L’Abruzzo non ci crede. Seggi deserti: alle 22 è –17% rispetto al 2005

Alessandro Biancardi

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L’Abruzzo non ci crede. Seggi deserti: alle 22 è –17% rispetto al 2005
ABRUZZO AL VOTO. Nell’ultimo rilevamento della giornata a L’Aquila ha votato il 35,5% degli elettori (contro il 51,9 del 2005), a Pescara il 34,42% (51,65%) a Chieti il 33,6% degli elettori (51,1%) a Teramo il 36,66% (52,63). In totale quindi il 34,65% è andato ai seggi. (Foto: Antonio Oddi) * IL GRAFICO DELL'AFFLUENZA IN REGIONE ALLE ORE 22
Nel 2005 la prima giornata si era conclusa con il 51,75% degli abruzzesi al voto. Domani seggi aperti dalle 7 alle 15 poi parte lo scrutinio.
Che ci fosse un calo di affluenza è stato chiaro fin dai primi rilevamenti: alle 12 aveva votato il 6,47% degli aventi diritto rispetto al 9,20% delle elezioni del 2005.
A livello provinciale hanno votato di più a Pescara che è prima con una percentuale di 7,35% rispetto al 10,84% del 2005, all'Aquila ha votato il 6,54% rispetto al 9,79% delle ultime elezioni, a Teramo il 6,53% rispetto al 9,92% a Chieti il 5,72% rispetto al 7,04%.
Alle 19 a L'Aquila ha votato il 28,6% (contro il 39% del 2005) a Pescara il 27,04% (37,22%) a Chieti il 25,16% (32,52%) e a Teramo il 28,8 (39,41%).
Poi in serata la conferma con un -17% rispetto al 2005.






L'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco - finito in carcere lo scorso 14 luglio nell'ambito dell'inchiesta per le tangenti nella sanità abruzzese - è stato il primo della sua sezione a votare, alle 8 in punto, nel seggio elettorale di Collelongo.
Del Turco aveva ricevuto il permesso di soggiornare in Abruzzo dal 13 al 16 dicembre, per espletare il suo diritto al voto e risolvere alcune questioni personali, dal gip del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, dopo il parere favorevole espresso dal pool di magistrati che si occupa dell'inchiesta.
Del Turco ha attualmente l'obbligo di dimora a Roma, dove tornerà mercoledì prossimo.
E proprio l'ex presidente oggi è tornato a far parlare di sè ed è stato il protagonista della giornata. In paese lo hanno rivisto, lui non si è sottratto ai saluti di amici e conoscenti e anche ai flash dei fotografi. Polemiche si sono aperte a causa di una intervista rilasciata ad un giornale nazionale in cui avrebbe ammesso che potrebbe prendere in considerazione una candidatura per le prossime europee con il Popolo delle Libertà.
Già nei giorni scorsi l'ex governatore non aveva nascosto i suoi dissidi con Walter Veltroni e aveva annunciato che non avrebbe mai votato per Carlo Costantini.
Le dichiarazioni forti hanno subito scatenato una lunga serie di reazioni.
«Il PdL farebbe bene a smentire con nettezza la possibilità di candidare Del Turco alle elezioni Europee», ha detto Francesco Storace de La Destra. «Sono questi i 'tecnici' che Berlusconi vuole portare in Europa?»
Per il leader dell'Idv Antonio Di Pietro il messaggio di Ottaviano Del Turco somiglia a quelle che inviò Marcello Dell'Utri in occasione delle precedenti politiche «in cui si inviava un celato messaggio di distensione alla malavita organizzata attraverso parole vergognose secondo cui Mangano, lo stalliere di Arcore, condannato all'ergastolo per omicidio e uomo di Cosa Nostra, fu 'un eroe'. Del Turco, con le sue dichiarazioni - sottolinea il leader dell'Idv - ha voluto indicare una via di salvezza per l'impunità processuale, che può risiedere nel voto al Pdl».
Ma proprio dal pdl frenano: «Per quanto riguarda l'aspirazione di Del Turco a candidarsi alle Europee non è stata presa in considerazione dal Pdl», ha detto il coordinatore regionale del Pdl in Abruzzo, Filippo Piccone.




«Chiunque può ravvedersi - ha spiegato Piccone - cambiare idea e nutrire aspirazioni. Non saremo certo noi a negare tutto ciò all'onorevole Del Turco. Ma a volte, affinché le aspirazioni si possano realizzare, c'é bisogno di una corrispondenza».
Gli apre invece le porte Bobo Craxi, dirigente nazionale del Partito Socialista: «Penso che a lui che ha espresso la volontà di riprendere un cammino politico, vadano spalancate le porte dell'unica formazione sinceramente riformista del Paese, che resta quella del partito Socialista. Credo infatti - prosegue - che la sua battaglia politica garantista possa trovare maggior coerenza ricollegandosi alla propria storia personale».

14/12/2008 19.01