C'è la sentenza ma l'Arit se ne frega: chiesto maxi risarcimento

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Altra puntata della saga Arit che pare non interessare nessuno degli amministratori: segnale inequivocabile che l'interesse al silenzio è bipartisan. Così la vita continua come sempre nel "postificio-appaltificio".

ABRUZZO. Altra puntata della saga Arit che pare non interessare nessuno degli amministratori: segnale inequivocabile che l'interesse al silenzio è bipartisan. Così la vita continua come sempre nel
"postificio-appaltificio".
La prima notizia è che le sviste amministrative in Arit continuano in un clima che definire inquietante è poco.
I concorsi banditi in piena campagna elettorale con enormi illegittimità procedurali e pareri positivi nonostante la mancata copertura sono nulla.
Così come il trasferimento per mobilità che la direttrice amministrativa Lucia Del Grosso si è firmata da sola.
E la fretta nel bandire i concorsi è stata talmente tanta da dimenticarsi 5 posti. Ma sì, tanto uno in più uno in meno…
Così il 26 novembre 2008 sono stati pubblicati altri concorsi.
Intanto è costato un "caffè amaro" alla stessa Del Grosso l'ultimo articolo che ha fatto andare su tutte le furie la direttrice che pare abbia urlato e minacciato nei pressi della macchina del caffè della
sede di Tortoreto dell'Arit.
Ha minacciato esposti alla procura della Repubblica (contro chi e per quali notizie di reato?) e non meglio precisate ritorsioni. Poi ha prevalso la calma e così ha emesso la sua sentenza «quelli di
PrimaDaNoi.it? Sono solo dei ragazzini che non sanno affatto come va il mondo. Io però vado avanti…».
Dopo le accuse dei giorni scorsi («cialtroni di PrimaDaNoi.it») tutto prosegue indisturbato anzi si rilancia con un atteggiamento molto vicino alla sfrontatezza di chi sa di essere protetto dai "poteri
forti".
Ma se si nasce quadrati non si può morire tondi… e così oltre all'ipotetico danno erariale dovuto alle 45 stabilizzazioni (oltre 4 milioni all'anno) ci sono moltissime conseguenze dovute all'amministrazione che nulla ha che fare con l'efficienza ed il rispetto delle leggi.
Così l'Arit dopo aver commesso alcune irregolarità nell'affidamento di un appalto (l'Arit risulta vincitrice al Tar tra moltissimi mugugni e sonoramente perdente al Consiglio di Stato) ha pensato bene di non ottemperare alla sentenza esponendosi al rischio di dover pagare un
maxi risarcimento.
Pagheranno Lucia Del Grosso o Ernesto Esposito, direttore generale?

IL RICORSO ALMAVIVA

La società Almaviva ha presentato ricorso per ottemperanza per
l'esecuzione della decisione del Consiglio di Stato, n. 6258 del 6
dicembre 2007. Sentenza che è stata "inspiegabilmente" disattesa
dall'Arit.
Almaviva, infatti, ha partecipato ad una gara d'appalto relativa al
Progetto MMG Medici di Medicina Generale.
Con deliberazione del Direttore Generale Esposito, n° 192 del 20 marzo
2006 ha aggiudicato la gara a favore del raggruppamento costituito da
Dedalus e Telecom Italia.
Almaviva, seconda classificata, ha impugnato l'aggiudicazione con
ricorso al Tar Abruzzo, Sez. L'Aquila. Questo tribunale con sentenza
n° 398 del 7 giugno 2006 ha dichiarato improcedibile per tardività il
suddetto ricorso.
Contro questa decisione Almaviva ha proposto appello al Consiglio di
Stato, chiedendo l'annullamento della sentenza, l'annullamento
dell'aggiudicazione a Dedalus/Telecom Italia e l'aggiudicazione ad
Almaviva (o in via alternativa al risarcimento del danno quantificato
in 1.260.000,00 euro)
Il Consiglio di Stato con ordinanza n. 5037/2006 in data 3 ottobre
2006 ha sospeso gli effetti della deliberazione di aggiudicazione al
RTI Dedalus/Telecom.
In data 12 ottobre 2006 Almaviva ha diffidato l'Arit dal proseguire
nell'esecuzione del contratto di appalto, a voler revocare l'aggiudicazione a Dedalus/Telecom e ad aggiudicare ad Almaviva.

ARIT: ORECCHIE DA MERCANTE…

L'Arit tuttavia non ha dato nessun seguito alla diffida pervenutale e
ha totalmente ignorato quanto disposto dal Consiglio di Stato,
omettendo consapevolmente di eseguire la relativa ordinanza.
Anche questa è una svista?
L'appello proposto da Almaviva è stato definitivamente accolto dal
Consiglio di Stato e il dispositivo è stato depositato in segreteria
il 21 giugno 2007 ed è stato notificato all'Arit per mezzo di ufficiale giudiziario in data 3 luglio 2007.
L'Arit ha tuttavia proseguito ad ignorare gli effetti della pronuncia
del Consiglio di Stato, senza adottare alcun atto in esecuzione della
decisione.
Con decisione n. 6258 del Consiglio di Stato sono state rese note le
motivazioni che hanno portato ad annullare il provvedimento di aggiudicazione a favore di Dedalus/Telecom riconoscendo l'aggiudicazione alla seconda classificata.

ARIT E REGIONE CONDANNATE MA… FANNO FINTA DI NIENTE

L'Arit e la Regione Abruzzo sono state così condannate ad aggiudicare
la gara direttamente ad Almaviva nonchè al pagamento delle spese dei
due gradi di giudizio, quantificate in 8.000 euro.
Una spesa dovuta alla violazione delle norme di aggiudicazione degli
appalti rilevata dal Consiglio di Stato la cui responsabilità ricade
in capo all'agenzia regionale per l'informatica.
La sentenza è stata notificata all'Arit in data 8 gennaio 2008, e nonostante tutto questo l'agenzia non si è in alcun modo attivata per
dare esecuzione a quanto stabilito in sede giurisdizionale, andando
avanti con il progetto, con gli stati di avanzamento lavori e i relativi pagamenti al RTI Dedalus/Telecom.
A questo punto Almaviva con atto di diffida e messa in mora ha notificato in data 15 aprile 2008 la diffida (ancora!) all'Arit e alla Regione Abruzzo a provvedere entro il termine di 30 giorni alla sentenza del Consiglio di Stato n. 6258/2007.
Termine, pare, scaduto da un po' senza alcun segnale di vita.
Dopo tale ricostruzione sorgono diversi interrogativi. Quello che per
ora non trova una risposta è: perché l'Arit non vuole ottemperare ad
una sentenza in nome dello Stato Italiano?
Ci sono forse ostacoli tanto difficili da rimuovere che nemmeno un
maxi risarcimento risulta convincente?
Il fatto è che la spesa per il risarcimento di 1.260.000 euro diventa
un nuovo "buco" nel bilancio che va ad aggiungersi alla mancata
copertura dei concorsi…e si arriva a 5,2 milioni.

28/11/2008 15.02

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