I "portaborse" protestano: «la nostra stabilizzazione è regolare»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6126

ABRUZZO. I portaborse che sono stati inseriti nella manovra di stabilizzazione, circa una cinquantina, proprio non ci stanno a passare come i raccomandati di turno.
Oggi, quei dipendenti a tempo determinato parlano di «cospicui quantitativi di fango» gettati sul loro lavoro e sul loro nome, dopo il provvedimento passato in consiglio regionale venerdì scorso.
Oltre ai precari della Giunta, delle Asl e degli Enti satellite della Regione, infatti, anche i così detti portaborse, hanno potuto beneficiare della stabilizzazione.
La loro posizione è stata quella più criticata da tutti , nei giorni scorsi anche il candidato presidente del centrosinistra Carlo Costantini aveva chiesto alla maggioranza in consiglio di ripensarci.
Sulla questione, inoltre, pende anche un ricorso alla Corte Costituzionale dal Governo.
«A nessuno è balenato per la mente», scrivono in una lettera i diretti interessati, «che forse potevamo avere i requisiti per accedere alle procedure di stabilizzazione, in forza non di una furbata dei soliti politici, ma di ben due leggi finanziarie nazionali».
I cosiddetti portaborse – nell'ambito delle varie assemblee legislative, quelle parlamentari in particolare – sono stipendiati direttamente dal politico, attraverso fondi propri, con contratti di
collaborazione o consulenza.
Questi portaborse, invece hanno stipulato «un contratto a tempo determinato con la Regione Abruzzo, dalla quale percepiamo lo stipendio; timbriamo il cartellino e il nostro rapporto di lavoro è
regolato dal contratto nazionale del pubblico impiego».
E per la chiamata diretta? «Avviene non per le estemporanee manovre di qualche politico», assicurano, «ma ex lege, ai sensi della L.R. 18/2001».
«I Gruppi consiliari», spiegano ancora, «sono organizzati come uffici di supporto ed hanno dignità di struttura amministrativa. Molti di noi sono lavoratori che hanno un rapporto di lavoro con la Regione da parecchi anni, persino qualche lustro, ed hanno acquisito una propria
professionalità».
Sta di fatto che due sono le condizioni che li rendono effettivamente diversi dagli altri dipendenti: la chiamata diretta e fiduciaria e il loro legame con il Consiglio regionale sciolto il quale il loro mandato decade automaticamente. E' sempre successo così. Fino ad ora.

11/11/2008 17.21




LA FELICITA' DELLA CISL


ABRUZZO. Dopo tante contestazioni arriva qualcuno che si dichiara soddisfatto per la stabilizzazione dei precari
Era un passo che il sindacato aspettava da tanto e che oggi viene visto come un buon punto di partenza.
E' la Cisl Fp Abruzzo, che tramite il suo segretario regionale Biagio Celi esprime «ampia soddisfazione» per l'approvazione della legge regionale per la stabilizzazione del personale precario della Giunta, del Consiglio, delle Asl e degli enti strumentali.
Il provvedimento presenta varie tematiche di cui alcune, come quella dei precari dei gruppi consiliari, rischiano di essere trasmesse alla Corte Costituzionale dal Governo.
Si potrebbe, infatti, tornare indietro per quanto riguarda il provvedimento dei portaborse.
«La Cisl non si erge a consulente giuridico», dice Celi, «per la legittimità degli atti ma si è impegnata e continuerà ad impegnarsi per la difesa di tutti i lavoratori e per superare la piaga scandalosa del precariato a vita».
«Il sindacato - prosegue il segretario regionale - resta impegnata a proseguire il percorso anche con il nuovo governo regionale che verrà eletto il 30 novembre, ponendo la sola pregiudiziale della difesa dei lavoratori e con la certezza che chi verrà, apprezzerà e porterà a compimento il buon lavoro dell'assessore D'Amico».
Nel merito della norma di stabilizzazione dei precari dei gruppi consiliari, assunti a tempo determinato con atti della Regione e non dai gruppi politici, la Cisl pone solo il problema della legittimità costituzionale e la necessità di modificare la legge regionale che organizza i gruppi, eliminando il precariato.
Il sindacato, infine, sollecita la Giunta «a completare entro la settimana la procedura per le selezioni per la progressione verticale dei dipendenti di ruolo».

PALOMBA E DI STANISLAO NON HANNO VOTATO IL PROVVEDIMENTO

«Nei precedenti consigli regionali la questione della stabilizzazione dei precari – hanno affermato i consiglieri Idv Di Stanislao e Palomba - non è stata mai affrontata in maniera obiettiva e complessiva. Nel momento di profonda crisi che la nostra regione sta vivendo sotto tutti i punti di vista abbiamo ritenuto che non ci fossero le premesse per approvare una legge di tale entità e proprio per la mancanza di chiarezza l'Italia dei Valori ha deciso di non partecipare alla votazione. Tra l'altro l'Italia dei Valori ritiene che tale provvedimento dovesse necessariamente tener conto della Finanziaria 2008 che imponeva rigide restrizioni sull'assunzione di nuovo personale negli Enti pubblici. Per tali ragioni il gruppo dell'IdV ha deciso di astenersi dalla votazione».

11/11/2008 11.51