In Abruzzo 5 mila precari hanno già perso lavoro

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In Abruzzo oltre ventimila persone sono in cassa integrazione guadagni e cinquemila precari hanno gia' perso il lavoro.
Sono i dati della crisi occupazionale forniti ieri dalla Cgil, in conferenza stampa, in vista dello sciopero del 12 dicembre che in questa regione durerà otto ore.
Sono quattro le manifestazioni organizzate nelle quattro province: in provincia di Chieti i lavoratori si ritroveranno a Lanciano, in piazza Cuonzo, a L'Aquila davanti alla fontana Luminosa, a Pescara in piazza Italia e a Teramo a Largo Madonna delle Grazie.
Gianni Di Cesare, segretario regionale del sindacato, ritiene che lo sciopero «riuscirà» e nel fornire i dati sull'occupazione si e' augurato che queste cifre facciano suonare un campanello di allarme, affinchè si individuino le strade per uscire dalla crisi.
«Non basta una tantum, ha detto Di Cesare, e non c'e' tempo da perdere. Governo, Regione e Comuni devono fare una scelta netta a sostegno dei redditi, altrimenti si rischia il crollo del sistema produttivo». La Cgil contesta, poi, la social card: per ottenerla, in Abruzzo si sono rivolte al sindacato 1.193 persone ma solo 412 avevano diritto, e questo dato, fa notare la Cgil, e' molto distante da quello di chi ha perso il posto di lavoro. 09/12/2008 8.07

CGIL: «A PESCARA A RISCHIO ALTRI NUOVI 7 MILA POSTI»

Ai settemila posti di lavoro persi tra il 2004 e il 2007 in provincia di Pescara si potrebbero aggiungere presto altrettanti disoccupati, a causa della crisi che sta interessando tutti i settori, e in particolare i servizi.
Tra i fenomeni evidenziati da Paolo Castellucci della Cgil ci sono la crisi del lavoro femminile e la precarietà dei nuovi occupati (che nel 2007 sono stati il 66,5 per cento dei 30mila avviati al lavoro). Per chi esce dal mondo del lavoro in questo momento, ha fatto notare il sindacalista, la ricollocazione e' particolarmente difficile.
Per la Cgil bisogna quindi «istituire un tavolo istituzionale che si occupi del monitoraggio della situazione nei prossimi mesi, quando ci sara' l'apice della crisi».

ANCHE LA SIXTY SUL PIEDE DI GUERRA

Il segretario provinciale Filtea Cgil Chieti Giuseppe Rucci denuncia la «difficile situazione» della Sixty di Chieti Scalo.
«Continuiamo a non comprendere», denuncia Rucci, «nonostante le ripetute sollecitazioni tese alla chiarezza e alla trasparenza, l'atteggiamento della direzione aziendale che, ufficialmente nei tavoli preposti al confronto dice che non ci sono problemi e che invece nell'agire quotidiano continua a far sentire esuberi tutti quei lavoratori che nell'ultimo periodo "casualmente" hanno visto drasticamente ridotti i loro carichi di lavoro».
Per questo la Cgil e la Filtea hanno deciso di partecipare alla manifestazione del 12: «ora più che mai occorre non lasciarsi intimorire da chi vuole mostrare il suo lato più severo».

LA FLP NON SCIOPERA

La Flp (federazione lavorativa maggiormente rappresentativa nel comparto pubblico) e la Cse hanno deciso di non proclamare lo sciopero e di dare appuntamento ai lavoratori pubblici a gennaio, con una giornata di sciopero ed una grande manifestazione contro la politica del governo nei confronti del pubblico impiego.
«I motivi per i quali non sciopereremo il 12 dicembre- spiega Donato Fioriti, della Direzione Nazionale e Regionale FLP-CSE- sono essenzialmente due: il primo è che lo sciopero proclamato in quella data è uno sciopero generale contro la politica economica del governo. Il secondo motivo, già citato,- prosegue Fioriti- è che stiamo già lavorando ad una giornata di grande mobilitazione unitaria del pubblico impiego, accompagnata anche da uno sciopero di categoria, per il mese di gennaio».
09/12/2008 14.47