Arit: la casta non molla. Anche con Chiodi la musica è la stessa

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. C'è una cosa che Chiodi potrebbe fare immediatamente: rilevare, controllare, sanzionare tutte le irregolarità contenute negli atti dell'Arit, questo ente strumentale così particolare e di cui ufficialmente nessuno vuole occuparsi.
Cambiato il governo della Regione le posizioni occupate dal centrosinistra si apprestano ad essere occupate dalla fazione avversa, come in un Risiko che vede sempre perdenti il diritto ed i cittadini.
Ma chi è dentro non molla la presa e tenta il tutto per tutto… tanto nessuno vuole metterci bocca o controllare se sia il caso di spendere o meno milioni di euro: il costo del clientelismo.

RIEPILOGO DELLE PUNTATE PRECENDETI

Che si tratti di un argomento sensibile quello dell'Arit è testimoniato dall'assoluto assordante silenzio tripartisan (nessun politico di nessuno schieramento ha fiatato sull'argomento dopo gli articoli documentati di Pdn; nessun organo di informazione si è arrischiato a riprendere, approfondire, smentire le notizie di Pdn).
Innumerevoli le stranezze accadute nell'ultimo scorcio del 2008. Ci sono le consulenze (diverse decine mai dichiarate nonostante precise norme sulla trasparenza) alcuni nomi eccellenti con il doppio incarico all'Università di Teramo. C'è la gestione amministrativa più che "disinvolta" dell'ente strumentale che nessuno controlla con molteplici anomalie tra le quali quella che riguarda la direttrice amministrativa, Lucia Del Grosso, che si è firmata il suo trasferimento dalla Camera di commercio
L'indizione di concorsi senza copertura finanziaria (mancavano "appena" 3,7 mil di euro) che -come avevamo previsto- sono stati vinti esclusivamente dai collaboratori interni dell'Arit dopo un concorso con mille ombre che ha visto nella commissione anche lo stesso direttore tecnico dell'Arit, Vincenzo Consorti, e l'ex direttore della struttura speciale di supporto informatico della Regione, Nello Ventresca, convocato in qualità di "presidente della commissione".
Nessuno in piena campagna elettorale ha pensato di fermare e controllare quanto stava accadendo, evidentemente l'ente strumentale doveva essere "strumentale" a raccogliere voti per la coalizione dell'allora maggioranza.
Di gestione scellerata si può poi benissimo parlare se da una serie di atti e decisioni ne scaturisce una procedura di appalto viziata e
la richiesta di un risarcimento ingentissimo e tutta da pagare con soldi pubblici.  E le ombre dell'Arit sono anche altre… 
Ombre che dovrebbero spingere diversi enti a controllare e le procure ad indagare.

E CON LA GIUNTA CHIODI COSA SUCCEDERA'?

Nei corridoi delle Regione si chiacchiera di una visita informale del Direttore Tecnico, Vincenzo Consorti (area Margherita), che avrebbe fatto gli auguri al neo presidente Chiodi.
Chissà cosa si saranno detti… chissà se avranno parlato dei nuovissimi contratti relativi ai concorsi elettorali che forse non saranno mai firmati per evidenti motivi di bilancio…
Il fatto è che quei concorsi elettorali, dalla procedura davvero strana, sembravano mere formalità per giustificare l'assunzione dei collaboratori.
Certo che oggi con la vittoria proprio dei collaboratori Arit non pensare male è davvero arduo.
E' vero però che gli ex collaboratori sono oggi vincitori di "concorso" ma è anche vero che i contratti non sono stati firmati perché pare nessuno voglia apporre la propria firma per evidenti responsabilità.
Così ogni raccomandato è ritornato al proprio "dominus" di riferimento (o padrino se si preferisce), quei politici del centrosinistra che avrebbero messo una buona parola… e strappato una proroga di collaborazione di due mesi.
Come dire: rimandiamo la firma del nuovo contratto di assunzione ma vi proroghiamo di due mesi il vecchio.
La fantasia di certo non manca e questa volta se ne sono inventate delle belle: persino la pubblicazione sul web di tutte le consulenze e le collaborazioni, proprio come vuole la legge.
Ma la cosa più incredibile è l'ennesima prova di come siano state calpestate le leggi.
Infatti quasi sei mesi fa denunciavamo collaboratori fantasma all'Arit ed oggi puntualmente saltano fuori ed è la prova che i fantasmi esistono.
Interessante questa nuova ventata di trasparenza amministrativa anche se i compensi per questi due mesi sarebbero molto inferiori a quelli del passato e livellati tra tutte le figure tecniche presenti.
L'eccezione riguarda il solito avvocato, storico collaboratore, che avrebbe avuto il rinnovo per un intero anno. C'è chi può…
Anche per il 2009 l'Arit promette tante novità.
La telenovela (purtroppo) continua.

20/01/2009 14.21