Centro Oli, Fratino: «io ancora favorevole, ma Berlusconi ha deciso»

Alessandro Biancardi

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ORTONA. E' tornato a parlare del Centro Oli il sindaco di Ortona nei giorni scorsi a margine di un incontro alla sala Eden sull'Iraq.

Con tono un tantino infastidito, il sindaco ha esordito con un liberatorio: «Ormai è stato detto tutto sul Centro Oli» e ha continuato con un «è stato il cavallo di battaglia per la campagna elettorale del centrosinistra che doveva coprire altro. Berlusconi ha messo fine con il suo no alla tematica che è stata strumentalizzata dalla sinistra».
Nicola Fratino ha definito quindi provvidenziale il parere del presidente del consiglio sul progetto dell'Eni, «non per il suo contenuto, ma per aver dato un freno alla strumentalizzazione per la campagna elettorale ed alla criminalizzazione del Centro Oli».
Sul progetto il sindaco si dichiara ancora favorevole ma ha preso atto che è «inopportuno» realizzarlo in questo clima che vede i cittadini totalmente contrari. Il sindaco non si è trattenuto dall'accusare la stampa, le associazioni e i comitati di aver fatto «cattiva informazione», ma si è arreso alla volontà degli ortonesi.
Il tono di voce si è fatto dimesso quasi rassegnato, e le frasi dette a metà come se fosse un po' spaesato, quando qualcuno gli ha chiesto se ha cambiato idea dopo le dichiarazioni del premier. «Berlusconi dicendo no al Centro Oli si è fatto interprete e portatore degli interessi degli abruzzesi che volevano questo per l'Abruzzo. Questa è la posizione ufficiale del governo e io ne prendo atto».
«Le informazioni in possesso dei comitati ed associazioni sono inesatte perché di parte», ha aggiunto il sindaco. «Certo di parte, perché l'Eni non si è mai degnato di dare la sua versione dei fatti. Non ha mai fornito dati che andassero in controtendenza con quelli mostrati dai comitati. Quindi, i cittadini possono credere a qualcosa che non sanno?»
A conferma di questo il primo cittadino ha detto che l'ultimo contatto con i responsabili della multinazionale risalirebbero a «molti mesi fa».
La battaglia, secondo il primo cittadino di Ortona, ora si giocherebbe su un grande interrogativo: «L'Eni può restare in Abruzzo per continuare ad estrarre idrocarburi, tra i quali anche il gas come sta già facendo?».
La legge regionale per il momento vieta completamente altre concessioni per qualsiasi tipo di estrazione in territorio abruzzese. Ed il sindaco ha colto subito l'occasione per dichiararsi contrario a questa disposizione regionale.
Ma ha riconosciuto che bisogna mettere sul piatto della bilancia tante cose: da un lato l'Abruzzo, regione verde dei parchi, dall'altra le potenzialialità del sottosuolo. Il futuro dell'Abruzzo e gli interessi che ci sono sarebbero legati a doppio filo con il prezzo del greggio.
Intanto secondo il Comitato Natura Verde mercoledì scorso si sarebbe tenuto presso il ristorante Canadese di Caldari Ortona una cena di alcuni esponenti del Pdl locale.
«Al pranzo organizzato dal candidato Di Nardo», racconta Giusto Di Fabio del comitato, «erano presenti il sindaco Fratino e il presidente del Consiglio Remo di Martino, il senatore Piccone ed una platea di commercianti e sindacalisti della Rsu dell'Eni, e Piccone avrebbe espresso parere favorevole all'insediamento Centro Oli di Ortona».

m.r. 12/12/2008 16.02