguardo alle politiche delle zone interne e al ruolo della città capoluogo», ha detto. «Le ultime legislature hanno infatti visto la nomina di assessori provenienti dalla nostra città o comunque espressione del nostro territorio, eppure è sotto gli occhi di tutti la disattenzione da parte della Regione alle esigenze del comprensorio aquilano e una politica di progressiva penalizzazione delle sue realtà più importanti. È forse il momento, dunque, di ripartire da una nuova concezione dell'agire politico, da una progettualità, in definitiva, nuova, efficace e condivisa».

24/01/2009 12.22