Misure anticrisi, la Cna: subito 50 milioni per i consorzi fidi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Di Costanzo: ossigeno dai fondi comunitari; nell'artigianato calano produzione, ordini e fatturato

ABRUZZO. Di Costanzo: ossigeno dai fondi comunitari; nell'artigianato
calano produzione, ordini e fatturato
Un fondo straordinario di 50 milioni di euro per sostenere le imprese
abruzzesi in questo momento di crisi, e favorirne l'accesso al credito
alimentando il sistema di garanzie dei consorzi fidi.
E' quanto chiede alla Giunta regionale la Cna abruzzese, che sostiene
come per artigianato, commercio e industria, solo attraverso il
potenziamento delle garanzie offerte dai confidi sia possibile offrire
certezze in un momento di crisi acutissima, in cui calano produzione,
ordini e fatturato.
A detta del direttore regionale della confederazione artigiana,
Graziano Di Costanzo, «il governo regionale deve attivarsi per
reperire questa somma attraverso gli strumenti straordinari di
derivazione comunitaria, come i fondi POR-FESR e FAS».
«La giunta – osserva Di Costanzo - ha già individuato, per la verità,
11 milioni sui Por destinati ad alimentare il sistema confidi e altri 18 sui FAS, più genericamente destinati al sostegno di commercio e artigianato. Nonostante ciò, riteniamo che la cifra vada innalzata
fino a quota 50 milioni, in modo da sostenere con più vigore la possibilità di accesso al credito delle nostre aziende. Questo fondo,
per effetto del meccanismo moltiplicatore, sarebbe in grado di mobilitare risorse per le imprese nell'ordine di 700/800 milioni.
E', quindi in questo momento, la risposta più efficace per contrastare
la politica di restrizione del credito che le banche stanno attuando
in Abruzzo».
E che i venti della crisi continuino a soffiare impetuosi sulle imprese abruzzesi, in particolare sull'artigianato e le Pmi, determinando una condizione di sofferenza senza precedenti, lo confermano pure i dati diffusi da Unioncamere sull'andamento del settore nel terzo trimestre del 2008. Tutti i principali indicatori economici relativi all'artigianato si sono infatti chiusi in rosso, con il segno "meno" tanto sul fronte della produzione (-4,3%), che del fatturato (-4%) e dell'export (-1,3%).
Un clima di sfiducia che si riverbera sul drastico ridimensionamento
anche del portafoglio ordini (-4,2%) e sull'andamento generale di
iscrizioni e cancellazioni: a settembre, infatti, il saldo tra imprese artigiane iscritte e cancellate ha fatto segnare per la prima volta negli ultimi nove anni il segno negativo (con un -4 rispetto alla stessa data del 2007), a fronte di saldi sempre positivi, negli anni precedenti, fino a toccare la punta massima nel 2003 (+576) e la minima nel 2001 (+151). Tra i settori produttivi, nonostante una discreta tenuta dell'area delle costruzioni (+163 nel saldo tra iscrizioni e cancellazioni), male tutto il resto: particolarmente preoccupante la crisi dell'autoriparazione (-48 imprese), della manutenzione e riparazione di beni personali (-66), dei trasporti (-62).

26/11/2008 9.11