Centro oli. Il Governo: «la Regione non poteva decidere»

Alessandro Biancardi

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IL RICORSO. ABRUZZO. Il Governo ha presentato a metà dicembre il ricorso alla Corte Costituzionale sulla legge regionale 14 del 15 ottobre 2008 che bloccava l'insediamento del Centro oli sulla costa teatina.
Per il governo la legge «presenta diversi profili di illegittimità costituzionale». E la Regione avrebbe «ecceduto della propria competenza in violazione della normativa costituzionale».
Che si stia offrendo il destro, come denunciò in campagna elettorale Carlo Costantini, per chiarire che di certe materie si deve decidere da Roma?
Chiodi nei giorni scorsi ha smentito questa ipotesi ma ha spiegato che è necessario abrogare questa legge (che potrebbe portare non pochi problemi). Sul Centro oli, dopo la sua elezioni, non ha mai ritrattato: «il mio è un no», ha detto più volte.
Ma anche le dichiarazioni del ministro Scajola ad una trasmissione Mediaset stanno mettendo in allarme quanti credevano di aver vinto completamente la battaglia
Ma per il governo l'Abruzzo ha preso decisioni che non potevano competergli, per di più, in un periodo in cui il Consiglio (orfano del suo presidente Del Turco) poteva deliberare solo in circostanze «straordinarie o di urgenza».
«Il provvedimento legislativo in esame», si legge nel ricorso, «non riveste alcun carattere di indifferibilità ed urgenza (…) o riferibile a situazioni di estrema gravità tali da non poter essere rinviato per non recare danno alla collettività».

La legge stabiliva che fosse «tassativamente vietato» l'insediamento di industrie «che svolgano attività di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi» sulle aree «destinate a determinate coltivazioni o produzioni, nonché sulle aree limitrofe». Era anche vietata «la trasformazione e l'ampliamento degli impianti già esistenti».
Ma per il Governo si tratta di «preclusioni, talora assolute» e aggiunge che «le attività industriali relative al settore idrocarburi sono da inquadrare nel settore della produzione di fonti di energia, che è materia regolata dal diritto comunitario».
«Gli obiettivi e le linee della politica energetica nazionale», si legge ancora nel ricorso, «nonché i criteri generali per la sua attuazione a livello generale sono elaborati e definiti dallo Stato che si avvale dei meccanismi di raccordo e cooperazione con le autonomie regionali».
«Le attività di esplorazione, ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi sono soggette a concessioni (…) di competenza statale e va rilasciata d'intesa con la Regione».
Con la legge regionale, inoltre, secondo il Governo, si sarebbero violati «i principi comunitari di libertà di circolazione delle persone e di stabilimento (…) nonché il principio di libertà di iniziativa economica privata».
Contestazioni vengono mosso anche al periodo di tempo in cui far valere il generale divieto di rilascio di permesso a costruire per il settore di idrocarburi (31 dicembre 2009): «si estende per un tempo potenzialmente illimitato il divieto», scrive il Governo, e si «viola l'assetto delle competenze amministrative in materia che sono attribuite allo Stato».
Sempre nel ricorso si spiega che per «i permessi di prospezione e di ricerca, concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare ed in terraferma l'autorità competente è il ministero dello Sviluppo economico (ufficio nazionale Minerario per gli Idrocarburi)».


COSTANTINI: «MOTIVAZIONI DEBOLI»


«E' singolare», commenta Costantini, «che si contesti l'incapacità del Consiglio Regionale di assumere in regime di prorogatio simili provvedimenti, senza impugnare tutti gli altri atti che pure il Consiglio Regionale ha adottato nel medesimo periodo: difficile, quindi, negare che si tratti di una impugnativa "mirata"».
Per l'ex candidato del centrosinistra, inoltre, l'atto aveva in sè i presupposti dell'urgenza, «legati alla esigenza di impedire che i lavori iniziassero e di tutelare, in questo modo, gli stessi interessi dell'impresa».
Anche la pretesa violazione dei criteri di ripartizione delle competenze costituzionali tra stato e regioni «a me pare molto, molto debole».

a.l. 10/01/2009 11.09

[url=http://www.carlocostantini.it/documenti/RicorsoConsigliodeiMinistriCentroOli.pdf]* IL RICORSO INTEGRALE[/url]