Valore aggiunto e occupazione in Abruzzo, andamento positivo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Positivo il trend abruzzese per quanto riguarda l'occupazione e il valore aggiunto.


La performance economica in termini di valore aggiunto a prezzi correnti segna un + 3,3% contro una variazione nazionale che si attesta intorno al 2,8%.
Il dato si riferisce all'anno 2006 nel confronto con l'anno 2005 ed evidenzia come i tassi registrati in Abruzzo siano più che promettenti.
A fornire un contributo importante per la crescita economica è il settore dei servizi con risultati che raggiungono il 3,8% e che superano la media nazionale (+2,5%).
Crescita sostenuta anche per il settore dei servizi (+3,1%) mentre è contenuta quella che riguarda l'agricoltura (+0,9%).
Le stime sono rese note dall'agenzia giornalistica Dalla A alla V che ha elaborato i dati Istat per la regione abruzzese analizzando gli andamenti anche nelle varie province.
Per quanto riguarda il valore aggiunto rapportato alla popolazione, nel 2006 questo si attesta su un valore di 18.338 euro per abitante, con una variazione rispetto all'anno precedente pari al +2,8%.
Le province dell'Abruzzo, inoltre, superano di gran lunga la media registrata nel Mezzogiorno che è pari a 14.973 e, nella graduatoria riferita alle regioni meridionali, si posizionano subito dopo Cagliari (20.114 Euro) e Olbia-Tempio (21.024 Euro).
Le province abruzzesi, infatti, dopo queste ultime, sono le uniche a superare i diciassettemila euro: Chieti (18.670), Pescara (18.467), Teramo (con 18.430) e l'Aquila (con 17.691 Euro).
Per quanto riguarda l'occupazione, le unità di lavoro in tutta la regione crescono dell'1,1% facendo tuttavia registrare una flessione del 3,9% per quanto riguarda il settore dell'agricoltura, pesca e silvicoltura. Buone le performances delle province de L'Aquila e di Teramo che segnano rispettivamente +1,6% e + 2,4% e non presentano riduzioni in alcun settore, mentre Pescara segna un -0,4%, influenzato principalmente dal settore agricolo (-13,1%) mentre Chieti segna un +1% nonostante una flessione del 7,4% sempre nel comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca.
La produttività, al contempo, cresce diffusamente in tutta le province abruzzesi: è Pescara, in particolare, a registrare la performance migliore con +2,8%, seguita da Chieti con +2,3%, Teramo con +2,1% e, infine, L'Aquila con +1,4%. A mostrare segni di ribasso soltanto la voce relativa alla produttività in agricoltura nella provincia aquilana che segna – 2,1%.
Più in generale, nel 2006 il valore aggiunto a prezzi correnti, che a livello nazionale cresce del 2,8%, registra andamenti differenziati nelle quattro ripartizioni geografiche: aumenta rispettivamente del 2,8% e del 3,0% nel Mezzogiorno e nel Centro, del 3,1% nel Nord-Est e del 2,5% nel Nord-Ovest (Tabella 1)3. Il settore dei servizi fornisce un contributo importante per la crescita economica di tutte le aree geografiche, con risultati sopra la media nazionale (+3,0%) nel Mezzogiorno (+3,3%), nel Nord-Est e nel Nord-Ovest (+3,1% in entrambe le ripartizioni); unica eccezione il Centro che registra una crescita del 2,6%. L'industria evidenzia una crescita più sostenuta rispetto alla media (+2,5%) nel Nord-Est (+3,4%) e nel Centro (+4,6%), quasi in linea nel Mezzogiorno (+2,3%), più debole nel Nord-Ovest (+1,0%).

23/01/2009 9.30