Accesso agli atti: il decreto c'è, la trasparenza manca

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3306

ABRUZZO. La trasparenza è un’opinione ... e a volte anche le leggi.
Il testo del decreto legislativo 195/2005 in materia di informazione ambientale recita che «l'autorità pubblica rende disponibile, secondo le disposizioni del presente decreto, l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse».
Nella fattispecie per «informazione ambientale» si intende «qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente».
Molto chiaro insomma. Un decreto, il 195/05, istituito proprio come ampliamento di una vecchia legge, la 241/90, quella sulla trasparenza aministrativa.
Eppure capita in Abruzzo che le informazioni ambientali siano “segrete”.
Il Wwf ha, infatti, ricevuto una risposta negativa dalla Regione Abruzzo in merito ad una richiesta di accesso agli atti per averne copia di documenti che riguardano due imprese di gestione rifiuti a Montesilvano, la Itrofer e la Riab.
Il Dirigente del Servizio Gestione Rifiuti, Franco Gerardini, ha invitato a riformulare una nuova richiesta in base alla legge 241/90 e chiarendo il suo rifiuto in quanto dalla «lettura dell'art.2 del D.Lgs 195/05 emerge che lo stesso si riferisce all'accesso ad informazioni di carattere generale in materia di ambiente».
Andando a leggere l'art.2 del discusso decreto, di riferimenti a «informazioni di carattere generale» non vi è ombra, anzi il decreto è particolarmente dettagliato.
Infatti nell'art.2, il testo mette in evidenza che è possibile l'accesso per conoscere «le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente» e inoltre «le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonche' le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente». In due parole, totale trasparenza.

TRASPARENTI SI DIVENTA

Che l'informazione ambientale, come informazioni di altra natura ma pur sempre di pubblicoo interesse, sia messa a disposizione del pubblico e diffusa tramite tecnologie, non è ancora regola assimilata. Molti sono i siti web delle amministrazioni pubbliche, ancora poco trasaparenti. Eppure dell'ambiente che ci circonda è lecito pretendere di saperne di più. Impossibile, ad esempio, conoscere le date delle riunioni del comitato Via (Valutazione Impatto Ambientale) per assistere (assistere è possibile previa richiesta). Durante questi comitati vengono approvati progetti,di cui i cittadini riescono solo a saperne il risultato tramite un documento di sintesi «non tecnico» del progetto approvato. Assenti planimetrie e dati, con il risultato di documenti di sintesi ridotti all'osso. Un comitato, che ogni qualvolta si riunisce, approva in una giornata decine di progetti, che, ci informano dal Wwf, «sono faldoni di documenti che meriterebbero un maggiore tempo per essere analizzati e valutati».
Infatti, nell'ultima riunione sono stati 21 i punti all'ordine del giorno - quindi 21 progetti - di cui 8 riguardano delle cave. Cave, cave, cave, senza che in Abruzzo vi sia un piano cave.
Non costerebbe molto - in termini di tempo, perchè in quelli economici è gratis - aprire una newsletter che informi delle riunioni amministrative accessibili ai cittadini, cosicchè magari qualche tecnico o semplice residente possa assistere alle decisioni, che pur riguardano tutti.
«In giro c'è la sindrome di Dracula: si ha paura della luce», commenta Augusto De Sanctiis, referente Acqua Wwf Abruzzo.

RICORSI AL TAR: SIAMO PRONTI ALLA TRASPARENZA?

Numerosi sono stati in Italia i ricorsi al Tar per via di una mala interpretazione del decreto 195/05, che essendo recente non è stato ancora assimilato. Insomma, qualcuno non ci crede ancora che esista una legge così ampia per la trasparenza e a negare l'accesso agli atti ci si prova sempre. Ma non con buoni risultati.
Nella Val di Susa, in merito alla Tav, il Tribunale del Piemonte accetta il ricorso di un cittadino in merito all'accesso agli atti negato dall'Osservatorio Valle Susa; lo stesso Tar Lazio in merito ad una richiesta di accesso agli atti di un cittadino riguardanti l'Enel negato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, così il Tribunale della Lombardia ha accolto il ricorso dell'associazione Mam – Mamme Antismog di Milano – per un diniego di accesso agli atti ricevuto dalla Asl di Milano.
Insomma la 195 è chiara e gli esempi di ricorsi accettati sono molti.
Si parla molto, ultimamente, di partecipazione alla vita pubblica da parte dei cittadini, ma come possono farlo senza gli strumenti necessari?
In Abruzzo il nuovo presidente Chiodi ha promesso radicali cambiamenti. Aspettiamo i primi provvedimenti seri sulla trasparenza.

Antonella Graziani 27/12/2008 12.57