Arit. Dopo il putiferio ecco come si è svolto il concorso pubblico

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il concorso per 10 assistenti informatici all'Arit che si è svolto nei giorni scorsi -e già molto chiacchierato- finirà per diventare anche quello più contestato.
Mercoledì scorso, ore 17, aula 5 dell'Università di Teramo si è tenuta la prova scritta per la selezione di 10 assistenti informatici Categoria C (posizione iniziale C1).
La commissione era presieduta dal dirigente della giunta, Franco La Civita (omonimo dell'ex sindaco di Sulmona) e composta dal direttore tecnico dell'Arit, Vincenzo Consorti e Nello Ventresca (in qualità di esperti) e Mario Crocenzi (segretario).
170 i giovani e meno giovani, disoccupati e non, che hanno partecipato.
Aula meno affollata del previsto dal momento che 243 erano risultati idonei. Ma qualcuno alla fine decide sempre di disertare…

UNA ESTRAZIONE «PARTICOLARE»

La commissione ha salutato tutti e ha proceduto con l'estrazione del compito da svolgere. Chi ha partecipato giura che siano successe «cose un po' particolari».
La normativa italiana prevede che vengano predisposte tre diverse prove contenute in tre differenti buste sigillate tra le quali un candidato (solitamente volontario) sceglie quella che poi andrà a costituire la prova.
Dopo la scelta della busta si dà immediata lettura della prova estratta e poi di quelle non estratte, a testimonianza della diversità delle stesse.
Ed invece cosa ha fatto la Commissione?
L'ingegner Consorti ha selezionato personalmente i candidati per la scelta della busta e, anziché dare lettura della prova estratta, si è recato insieme al segretario della Commissione e senza alcun testimone ad effettuare le copie per tutti i candidati.
E chi assicura che la prova estratta sia stata veramente quella?
Una volta rientrati si sono preoccupati di leggere la prova estratta e le altre rimaste.
Ma nessuno può garantire che la prova estratta fosse in realtà anche quella fotocopiata.
Impossibile chiedere alla commissione di rispettare le regole.
«Non potevamo parlare», racconta un candidato, «il presidente ci ha minacciato più volte di sbatterci fuori se avessimo continuato a parlare».
Così la prova ha preso inizio. Stessa modalità di apertura delle buste anche per il concorso da funzionario tecnico categoria D1 che si è tenuto lo stesso giorno ma la mattina.

6 DOMANDE «PARTICOLARI»

6 le domande alle quali rispondere in 1 ora e 45 minuti di tempo. Ma dopo meno di mezz'ora l'aula 5 si è praticamente svuotata.
«La prova proposta», raccontano alcuni partecipanti, «era di difficoltà di gran lunga superiore rispetto alle competenze richieste per il profilo e non c'era attinenza tra le domande e la declaratoria del profilo professionale da selezionare: molti candidati hanno pensato che forse c'era un problema ed il compito fosse destinato al concorso per dirigente tecnico svolto precedentemente».
Ma ancor più grave è che nella prova scritta siano state poste domande specifiche su progetti elaborati da alcuni concorrenti: infatti molti partecipanti sono a tutt'oggi collaboratori dell'Agenzia.
Per loro, che lavorano sotto il coordinamento dello stesso Consorti (membro della Commissione Giudicatrice, nonché Direttore Tecnico dell'Agenzia) è stato decisamente più facile.
Commistioni troppo particolari che già in passato sono state ritenute sufficienti dal Tar per annullare un concorso : è sufficiente leggere la sentenza n. 01115/2008 del 9 luglio 2008 con la quale il Tribunale amministrativo regionale –Sezione Prima - ha annullato una procedura concorsuale indetta dall'Università degli Studi dell'Aquila. 
Che ci siano gli estremi per invalidare anche questa prova?
I concorsi pubblici sono sempre un terno a lotto, molto chiacchierati (a torto o a ragione) ma decisamente in questo caso le previsioni hanno deluso le aspettative: «mi aspettavo», racconta un partecipante, «che con tutte le cose che si erano dette alla vigilia avrebbero fatto le cose più seriamente invece sono talmente spregiudicati che hanno operato in una maniera scandalosa».

12/12/2008 9.09