In provincia di Chieti 81 aziende in difficoltà, 16.012 lavoratori rischiano

Alessandro Biancardi

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LA CRISI ECONOMICA. CHIETI. Mondo del lavoro in crisi più che mai in provincia di Chieti. Di seguito tutti i numeri della Cgil Chieti. * …E ALLA MICRON CASSA INTEGRAZIONE PER 1.500 * LA SEVEL NON RINNOVA 400 CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO



LA CRISI ECONOMICA. CHIETI. Mondo del lavoro in crisi più che mai in provincia di Chieti. Di seguito tutti i numeri della Cgil Chieti.

* …E ALLA MICRON CASSA INTEGRAZIONE PER 1.500



* LA SEVEL NON RINNOVA 400 CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO




Settori del Commercio, edilizia, Chimica, tessile, pubblico impiego, meccanici e cartai: nessuno ne esce indenne. 81 le aziende in difficoltà, 16.012 i lavoratori con l'acqua alla gola.
Per alcuni è arrivata inesorabilmente la cassa integrazioni, per altri si comincia a parlare di semplici rotazioni o di chiusure natalizie ma il rischio che la serranda si abbassi per sempre non è poi così remota.
Il 12 dicembre sarà la giornata dello sciopero e della contestazione: la Cgil ha annunciato 8 ore di braccia incrociate per rivendicare i propri diritti e alzare il livello d'attenzione sul disastro lavorativo.
Sono quattro le manifestazioni organizzate nelle quattro province abruzzesi: in provincia di Chieti i lavoratori si ritroveranno a Lanciano, in piazza Cuonzo, a L'Aquila davanti alla fontana Luminosa, a Pescara in piazza Italia e a Teramo a Largo Madonna delle Grazie.
Per i sindacati gli oltre 20 mila cassintegrati d'Abruzzo sono già di per sé un grave campanello d'allarme e il 2008 si chiude decisamente nel peggiore dei modi.
Ma quanti è quali sono le aziende in crisi della provincia di Chieti? Lo chiarisce nel dettaglio uno specchietto della Cgil provinciale. Il comparto che ne risente maggiormente è quello meccanico: 23 aziende in crisi e oltre 10 mila i lavoratori che hanno un percorso decisamente in salita. 23 le aziende in crisi nel comparto del commercio, 12 del settore tessile, 11 del settore chimico, 6 della carta, 4 quelle dell'edilizia.

MECCANICI

23 le aziende in grave difficoltà nel comparto che pare risentire maggiormente della crisi.
10.124 lavoratori coinvolti.
Sono 6642 quelli che dal 15 dicembre al 12 gennaio andranno in cassa integrazione (Sevel, Isri, Ergom, Irma, Emarc, Tiberina, Blg).
60 i lavoratori che per 8 settimane saranno in cassa integrazione alla Trigano Van. 13 le settimane alla Metalpress per 90 lavoratori, 9 settimane alla Compi per 40 unità e 4 settimane anche per 130 della Hydro. 1.023 i lavoratori della Denso che andranno in cassa integrazione per 4 settimane.

COMMERCIO

23 le aziende in crisi nel comparto Commercio per un totale di 437 lavoratori che andranno in cassa integrazione, mobilità volontaria e rotazione.
Alla Sis (pulizie industriali presso la Honeywell- Pierburg e Sevel) sono 35 i lavoratori che andranno in cassa integrazione. Non va meglio alla Termoraggi dove è prevista la mobilità per 40 lavoratori o alla Iscot che si occupa delle pulizie industriali civili Sevel. Nell'ultimo caso sono 120 i lavoratori in difficoltà. Espansione Sud deve ancora decidere la sorte di 70 persone.

EDILIZIA

4 le aziende in difficoltà, per un totale di 260 lavoratori con l'acqua alla gola. 35 dipendenti della F.lli Adezio sono in attesa di decisione, 150 del gruppo Marrollo Costruzioni camminano sui carboni ardenti e per l'80% arriverà la Cassa integrazione a rotazione. Stessa sorte per 40 lavoratori del Molino e 35 della Vasto Legno.

CHIMICA

11 le aziende del comparto in crisi per un totale di 2.435 lavoratori in difficoltà.
1.700 quelli della Pilkington per i quali è prevista la Cassa integrazione più la mobilità volontaria, 190 quelli della Bimo. Per 250 lavoratori della Dayco è stata richiesta la cassa integrazione, la Tecno Compounds di Ortona, invece, ha cessato l'attività e sono 40 i lavoratori rimasti a terra.

TESSILE

12 le aziende in crisi 908 i lavoratori coinvolti. Cessata l'attività della Noi e Loro confezioni: 70 in cassa integrazione.
Le cose vanno male anche alla Sixty con 400 unità totali di cui 45 in mobilità volontaria. La De Cecco confezioni ne ha messi in mobilità 60, 70 nelle stesse condizioni alla Volcas Miglianico.

PUBBLICO

Difficile la situazione anche per 1.500 dipendenti della clinica Villa Pini che attendono ancora lo stipendio da settembre. Nello stesso comparto soffrono 50 unità della Ex Galasso che aspettano la delibera di pagamento del Comune di Chieti.

CARTA

6 le aziende in crisi, 1 quella che ha chiuso per cessazione attività: la Burgo che ha messo in cassa integrazione 298 lavoratori.
Alla Ico Sambuceto è stata avviata la procedura di mobilità per 10 lavoratori.

A.L. 11/12/2008 8.58

LA SMENTITA DELLA EMSAR

«Smentisco categoricamente la presunta procedura di Cig di 2 settimane della Emsar. La notizia è infondata e falsa», replica Direttore Risorse Umane della Emsar S.p.A. di San Giovanni Teatino.
L'azienda sta bene, non risente della crisi? «Lei non è il mio interlocutore per parlare della nostra situazione. Stiamo tirando avanti». 17/12/2008 11.12


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/DOCUMENTI_LINK/AziendeinCrisiCHIETI_12_2008.pdf]TUTTI I NUMERI DELLE AZIENDE IN CRISI[/url]

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…E ALLA MICRON CASSA INTEGRAZIONE PER 1.500

AVEZZANO. Cassa integrazione ordinaria per i 1500 lavoratori dello stabilimento Micron di Avezzano. E' stata annunciata ieri con una previsione di 13 settimane.
«I clienti della Micron, per la maggior parte nel mercato dell'elettronica di consumo - si spiega in una nota della multinazionale americana-, stanno vivendo una grande contrazione delle vendite e prevedono un calo notevole del mercato per i prossimi mesi».
Questo si ripercuote ovviamente sull'azienda che per i prossimi 6 mesi sarà costretta a produrre molto al di sotto della propria capacità.
«In condizioni di bassa utilizzazione degli impianti – ha spiegato Sergio Galbiati, direttore Generale di Micron Italia - la Compagnia subisce un esborso di cassa che non viene compensato da un fatturato adeguato. Diventa evidente che lo slow down di due settimane a Natale non e' più sufficiente e sarà necessario utilizzare per la prima volta nella nostra storia strumenti di supporto alla crisi come la cassa integrazione ordinaria».
L'intervento coinvolgerà gran parte dei dipendenti (manager compresi) ed avrà la durata di 13 settimane.
«Nonostante il periodo sia estremamente difficile e bisogna essere pronti a fare sacrifici - continua Galbiati, - dobbiamo essere consapevoli che questa crisi, come le precedenti, prima o poi volgerà al termine. Diventa necessario allora avere piani di sviluppo adeguati per riuscire a superare congiunture e momenti di difficoltà».
Ecco quindi la buona notizia: «nei giorni scorsi a Boise (casa madre della Micron), ho ricevuto la conferma di velocizzare i lavori con il Ministero dello Sviluppo Economico e Regione riguardo il contratto di programma in merito al piano industriale, di R&D e sistema integrato».
Non sono mancati commenti politici alla notizia. Per il senatore del Pdl Filippo Piccone «il management della Micron dovrebbe guardarsi attorno e rivedere il programma industriale in modo da favorire gli investimenti necessari per rilanciare la ricerca e tutelare l'occupazione, mettendo da parte le altre attività non strettamente legate alla produzione».
Per il segretario regionale di Rifondazione Comunista Marco Gelmini, invece, «l'annuncio della cassa integrazione richiede una immediata assunzione di iniziative e concrete risposte da parte della massima istituzione abruzzese». Rifondazione Comunista ha assunto l'impegno che la prima seduta del Consiglio regionale sia convocata sulla specifica situazione Micron e sulle necessarie risposte in favore dell'occupazione e si impegna anche a sostenere la richiesta che il nuovo Presidente della Regione si attivi immediatamente nei confronti del Ministero e del Governo nazionale.

11/12/2008 9.27

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LA SEVEL NON RINNOVA 400 CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

ATESSA. La direzione aziendale della Sevel di Atessa (Chieti) - lo stabilimento dove viene prodotto il furgone Ducato della Fiat e gli omologhi a marchio Peugeot e Citroen - ha annunciato ai sindacati che non verranno rinnovati i circa 400 contratti a termpo determinato in scadenza questo mese e a gennaio.
A questi si aggiungono gli altri 600 contratti interinali per i quali l'azienda aveva gia' comunicato l'intenzione di non procedere al rinnovo.
«Alla fine - commenta il segretario provinciale della Fiom Cgil Marco Di Rocco - saranno solo i lavoratori a pagare le conseguenze della crisi. La Fiat non ha ascoltato il nostro appello, condiviso da tutti i sindaci della zona, a non penalizzare eccessivamente la Sevel».
Il sindacato preannuncia nuove manifestazioni di protesta all'interno della fabbrica, che inizieranno domani mattina a Lanciano (Chieti) dove e' in programma la manifestazione provinciale nell'ambito dello sciopero generale indetto dalla Cgil.

11/12/2008 15.38