Spunta il verbale fantasma…ma il mistero su chi ha votato rimane

Alessandro Biancardi

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Spunta il verbale fantasma…ma il mistero su chi ha votato rimane
ABRUZZO. Il verbale fantasma, quello che da oltre dieci giorni era considerato l'oggetto più desiderato dal mondo politico è spuntato fuori. Ieri è stato messo sul sito internet del consiglio regionale. Ecco come è andata la stabilizzazione dei mille precari. * TELEVISIONE E TELEPASS, LE PROVE DI CHI HA VOTATO NO
Se si possono quindi leggere le discussioni tra i consiglieri, le dichiarazioni di voto, lo smarrimento di chi non sa cosa si è votato, c'è però un vuoto: quello sulle votazioni ai vari emendamenti.
Il verbale c'è, quindi, ma rimane il mistero. La copia, come specificato nella parte iniziale del testo, è ancora da revisionare e il consiglio regionale dovrà approvarlo nella prossima seduta.
Solitamente l'approvazione è automatica ma c'è chi sospetta che questa volta qualcosa non andrà per il verso giusto.
Leggerlo può essere molto interessante per capire il clima in cui si svolgono i lavori e la tensione di quel giorno dove la confusione regnava sovrana. Erano assenti: Boschetti(Pd), Castiglione (Pdl), Del
Turco (Pd), Desiati (La Destra), Di Bartolomeo (Per l'Abruzzo), Di Matteo (Pd), Angelo Di Paolo (Democratici europei), Orsini (Pdl), Stati (Pdl), Tagliente (Pdl), Teodoro (Pdl).

AMICONE: «MA CHE CONSIGLIO STIAMO FACENDO?»

La seduta comincia alle 12.30 del 7 novembre ed è subito scontro. Il consigliere Mario Amicone (Pdl) esprime le perplessità su cosa il consiglio è chiamato a votare. E' evidente che c'è molta confusione su
quello che si approverà in giornata.

AMICONE: «io vorrei sapere quale Consiglio stiamo facendo? Qual è l'ordine del giorno? Quali sono gli emendamenti sostitutivi perché noi non abbiamo niente, io credo che questo sia un Consiglio Regionale, anzi dovrebbe essere un Consiglio Regionale, mi auguro che sia tale che non sia, che non diventi una partita di calcio con tanto di tribuna, spettatori e quant'altro, quindi la prego di fornirci della documentazione necessaria per poter rendersi conto e valutare quello che c'è da votare o da non votare, stiamo parlando della votazione su una cosa che non si sa, nessuno ha il testo.

SI VOTA SENZA DISCUSSIONE

Continua il battibecco tra Amicone e il presidente del consiglio Marino Roselli. Amicone sostiene che prima della votazione della variazione di bilancio ci debba essere la discussione e poi ancora chiede che qualcuno spieghi che cosa si sta per votare.

AMICONE: «Presidente grazie per la parola, lei ha dichiarato di dover passare alla votazione, a me sembra Presidente che sulla variazione alla finanziaria non sia stata aperta mai la discussione e
quindi credo che prima di votazione degli emendamenti bisogna fare la discussione sulla variazione del bilancio».


PRESIDENTE: «E l'abbiamo fatto la volta scorsa».

AMICONE: «No, non abbiamo fatto niente perché sono stati sempre rinviati i Consigli per mancanza del legale, avete fatto riunioni di maggioranza nelle vostre stanze, non abbiamo mai partecipato (…) è vero che la Regione Abruzzo è posta fuori dalla normativa, dallo Stato di diritto per una serie di comportamenti, una serie di abusi, registrati proprio in questa sala però ad ogni cosa c'è un limite, oggi viene qui si presenta a dire dobbiamo passare alla votazione del subemendamento numero 1 dell'emendamento numero 39, ma ci può spiegare di che cosa stiamo parlando? Ci può stare qualcuno che ci vuole illustrare che cosa dobbiamo votare? E poi un altro sobbalzo stamattina caro Presidente, io leggo il giornale e l'Assessore D'Amico che richiama i Consiglieri alla serietà, ma è una provocazione caro Assessore D'Amico, ci vuole provocare?

PACE: «NON HO I DOCUMENTI»

Nonostante il discorso di Amicone Roselli sostiene che si può procedere con la votazione, è tutto regolare. Prende la parola Giovanni Pace, ex presidente della Regione di centrodestra. Anche lui
mostra smarrimento: non ci sono i documenti.

PACE: «Presidente, io so che lei trova forse qualche difficoltà a credermi, però la prego di credermi, io qui sul mio tavolo non ho né finanziaria, né emendamenti e né subemendamenti, lei mi deve dire su che cosa, sulla base di un atto di fede, a va bene, allora se io devo fare un atto di fede faccio l'atto di fede e voto così come mi dirà lei, però se si richiama alla consapevolezza, alla coscienza, al dovere di ognuno di noi di sentire, di vedere, di leggere e di capire e quindi di votare si può anche sbagliare, dopo aver letto signor Presidente se lei si richiama a questo io non posso assolutamente votare».

SI COMINCIA A VOTARE

Dopo il discorso di Pace si comincia a votare. Nel verbale però, come ampiamente detto, non c'è riferimento ai consiglieri che dicono sì o no. Si vota per alzata di mano e anche in questo caso non mancano contestazioni.

ROSELLI: «Grazie, si vota il subemendamento numero 40. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?»

- Il Consiglio approva -

«Il subemendamento numero 41 che è una questione tecnica, chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?»

- Il Consiglio approva -

«L'emendamento numero 39 che sopprime l'Art. 1, chi è favorevole?
Chi è contrario? Chi si astiene?»


- Il Consiglio approva -

AMICONE: (incomprensibile perché parla fuori microfono)...

PRESIDENTE: «Io ho visto 21 mani».

«PRESIDENTE, LEI DEVE IMPARARE LE REGOLE»

Continua il battibecco tra Roselli e Amicone. Il secondo rimprovera al primo di non conoscere le regole del consiglio regionale.
AMICONE:«Presidente lei ha detto che con l'Art. 1 è stata approvata la legge, allora la dichiarazione di voto a che serviva?»

PRESIDENTE: «La dichiarazione di voto non serviva a niente, perché non….»

AMICONE: «Allora perché l'ha fatto fare?»

PRESIDENTE: «Perché non sapevo che cosa voleva dire sinceramente».

AMICONE: «Presidente lei si deve imparare le regole di questo Consiglio, lei ci fa ridere, fa ridere sul serio ha capito Presidente».

PRESIDENTE: «Grazie, grazie».

AMICONE: «Lei non può dare la parola per dichiarazione di voto dopo aver approvato il provvedimento».

IL DOCUMENTO ARRIVA…DOPO LA VOTAZIONE

Il consiglio ha finalmente approvato l'articolo numero 1. Di cosa si tratti però, nessuno lo sa. La risposta arriva qualche attimo dopo quando sul tavolo dei consiglieri arrivano 16 pagine: è proprio il
testo integrale di ciò che è stato già approvato. Si è ormai alla pantomima. Per Pace manca assolutamente la democrazia, per De Matteis (Mpa) si è arrivati ad una «tragica farsa».

PACE: «Allora, tanto perché i colleghi lo sappiano questo Art. 1 il cui testo ci è stato consegnato immediatamente dopo la votazione, questo Art. 1 si compone di 16
pagine, 16 pagine, noi, voi quelli che hanno detto sì, e noi quelli che non hanno detto sì abbiamo votato un documento composto di 16 pagine e l'abbiamo votato qualche minuto prima che queste 16 pagine ci venissero consegnate, ma è serietà questa? Ma voglio dire è democrazia questa?»


DE MATTEIS: «Lei Presidente non ha dato il tempo di leggere questo provvedimento, cosa che le avevamo chiesto, non ha dato il tempo di leggerlo perché credo lei sappia perfettamente che cos'è all'interno, ma credo che sia interessante che lo sappia anche chi ascolta,(…) io vorrei leggere alcune delle perle che lei ha fatto approvare, perché credo sia giusto che restino agli atti…, posso leggere il comma 107, per dare solo con questo un esempio lampante. La regione Abruzzo concede per l'anno 2008, un contributo straordinario ai seguenti comuni:

- Campli 60 mila euro, lavori di completamento della piazza di Frazione Floriano;

- Comune di Nereto, 40 mila euro per la realizzazione dei lavori di completamento del centro ricreativo circolo anziani;

Ci sono anche altri elementi, ne ho citato il primo che mi è venuto sotto gli occhi, come ad esempio il 114, ma guardate li cito a caso perché c'è ne sono diversi all'interno, contributo straordinario 35
mila euro per l'attività convegnistica dell'Associazione Culturale Giustizia Sociale di Chieti, credo sia veramente indegno ciò che avete portato a termine oggi sulla pelle di chi in questo momento da oltre
un mese e mezzo sta aspettando la stabilizzazione
».

MELILLA: «SCHIFEZZA ANCHE A DESTRA»

Dopo l'intervento di De Matteis prende la parola anche Gianni Melilla (Sd) che concorda con Amicone: bisognava discutere prima di votare.
Riferendosi poi a quanto ha letto De Matteis il consigliere di centrosinistra lo invita a leggere anche i provvedimenti clientelari promossi «dai suoi compagni di banco». Mellilla cita poi gli «elementi
importanti» della variazione di bilancio e la trascrizione del verbale, in questo caso aiuta a capire meglio a cosa è stato detto sì:

«1 milione di euro per la realizzazione delle unioni e delle fusioni tra i comuni, 260 mila a euro per la ricerca scientifica, 900 mila euro per l'assistenza alla famiglia e alla maternità, 78 mila euro per il centro regionale per la psicosi infantile, 1 milione di euro per le comunità montane, 490 mila euro per le aree demaniali marittime ad uso turistico, 400 mila euro per lo sportello dell'internazionalizzazione, 150 mila euro per il parco del Velino Sirente «che altrimenti chiudeva», 50 mila euro per il premio Silone, 210 mila euro al Liceo Musicale Braga, 297 mila euro all' Accademia internazionale dell'immagine, 70 mila euro alla Fondazione Michetti, 350 mila euro a varie associazioni culturali, 40 mila euro al Teatro stabile dell'Aquila, 400 mila euro al Teatro di Prosa, 3 milioni di euro per gli edifici scolastici, 1,4 milioni per i trasporti, 300 mila euro per il programma Galileo».

PAGANO (PDL): «DOCUMENTI RICEVUTI UN MINUTO PRIMA DEL VOTO»

A far capire il clima che ha preceduto la votazione ci pensa anche il consigliere del Pdl Nazario Pagano. Anche lui insiste sul fatto che non sapesse cosa si stava per votare.

PAGANO: «ho ricevuto la variazione di bilancio e della legge finanziaria un minuto, due forse prima di esercitare il diritto di voto. Voi avete ancora una volta dato dimostrazione di non essere in
grado di gestire questa Regione, l'avete sempre fatto in modo inconcludente, in modo raffazzonato, ci avete messo due mesi ad arrivare a partorire questa roba qui, e vedi caro Gianni puoi
arrampicarti su tutti gli specchi che vuoi, ma non possiamo dimenticare che ci troviamo in un momento unico, storico di questa legislatura, quindi non facciamo paragoni inappropriati con
legislature che si sono concluse naturalmente
».

ALTRA VOTAZIONE, ALTRA CONTESTAZIONE

La seduta va avanti. Si passa al punto numero 2 dell'ordine del giorno. Amicone sbotta di nuovo: «non abbiamo i documenti». Il consigliere Camillo D'Alessandro (Pd) legge i documenti e parte la
votazione di 21 articoli, e 5 tra emendamenti e subemendamenti, uno via l'altro.
Dietro il ritornello «chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?» il consiglio approva tutto. Chi abbia alzato la mano per dire sì resta per l'ennesima volta un mistero.

MELILLA: «NON STO CAPENDO COSA STIAMO VOTANDO»

Il consiglio si chiude nel peggiore dei modi. Il caos ha raggiunto il suo apice. Ad un certo punto Melilla chiede di fare chiarezza. In ballo ci sono «questioni delicate» e lui non ci sta capendo niente.
Alla fine scopre che si è già votato per tutto e lui non se ne era nemmeno reso conto. Pace e Roselli battibeccano ancora. Poi il consiglio si chiude.

MELILLA: «Presidente siccome stiamo parlando di cose delicate, io non sto capendo che cosa stiamo votando. Presidente siccome i numeri che io ho per esempio dell'emendamento 22 bis ci sono quattro numeri,
c'è il 30, il 5, il 22 e il 22 bis, allora la prego Presidente quando cita il numero di dirci il titolo dell'emendamento in modo tale che possiamo capire che cos'è, che stiamo parlando di stabilizzazione…»

D'ALESSANDRO: «Abbiamo votato già tutto».

MELILLA: «Allora, vorrei capire che cosa abbiamo votato tutti gli
emendamenti votati per ricostruire».


D'ALESSANDRO: «Eccoli Gianni, abbiamo anche votato il coordinamento al Presidente».

MELILLA: «Va bene, allora faccia un riassunto di quello che abbiamo votato».

PRESIDENTE: «Prego Consiglieri prendere posto per cortesia,
riprendere posto.
Scusate io non posso credere che abbiamo votato cose che non sappiamo, sappiamo benissimo perfetto, perfetto. L'emendamento numero 8 è stato ritirato per mancanza di una firma da parte della Consigliera Misticoni punto, non si discute. Adesso dobbiamo votare…, ha ritirato la firma mancano le tre firme di conseguenza viene annullato.
L'emendamento numero 6, dobbiamo votare l'emendamento numero 6 firmato da Santroni, Aceto, Pace, Misticoni, tutti, almeno tutti, Daniela
Santroni ritira la firma. Chi è favorevole all'emendamento numero 6?
Consigliere Pace non le nego la possibilità di relazionarci».


PACE: «Lei è di una gentilezza davvero squisita, cioè qui si tratta
di riconoscere la possibilità al personale di categoria B e C che sia stato assunto a tempo indeterminato e che presta servizio presso questo Consiglio Regionale di cui ella è Presidente almeno da dieci anni nel servizio risorse umane entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge di partecipare ad un corso – concorso che
deve essere indetto per soli titoli, per il passaggio alla categoria immediatamente superiore, chi ha i titoli ci passa, chi non li ha non ci passa mi sembra che sia all'interno di una considerazione, di una riconsiderazione che stiamo facendo per tutto il personale di questa
Regione, credo che sia un emendamento da raccomandare all'attenzione dei miei colleghi Consiglieri. Grazie
.

PRESIDENTE: «Grazie. Andiamo alla votazione, chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva –

Art. numero 23 è la norma finanziaria, chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva –

L'Art. 24 l'entrata in vigore, chi è favorevole? Chi è contrario? Chi
si astiene?
- Il Consiglio approva –

Io chiedo anche al Consiglio di autorizzarmi a rimettere a posto
l'adeguamento del testo formale, e vi chiedo….

Votiamo la legge nel suo complesso, chi è favorevole? Chi è contrario?
Chi si astiene?
- Il Consiglio approva -

Punto numero 3, sono due provvedimenti amministrativi. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva -

Punto numero 4, chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?

- Il Consiglio approva -
La seduta è sciolta, buona campagna elettorale.



Alessandra Lotti 20/11/2008 8.42

[url=http://consiglio.regione.abruzzo.it/affassweb/VIII_Legislatura/verbali/2008/verb%20121_02.asp]IL VERBALE FINALE[/url]
[url=http://consiglio.regione.abruzzo.it/affassweb/VIII_Legislatura/resoconti/2008/08-20081107-121.pdf]IL RESOCONTO INTEGRALE DELLA SEDUTA[/url]

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TELEVISIONE E TELEPASS, LE PROVE DI CHI HA VOTATO NO

ABRUZZO. Quando carta non canta i problemi sono infiniti. Se la stabilizzazione dei portaborse è stata approvata, e non si capisce ancora grazie a chi, c'è una fitta schiera di consiglieri regionali
che sono pronti a "discolparsi" portando addirittura prove tangibili.
Se nei giorni scorsi il consiglieri dei Verdi si era appellato alla prova televisiva per dimostrare che lui la manina non l'ha alzata, oggi è un consigliere di centrodestra che mette sul piatto la prova regina che lo scagionerebbe.
Benigno D'Orazio (La Destra) ha scritto alla presidenza del Consiglio regionale per protestare: «io non ho votato a favore della stabilizzazione dei portaborse. Lo posso dimostrare con la fattura del
mio Telepass. Ero andato via, quindi non potevo votare né a favore né contro».
Ecco un caso in cui l'assenteismo può dimostrarsi una carta vincente.
Sembra facile accettare questo discorso, ma non lo è. D'Orazio è un consigliere serio e credibile e quindi c'è da credergli, ma – ammesso che qualcuno non tiri fuori che l'automobile era guidata da altri – è proprio il meccanismo della votazione palese per alzata di mano che si presta a dubbi ed interpretazioni.
Proprio quei dubbi che hanno ritardato la pubblicità dei risultati della votazione.
E non per mancanza di trasparenza. Pare di capire – ma la materia è difficilissima - che in questo tipo di votazione risultano annotati e riportati a verbale come contrari solo quelli che lo dichiarano apertamente.
Così risultano assenti anche quelli che sono presenti, ma che comunicano alla presidenza: «io non ci sono».
In pratica il voto è rimesso alle dichiarazioni del consigliere. E chi non dichiara nulla, ma è presente, risulta di aver votato a favore.
Di qui valore della controprova quando il presidente chiama il voto per alzata di mano: chi è favorevole (lo abbiamo detto: tutti i presenti che lo hanno dichiarato più quelli che non hanno detto di essere contrari); chi si astiene (alza la mano, ma non comunica nulla); chi è contrario (chi lo ha detto è a verbale, altrimenti il suo nome non si ritrova nel resoconto).
Se i contrari - con un colpo d'occhio o con la conta - sono meno dei favorevoli, la delibera passa, così come è accaduto per i portaborse.

Da quello che risulta nel frontespizio della delibera erano presenti:

Aceto, Amicone, Bosco, Caporale, Caramanico, D'Alessandro Camillo, D'Alessandro Cesare, D'Amico, De Matteis, Di Paolo Bruno, Di Stanislao, D'Orazio, Evangelista, La Morgia, Macera, Melilla, Misticoni, Orlando, Orsini, Pace, Pagano, Palomba, Piluso, Pisegna Orlando, Roselli, Sabatini, Santroni, Verini e Verticelli.
Assenti:
Boschetti, Castiglione, Del Turco, Desiati, Di Bartolomeo, Di Matteo, Di Paolo A., Fracassi Bozzi, Orsini, Stati e Tagliente.

Dunque messo ai voti, sempre con procedimento palese, il progetto di legge della Giunta viene approvato "con la maggioranza prescritta dallo Statuto della Regione".
Così la delibera.
In sostanza, sentiti anche alcuni dei protagonisti, sembra fino ad oggi definitivamente chiarito che i consiglieri Angelo Orlando, Maria Rosaria La Morgia, Bruno Evangelista e Daniela Santroni hanno dichiarato il loro no ai portaborse. De Matteis, invece, si è astenuto.
Gli altri 25 presumibilmente dovrebbero aver votato si o comunque sono compresi tra i favorevoli, visto che non abbiamo trovato traccia della loro opposizione.
Domanda diretta ai 25: visto che ce lo dovete, ci fate sapere come avete votato?

Sebastiano Calella 20/11/2008 8.57