Oggi la giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Alessandro Biancardi

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L'INIZIATIVA. Centinaia di iniziative in tutto il mondo celebreranno oggi la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, perché ovunque sono milioni le vittime di aggressioni e soprusi.
Tante, troppe, anche in Italia dove, secondo i dati dell'Istat sono
quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno
una violenza fisica o sessuale nel corso della vita.
Cinque milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), tre
milioni 961mila violenze fisiche (18,8%).
Capelli strappati, spinte, schiaffi, calci, pugni e persino morsi,
violenze psicologiche: i partner sono responsabili della quota più
elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, che nella quasi
totalità dei casi non vengono denunciate.
Oggi sono decine le iniziative organizzate in tutta Italia, che hanno
visto un prologo con la manifestazione che sabato scorso ha radunato a
Roma 50mila donne riunite dalle associazioni femministe e delle
studentesse universitarie.
Ma la Giornata mondiale è l'occasione anche per segnalare le
situazioni più compromesse nel mondo, come ha fatto la Sezione
italiana di Amnesty International che ha lanciato una campagna in
favore delle donne colpite da Hiv/Aids in Sudafrica: su 5,5 milioni di
persone malate il 55% dei contagi riguarda le donne.
Un monito arriva direttamente dall'Onu: la violenza contro le donne
resta un "immenso problema ovunque nel mondo" e in numerose situazioni di conflitto è una piaga "endemica", ha detto a Ginevra l'Alto
commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navy Pillay
lanciando un appello contro l'impunità dei responsabili delle
violenze.
Anche in Abruzzo, ricordano le donne dei sindacati Spi e Cgil, Fnp-
Cisl e Uilp- Uil della provincia di Chieti, «con la Giunta precedente,
sono state intraprese iniziative importanti, come la Legge Regionale
del 20 ottobre 2006».
Con la legge, «alle donne che incontrano l'ostacolo delle violenza,
nelle sue diverse forme, è assicurato il diritto, con i propri figli,
al sostegno al fine di ripristinare la propria inviolabilità e di riconquistare la propria libertà, nel pieno rispetto della riservatezza e dell'anonimato, attraverso il finanziamento di progetti antiviolenza per l'attivazione, da parte degli enti locali singoli o associati e di associazioni femminili di "centri antiviolenza" e "di case di accoglienza».

25/11/2008 14.43