La Morgia (Csa):«ma quale porcata la verticalizzazione è una benedizione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Giovedì arriverà in giunta la proposta dell'assessore Giovanni D'Amico che prevede una serie di verticalizzazioni dei dipendenti regionali.
Un provvedimento secondo alcuni quanto meno dubbio perché si parte da una pianta organica di 1900 dipendenti, una cifra che sovrastimerebbe le reali necessità dell'ente e creerebbe così anche un numero enorme di "posti vacanti"… naturalmente da riempire.
Sull'argomento interviene Domenico La Morgia, sindacalista delle Rsu
del Csa, il sindacato autonomo che letto l'articolo di PrimaDaNoi.it
dice: «ma quale porcata i dipendenti regionali aspettavano questo
provvedimento da anni».
«Il mio intervento», dice La Morgia, «vuole tutelarne in una qualche
maniera l'immagine dei dipendenti regionali, di quelli che non
prendono gli stipendi dei dirigenti, di quelli che a fatica arrivano a
fine mese, di quelli che normalmente fanno il proprio lavoro, di
quelli che da trent'anni aspettano una opportunità di vedere un
qualche riconoscimento alla loro esperienza e a volte professionalità
specifica, di quelli che vogliono sentirsi parte attiva della società
e che aspirano a voler dimostrare di saper fare qualcosa in più».
«Facile sparare nel mucchio», sostiene ancora La Morgia, «quando non
si conosce la storia di tanti dipendenti che entrati per concorso
(regolare per i più) si vedono sorpassare da giovani rampanti che
vengono stabilizzati, in posizioni il più delle volte a loro
superiori, in virtù di una semplice chiamata diretta di questo o quel
politico. Dare quindi a costoro un'opportunità di veder riconosciuto
un minimo della loro esperienza è non solo doveroso ma necessario per evitare che il pubblico dipendente si trasformi in una larva
inamovibile dal suo bozzolo originario».
Non che si mettessero in dubbio questi sacrosanti principi la notizia
pubblicata da PrimaDaNoi.it ieri era un'altra e poneva dubbi precisi
sulla opportunità del provvedimento in questo preciso momento e dei
numeri riportati.
Per quanto riguarda lo stipendio La Morgia è sicuro: «parliamo di
aumenti che non ci saranno, i più infatti resteranno con un assegno ad
personam che gli permetterà di conservare lo stipendio attuale poichè
il passaggio ad una nuova categoria comporterà il reinizio della
carriera dal primo livello economico nella nuova categoria, nella
quale si verrà inseriti solo se vincitori di regolare concorso (dopo
trent'anni per i più)».
Un atto «doveroso», quindi, soprattutto per impiegati regionali che
«con stipendi da 850 a 1300 a testa ( si sono proprio questi i minimi
ed i massimi dopo trent'anni di servizio senza assegni familiari o
altro) aspirano ad arrivare a 880 -1400 a fine carriera, e non mi
sembra proprio scandaloso».
L'obiettivo del sindacalista è anche quello di non creare «false
immagini nell'opinione pubblica: una cosa sono i politici corrotti
un'altra coloro che fanno onestamente il proprio mestiere cercando di
migliorare la propria condizione senza danni per alcuno e con regolare
processo formativo e concorsuale».
Tra questi probabilmente non ci sono quelli che la "cura Brunetta" ha
sanato miracolosamente, meglio della madonna di Lourdes.
«Grazie anche al ministro Brunetta», conclude La Morgia, «non si può
più parlare di dipendenti assenteisti visto che il fenomeno, in quei
pochi casi dove esistenti, è ormai azzerato. Rimbocchiamoci le maniche
e diamoci tutti da fare un po' di più».
I certificati di malattia sono improvvisamente calati dopo le minacce
del ministro. Molto meglio dell'aspirina.
26/11/2008 16.19

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=18004]CHE COSA PREVEDE IL PROVVEDIMENTO CHE ARRIVA GIOVEDI' IN GIUNTA[/url]