Brunetta, «quel concorso a Teramo per diventare professore ordinario»

Alessandro Biancardi

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L'ARTICOLO. Una inchiesta del settimanale l'Espresso ha fatto infuriare il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta che ha minacciato querele. Nell'articolo viene tirato in ballo anche un concorso del professore, non ancora ministro, all'Università di Teramo.
Erano gli inizi degli anni '90. Renato Brunetta voleva diventare professore ordinario. Non ci riuscì con un concorso nazionale, ci riuscì qualche tempo dopo all'università di Teramo.
Anche questa piccola parentesi viene inserita dal settimanale L'Espresso tra le «furbate» di un ministro che dal suo arrivo al Governo ha fatto della caccia ai furbetti la sua personale crociata.
Lui non ha gradito, ha fatto sapere che denuncerà il giornale che tra i vari punti ha inserito anche tutte le sue proprietà immobiliari. Questo lo ha infastidito non poco perché, ha poi rivelato, «le Br
vogliono farmi fuori» e fornire indicazioni così precise potrebbe essere un rischio.
A cavallo tra anni 90 e 2000 arriva anche la parentesi abruzzese.
Era dal 1992, infatti, che Brunetta stava tentando di diventare professore ordinario. Nel 1992 partecipò ad un concorso nazionale.
«In un primo momento», scrive il settimanale, «viene inserito tra i 17 vincitori. Ma un commissario, Bruno Sitzia, rimette tutto in discussione. Scrive una lettera e, senza riferirsi a Brunetta,
denuncia la lottizzazione e la poca trasparenza dei criteri di selezione».
Il braccio di ferro dura mesi: «il professore 'migliore d'Europa' viene bocciato. Un'umiliazione insopportabile. Così fa ricorso al Tar, che gli dà torto. Poi si appella al Consiglio di Stato, ma poco prima della decisione si ritira in buon ordine».
Si ingegna e trova una via d'uscita, secondo quanto racconta sempre il settimanale: «Nel 1999 era riuscito infatti a trovare una strada per salire sulla cattedra. Un lungo giro che valica l'Appennino e si
arrampica alle pendici del Gran Sasso, ma che si rivela proficuo. È a Teramo che ottiene infine il riconoscimento: l'alfiere della meritocrazia, bocciato al concorso nazionale, riesce a conquistare il
titolo di ordinario grazie all'introduzione dei più facili concorsi locali».
«Nel 1999», si legge ancora, «partecipa al bando di Teramo, la terza università d'Abruzzo. Il posto è uno solo ma vengono designati tre vincitori. La cattedra va al candidato del luogo ma anche gli altri
due ottengono 'l'idoneità'. Brunetta è uno dei due e torna a Tor Vergata con la promozione».
Poi L'Espresso segnala anche una "stranezza": «nel curriculum ufficiale - pubblicato sul sito della facoltà del ministro – Brunetta risulta "professore ordinario dal 1996". Quattro anni prima: errore
materiale o un nuovo eccesso di ego del Nobel mancato?»

15/11/2008 12.32


[url=http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Che-furbetto-quel-Brunetta/2049037]L'INCHIESTA DELL'ESPRESSO[/url]