Dipendenti dell’Aret sul piede di guerra:«noi senza futuro»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I dipendenti dell’Aret, Azienda Regionale per l’Edilizia e il Territorio, ente strumentale della Regione Abruzzo, da alcuni giorni protestano per le loro condizioni di lavoro e su uno scenario che pare sempre più fosco.
«Vogliamo portare all'attenzione pubblica», hanno scritto in una nota a firma “il personale dipendente”, «lo stato di totale paralisi operativa e di conseguente insolvenza finanziaria in cui versa l'Azienda da oltre un anno. Nonostante le numerose segnalazioni inviate dagli organi istituzionali dell'Ente alla Regione Abruzzo e all'Assessorato ai Lavori pubblici, la medesima Regione non è intervenuta in alcun modo e, malgrado le diverse promesse espresse, non si intravedono rassicuranti e concrete prospettive di risoluzione di tale insostenibile situazione».
Ad oggi, gli uffici dell'Aret, a detta dei dipedenti stessi si troverebbero nella totale impossibilità di operare e di portare a termine le attività già programmate.
L'attuale situazione finanziaria dell'Azienda permetterà di far fronte al pagamento delle utenze e quindi l'apertura regolare degli uffici al massimo fino alla fine dell'anno: è questa la previsione che gli stessi dipendenti fanno.
Per quanto riguarda i loro stipendi la situazione viene definita critica.
«Già a novembre non abbiamo preso lo stipendio e chissà il prossimomese».
Il personale chiede nuovamente un intervento della Regione per risolvere la paralisi di un ente pubblico.

05/12/2008 11.37