Centro oli: Rsu, «la demagogia ferma l'indotto del petrolio»

Alessandro Biancardi

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ORTONA. «Per i 150 lavoratori di Eni dipendenti dell'ex Distretto di Ortona in contrada S. Elena e quelli delle aziende dell'indotto del comprensorio Ortonese (stimati in 800 unità circa) non e' stato certo un bel Natale». WWF: «FERMIAMO LA DERIVA PETROLIFERA IN ABRUZZO»
Il 2009 si apre con i trasferimenti già in atto verso Ravenna e Potenza, probabile ricorso alla mobilità, possibili prepensionamenti e per le aziende dell'indotto anche l'utilizzo della cassa integrazione. Ad annunciarlo in una nota è stata la Rsu dell'Eni di Ortona.
«La decisione della regione Abruzzo che ha bloccato le attività di esplorazione e produzione di idrocarburi sull'intero territorio regionale - aggiunge la nota – sta provocando la fuga dall'Abruzzo delle principali aziende del settore a cominciare da Eni , che dopo aver contribuito a creare oltre 3000 posti di lavoro negli ultimi 30 anni nel settore petrolifero dell'indotto Abruzzese, e' stata
letteralmente cacciata a pedate dai politici nostrani legati agli interessi delle singole comunità locali che pure nulla avevano da temere da un insediamento ultramoderno e autorizzato da tutti gli Enti competenti».
Per le Rsu negli ultimi 40 anni queste attività sono state sviluppate in Abruzzo sia a terra
che a mare «senza creare evidentemente alcun disagio alle popolazioni locali ed al tessuto economico dei territori interessati: si veda il gas metano desolforato di Cupello, il petrolio di Alanno o ancora le piattaforme che producono gas metano lungo la costa che va da Vasto a Pineto e gli altri insediamenti di Eni ed Edison in tutta la regione».
Nonostante gli iter autorizzativi adempiuti, le relazioni tecniche del Mario Negri Sud, le 2 sentenze del Tar a favore del progetto, la delibera del Consiglio comunale di Ortona e gli accordi del movimento sindacale ed imprenditoriale favorevoli ad investimenti in questo settore strategico, la classe politica Abruzzese - dicono ancora i sindacati - «ha preferito in maniera demagogica fiancheggiare i comitati ed i movimenti più o meno politicizzati contrari alle attività petrolifere. Così negli ultimi tempi, si e' sviluppato attorno al problema del Centro Olio Eni un teatrale psicodramma collettivo indegno della nostra regione e la cui responsabilità ricade principalmente -
conclude la nota - sull'uso distorto delle informazioni e sulla incapacità di governo della classe dirigente regionale, condizionata da qualche Capo Bastone locale».

07/01/2009 9.03

WWF: «FERMIAMO LA DERIVA PETROLIFERA IN ABRUZZO»

Sabato 10 gennaio 2009, alle ore 11, presso la sala del Consiglio dell'Amministrazione Provinciale di Teramo il Wwf organizza un incontro pubblico dal titolo “Fermiamo la deriva petrolifera in Abruzzo”.
All'incontro prenderà parte Maria Rita D'Orsogna, professoressa della California State University di Los Angeles che è una dei promotori del movimento contro la realizzazione del Centro Oli di Ortona e che sta studiando gli effetti sull'ambiente e sulla salute umana degli impianti estrattivi e produttivi di petrolio e gas.
«Il problema del petrolio non riguarda solo il territorio di Ortona con il Centro Oli dell'ENI», spiega Dante Caserta, presidente del Wwf Abruzzo. «Circa il 30% del territorio abruzzese è attualmente oggetto di estrazioni, ricerche o richieste di autorizzazione per l'estrazione di petrolio o gas. La scelta di organizzare un incontro a Teramo non è casuale: proprio la costa teramana sta registrando il maggior numero di richieste per ricerche petrolifere. È necessario mettere in campo una reazione forte per evitare che l'Abruzzo diventi un territorio di conquista per le varie compagnie petrolifere. Dobbiamo puntare sul risparmio energetico e sulla produzione da fonti rinnovabili e sostenibili che non compromettono l'ambiente e l'economia esistente, a partire dal turismo e dalle produzioni agricole».

07/01/2009 11.25