Rapporto Arta mari e laghi: «situazione migliore del 2007»

Alessandro Biancardi

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Rapporto Arta mari e laghi: «situazione migliore del 2007»
PESCARA. E' poco più del 10% la costa abruzzese non idonea alla balneazione per il 2008, su 126 chilometri, e sono per lo più i coliformi fecali a contaminare il nostro mare.
E' quanto emerge dal Rapporto 2008 sulla qualità delle acque di
balneazione in Abruzzo, pubblicato dall'Arta (Agenzia regionale per la
tutela dell'ambiente), che raccoglie ed interpreta i risultati delle
analisi delle acque marine e lacustri effettuate dai Dipartimenti
provinciali di Teramo, Pescara e Chieti tra il primo aprile e il 30
settembre scorsi, con cadenza quindicinale.
I tecnici dell'ente hanno prelevato complessivamente 1231 campioni in
mare, in 117 punti di controllo rappresentativi (57 nel chietino, 15
nel pescarese e 45 nel teramano) dislocati lungo 125,8 chilometri di
costa.
62 i campioni prelevati nel lago di Scanno, l'unico monitorato, dove
sono stati individuati 5 punti di prelievo ricadenti nei comuni di Scanno e Villalago, su una superficie ampia circa un chilometro quadrato.
Per le acque marine le determinazioni analitiche di tipo chimico, fisico e microbiologico sono state in totale 12.449, mentre per il lago di Scanno 682.
Distinguendo la percentuale di costa non idonea alla balneazione per
provincia, prima è Pescara con il 13,9%, seguono Chieti con il 13,7 e
Teramo con il 5,8.
La percentuale più elevata di campioni non favorevoli è relativa al
tratto di costa pescarese (18% del totale dei campioni, riferito ai
comuni di Città Sant'Angelo e Pescara); seconda la provincia di Chieti
(13% del totale dei campioni, riferito ai comuni di Ortona, San Vito
Chietino, Castel di Sangro e Ortona); infine c'è la costa teramana,
con appena il 4% di campioni non favorevoli, relativi ai comuni di
Giulianova, Pineto, Roseto e Martinsicuro.
Il dato complessivo, fatta eccezione per il 2007 (85,21% di costa
balneabile e 41 punti di controllo non idonei alla balneazione,
dichiarati zone temporaneamente inibite), conferma il valore medio di
costa balneabile degli ultimi anni, che ammonta a circa l'89%.
Questo risultato porta l'Abruzzo ai primissimi posti tra le regioni
italiane con la maggiore percentuale di costa controllata e balneabile
rispetto al totale della costa adeguatamente campionata. Per quanto
riguarda il lago di Scanno, il 100% dei campioni è sempre risultato
idoneo alla balneazione. I risultati delle analisi sono stati trasmessi in tempo reale al Ministero della Salute per il giudizio sulla balneabilità e forniti poi alle Asl, ai Comuni, ai quali spetta l'eventuale emissione dell'ordinanza di divieto temporaneo di balneazione, e alla Regione, che alla vigilia della prossima stagione balneare indicherà ufficialmente i tratti di litorale dove sarà consentito fare il bagno.
«Abbiamo voluto segnalare le criticità della costa abruzzese a novembre – ha spiegato in conferenza stampa il direttore dell'Arta,
Gaetano Basti, affiancato da Angela Del Vecchio, direttrice del Dipartimento di Pescara e responsabile dell'area "Acque", e Carlo
Spatola Mayo, ingegnere del Dipartimento di Pescara che si occupa dei
depuratori.
La volontà dell'Arta è che si «eviti di ripetere il problema riscontrato l'anno scorso, soprattutto a Montesilvano, quando molti balneatori hanno presentato ricorso al Tar per far revocare l'ordinanza di divieto di balneazione emessa dal sindaco. Il nostro è anche un appello ad amministratori, politici, gestori di depuratori ed operatori economici, affinché intervengano ora per sanare le zone non conformi».
A cominciare dagli impianti di depurazione, «che vanno ristrutturati
se malfunzionanti, eventualmente integrati con la fitodepurazione e
controllati con più rigore, come gli scarichi abusivi. Emblematico –
ha sottolineato Basti – è il caso del depuratore di Montesilvano sequestrato nei giorni scorsi: in 17 controlli su 22 abbiamo registrato parametri oltre il limite di legge».
Alla foce del Saline, fiume che grazie a finanziamenti ministeriali l'Arta monitorerà con analisi più approfondite che saranno propedeutiche alla bonifica del sito, «è stata registrata anche la presenza di salmonelle».

21/11/2008 15.54