Carceri italiane: 58mila detenuti, verso il tutto esaurito

Alessandro Biancardi

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ROMA. Al ritmo di 800-1000 detenuti in più al mese, le sovraffollate carceri italiane si stanno avvicinando velocemente verso il tutto esaurito.

Nei 206 istituti penitenziari italiani sono reclusi 58.127 detenuti contro una capienza regolamentare di 43.066 posti e un limite tollerabile di 63.586.
Dall' ultima rilevazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), del 31 dicembre scorso, emerge che, esaurito l'effetto indulto, le carceri nel giro di pochi mesi scoppieranno.
Gli stranieri, poi, sono sempre più numerosi: 21.562 (quasi il 38% del totale) contro i 18.252 di appena un anno fa.
I più numerosi sono gli albanesi (2.610), i tunisini (2.499), i marocchini (4.714) e gli algerini (1.109).
Senza tener conto, poi, che i detenuti dell'Ue (e tra essi la maggior parte sono romeni), hanno toccato quota 3.919. Gli imputati sono la maggior parte (29.836, pari al 51,33% del totale), mentre i detenuti condannati con sentenza definitiva sono 26.587, pari al 45,74%).
Al Dap si ingegnano per trovare nuovi posti letto attraverso la ristrutturazione di vecchi padiglioni o la costruzione di nuovi: 1.500 posti sono stati già collaudati, mentre entro il 2010 saranno disponibili altri 8.990.
Nell'elenco delle carceri nuove in via di ultimazione e quelle per cui i lavori sono stati già appaltati risultano infine i penitenziari di Rieti, Gelo, Noto, Rovigo, Cagliari, Sassari, Tempio Pausania, Oristano Forlì e Trento.
Difficili infine da attuare, al momento, una serie di misure deflattive ipotizzate dal governo: il rimpatrio dei detenuti stranieri procede con difficoltà, mentre il braccialetto elettronico non sarebbe stato ancora 'sdoganato' in affidabilità (ma forse presto Telecom Italia, vincitrice della gara di appalto sui braccialetti, potrebbe dar conto ai ministeri dell'Interno e della Giustizia dell'esito di una nuova sperimentazione).
22/01/2009 8.48