Centro oli. Chiodi: «il mio no non è in discussione»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4616

ABRUZZO. «Il no al Centro oli non è in discussione». La conferma arriva dal neo presidente Gianni Chiodi che rassicura gli animi e spiega il perché il consiglio dei ministri abbia agito in questo modo.

Gianni Chiodi, ribadisce il "no" al Centro Oli del nuovo Governo regionale, e spiega che «l'intervento del Consiglio dei ministri è stato reso indispensabile dalle insanabili illegittimità portate dalla Legge regionale».
«In particolare», spiega Gianni Chiodi, «al momento dell'approvazione della legge, il consiglio regionale – a seguito delle note vicende giudiziarie - poteva deliberare esclusivamente provvedimenti urgenti ed indifferibili. Inoltre la Legge regionale presentava ulteriori gravi illegittimità tecniche che rendevano inevitabile la censura del Governo».
Il presidente Chiodi ha fatto sapere di aver «già concordato con il Ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto, che una volta insediato il nuovo consiglio regionale nella pienezza delle sue funzioni, sarà approvata una nuova legge regionale che riprenda le finalità di tutela della costa teatina, ma che sia scevra dalle gravi illegittimità oggi inevitabilmente censurate».
Il Ministro Raffaele Fitto si è già impegnato con il Presidente Chiodi ad assicurare la condivisione del Governo.
«La posizione di assoluta contrarietà non era e non è in discussione», sottolinea anche il senatore Fabrizio Di Stefano.
«Prevedevamo– spiega il parlamentare del PdL – che la legge sarebbe stata impugnata, in quanto erano evidenti principi di incostituzionalità, e proprio in virtù di tale consapevolezza già nel giugno 2008 avevamo assunto un'ulteriore iniziativa legislativa per disciplinare definitivamente, e stavolta senza rischi di impugnabilità, le localizzazioni di nuovi infrastrutture energetiche. La scelta politica – conclude Di Stefano – è stata fatta e non si torna indietro».
Nonostante il chiarimento del pdl, però Teodoro Buontempo (La Destra) attacca: «Il no del Pdl e del suo candidato presidente al Centro Oli di Ortona era chiaramente una posizione strumentale ai fini della cattura del consenso elettorale».
Per Buontempo «la condotta del consiglio dei ministri «evidenzia come gli abruzzesi siano stati presi in giro sia dal presidente del Consiglio, Berlusconi, sia dal presidente eletto della Regione Abruzzo. Ora, Chiodi potrà dimostrare se è un presidente libero oppure è solo un prestanome di interessi altrui e per dimostrarlo dovrà opporsi con decisione alla linea che pare sia passata al Consiglio dei Ministri».

19/12/2008 9.35