Strage orsi, responsabili resteranno impuniti? Indagini prorogate 6 mesi

Alessandro Biancardi

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Strage orsi, responsabili resteranno impuniti? Indagini prorogate 6 mesi
PESCASSERLI. Scade oggi il termine della prima proroga concessa dal gip del Tribunale di Avezzano sull'inchiesta dei tre orsi morti nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Se le indagini non andranno avanti probabilmente non si saprà mai chi è stato ad uccidere gli orsi lo scorso autunno. La storia, che fece il giro d'Italia e spezzò il cuore agli amanti degli animali, non ha ancora un epilogo chiaro. Chi è stato ad uccidere gli animali simbolo del Parco Nazionale d'Abruzzo?
L'ultima attività di indagine, condotta nei mesi scorsi, è relativa al prelievo di campioni biologici effettuati presso allevamenti ovo caprini in area Parco e Marsica.
E' proprio all'esito di questi ultimi risultati, che sembra non siano ancora sui tavoli della Procura, che è legata la possibile richiesta da parte del Pm Guido Cocco di una ulteriore proroga alle indagini, richiesta che eventualmente dovrà essere accordata dal Gip della stessa Procura, Alberto Amodio.
Altra strada potrebbe essere la richiesta di archiviazione, vista la difficoltà oggettiva, da parte dei magistrati, nel mettere in relazione l'eventuale soggetto coinvolto nelle indagini con l'azione delittuosa.
I tre plantigradi, tra il 30 settembre e il 3 ottobre 2007, furono ritrovati morti in località Acqua ventilata, tra il comune di Gioia dei Marsi e quello di Pescasseroli.
Il fascicolo fu affidato alla Procura della Repubblica di Avezzano, con delega alle attività investigative al Corpo forestale dello Stato e ai Carabinieri.
Subito partirono gli accertamenti nel luogo dove furono trovati gli orsi morti, con il reperimento di tracce e elementi utili alle indagini.
I Carabinieri del Ris di Roma si occuparono dell'esame di un liquido contenuto in una tanica rinvenuta nei pressi delle carcasse, ma sembra che il reperto non contesse agenti venefici tali da indurre la morte degli animali.
Nella stessa zona, nei giorni a seguire, si registrò la morte di altri animali selvatici, come un lupo, volpi e un rilevante numero di cinghiali.
Qualcuno iniziò a ventilare l'ipotesi di una infezione al pascolo dovuta da agenti patogeni, quale la pseudorabbia, che vengono rilasciati da animali portatori sani.
Nel frattempo cinque allevatori ricevettero altrettanti avvisi di garanzia, con contestuale perquisizione di allevamenti e rimesse degli animali.

04/12/2008 9.47

INDAGINI PROROGATE DI SEI MESI

Nuova proroga per la scadenza delle ingadini sugli orsi morti nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Sul tavolo della Procura della Repubblica di Avezzano attendono l'esito delle analisi del genotipo sui prelievi effettuati in allevamenti ovicaprini dell'area Alto Sangro e Marsica. L'Istituto specializzato in questo tipo di indagini sul dna si trova a Cremona. Il Gip del tribunale di Avezzano, Alberto Amodio, ha accolto la seconda richiesta di proroga delle indagini, avanzata dal pubblico ministero Guido Cocco, differendone il termine per altri sei mesi.

04/12/2008 16.38