L'ultimo consiglio: sì alla stabilizzazione dei precari e dei portaborse

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Fumata bianca per il consiglio regionale che è riuscito questo pomeriggio ad approvare la variazione finanziaria e la stabilizzazione dei precari. Ma non cessano le polemiche. Il Pdl annuncia esposti. Trasparenza: arriva anche l'anagrafe degli eletti. In Italia siamo i primi.
Soldi, tanti soldi in arrivo per le spese elettorali (1,2 mln) e non solo. Il Consiglio regionale d'Abruzzo ha approvato nel primo pomeriggio, a maggioranza, la manovra di bilancio per circa 25 milioni di euro.
Non sono mancate accuse reciproche tra centrodestra e centrosinistra.
I primi hanno gridato alla vergogna.
La sensazione, però, è che alla fine siano stati accontentati un po' tutti: amministrazioni pubbliche, associazioni culturali e i lavoratori che da mesi aspettavano la stabilizzazione. Una manovra tanto attesa, quindi, e che avrà certamente anche ottimi risvolti propagandistici.
Giornata storica, infatti per i precari della Giunta regionale, per quelli delle Asl e per i dipendenti con contratto a termine degli staff degli assessorati e dei gruppi politici del Consiglio regionale.
Dopo il voto molti consiglieri e gli stessi precari, presenti in massa, non sapevano quale fosse il tenore delle norme approvate.
Scene surreali, quasi da non crederci.
Gli emendamenti sono stati inseriti nell'ambito di una legge comunemente definita "sulle fogne" e questo perché inserendola nella manovra di bilancio sarebbe servita una maggioranza di 21 consiglieri, un numero che non era presente in Consiglio.
Sull'infornata si sono scagliate le opposizioni che hanno dichiarato il rischio serio di impugnazione da parte della Corte Costituzionale.

TUTTI ACCONTENTATI?

Oltre al milione e 200 mila euro per le prossime elezioni, 1 milione di euro è andato alle Comunità montane (che però non sono state ancora ridotte come previsto da una legge approvata sempre in consiglio a giugno scorso), un altro milione di euro andrà alle Unioni dei Comuni.
Dovrà accontentarsi di molto meno la ricerca scientifica alla quale sono stati destinati 260 mila euro. 900 mila euro sono andati invece al settore famiglia e maternità, 490 al demanio marittimo, 78 mila destinati al centro psicosi infantili.
Per il premio Silone verranno girati 50 mila euro, altri 3 milioni per la messa a norma degli edifici scolastici e 1,3 milioni al progetto Galileo.
E poi ancora (non si è capito bene qual è la cifra) è stato detto sì ai contributi alle Associazioni e Fondazioni Culturali.
Proteste sono piovute da tutte le parti. Per Gianni Melilla (Sinistra Democratica) «va evidenziata la furbizia di alcuni consiglieri di destra e di centro che hanno fatto inserire alcune regalìe ad associazioni "amiche" e a Comuni "amici"».
Mario Amicone (Pdl) ha annunciato esposti alla Corte dei Conti, al Governo e alla Procura perché impugni la variazione. Il consigliere Giovanni Pace (An), ex presidente della Giunta, si è scagliato contro il presidente del Consiglio, Marino Roselli, accusato di aver fatto votare un documento arrivato dopo il voto sul tavolo dei consiglieri.
Il capogruppo di Forza Italia, Nazario Pagano, e quello dell'Mpa, Giorgio De Matteis, hanno denunciato che la legislatura si conclude nella maniera «più triste, deludente e drammatica».

Non è soddisfatta invece Rifondazione comunista.
«Dopo grandi e aspre polemiche», ha detto Daniela Santroni, capogruppo, «ritenevamo che il senso di responsabilità dei consiglieri prevalesse almeno sulla questione dei precari, invece come sospettavamo da giorni, si è pensato di andare a votazione di due emendamenti l'uno più serio e rigoroso e l'altro inclusivo degli staff degli assessorati e dei gruppi consiliari con contratto a tempo determinato».
Il secondo emendamento ha visto il voto contrario del gruppo della Rifondazione Comunista (Daniela Santroni e Angelo Orlando) e di pochissimi (2) altri consiglieri.
«Abbiamo con forza sostenuto le ragioni del primo emendamento», ha spiegato ancora Santroni, «per avviare i processi di stabilizzazione, perché riteniamo doveroso distinguere, senza nulla togliere ai lavoratori, chi svolge in ruolo di fiducia politica, da chi è impiegato nella pubblica amministrazione. Non ci sfugge che non sempre i precari sono chiamati in base ai loro curriculum e competenze, ma non ci è parso equo e giusto che la “furbizia” di qualcuno leda i diritti di tutti.
A questo punto non sappiamo nemmeno se siamo riusciti a dare vere garanzie e tutele alle lavoratrici e ai lavoratori della Regione Abruzzo delle ASL e degli Enti regionali e strumentali, molti dei quali svolgono servizi essenziali per la vita di questi enti da molti, moltissimi anni, perché non sappiamo se la norma verrà impugnata dal governo».

ARRIVA ANCHE L'ANAGRAFE DEGLI ELETTI

L'approvazione della variazione consentirà alla Regione Abruzzo di essere la prima Regione d'Italia ad adottare l'anagrafe pubblica degli eletti garanzia di trasparenza per i cittadini sull'operato dei consiglieri e degli assessori.
Altrettanto non è successo sulla riduzione delle indennità dei consiglieri regionali. «Per grande senso di responsabilità», ha concluso Santroni, «soprattutto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della Regione Abruzzo che sono ormai giorni che aspettano in aula di sapere qualcosa sul loro destino e sul loro futuro, abbiamo deciso di ritirare l'emendamento onde evitare di incappare di nuovo sulla caduta del numero legale. Visto che il taglio dei costi inutili della politica è un argomento presente in tutti i programmi dei candidati presidenti, auspichiamo che provvedimenti anche più significativi di quello da noi proposto siano approvati nei primi 3 mesi della prossima legislatura».

07/11/2008 17.05

ASSESSORE D'AMICO:«UNA BUONA MANOVRA»

«Rispetto a misure del passato gli interventi a pioggia sono molto contenuti e quindi tali da non inficiare l'intero assetto del bilancio che rispetta l'impianto sostanziale che la Giunta aveva proposto e che riguarda questioni essenziali come comunita' montane, fondi per l'industria, edilizia scolastica, consultori familiari, ricapitalizzazione della Saga, Galileo, ex Oliit e siti industriali in crisi».
Ha spiegato così la manovra l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico spiegando che sono tutte proposte fatte dalla Giunta che sono state mantenute.
Per quanto riguarda la riduzione delle risorse per le prossime elezioni «e' un problema - ha spiegato D'Amico - che puo' essere compensato immediatamente, gia' nella previsione provvisoria di bilancio dell'anno prossimo. A fronte di questa riduzione, comunque, c'e' stata la compensazione di molte altre questioni, ivi incluse le spese per il consiglio, i fondi per le associazioni
culturali. Era un' emergenza anche quella. Sui precari di fatto viene recepita la normativa che la Giunta aveva sviluppato in questi mesi. C'e' l'elemento aggiuntivo dei gruppi e delle strutture di supporto politico del Consiglio e della Giunta. E' una norma che tra l'altro andra' sottoposta al vaglio del governo perche' per altre regioni il governo l'ha osservata. Resta l'importante elemento che per i precari della Regione a tempo determinato e i co.co.pro la delibera 38 che avevamo
fatto assume dignita' di legge. Credo - ha detto infine l'assessore - che oggi non ci siano problemi perche' il governo la avalli».

PAGANO:«ALMENO E' FINITA»

«La maggioranza di centrosinistra», ha commentato Nazario Pagano (Pdl), «ha portato in Aula una manovra dal chiaro carattere clientelare ed elettorale che ancora una volta non dà risposte alle esigenze della collettività ma mira solo a sostenere associazioni e comuni amici, nel solco di quanto fatto negli anni passati. Quanto poi alla stabilizzazione dei precari – prosegue Pagano – duole moltissimo rilevare che hanno giocato sulla fragilità e sullo stato di necessità di giovani lavoratori, licenziando un provvedimento che nello stesso momento in cui fa passare tutto e il contrario di tutto pone le basi per una ineluttabile bocciatura da parte del Governo. Se proprio vogliamo trovare un aspetto positivo in questa disgustosa sceneggiata – conclude Pagano – è che finalmente è finita oggi una delle peggiori stagioni politiche di questa regione».

DE MATTEIS:«IL NOSTRO IMPEGNO PER I PRECARI»

«Ancora una volta», ha commentato Giorgio De Matteis, «l'inesistente maggioranza di centrosinistra ha rischiato di penalizzare la città dell'Aquila e di lasciare le associazioni culturali di prestigio che il capoluogo può vantare in balia di se stesse; grazie invece al senso di responsabilità dell'opposizione e mia personale nello sposare la causa e nell'assicurare la presenza in aula al momento del voto, pur con l'inserimento di norme del tutto demagogiche e mirate elettoralmente, è stato possibile ripristinare i fondi cui è indissolubilmente legata la sopravvivenza stessa delle associazioni. Oltre a ciò si aggiunga il nostro impegno nell'approvazione del processo di stabilizzazione dei precari che da mesi aspettavano una risposta alle proprie legittime aspettative di lavoro e a cui abbiamo dimostrato di essere vicino».

«Una vera schifezza», ha commentato Fabrizio Di Stefano (An), «è quella che si è consumata oggi in consiglio regionale, degno epilogo di tre anni di malgoverno del centrosinistra: Contributi a pioggia e una stabilizzazione effettuata fuori da ogni critero e regola. L'unica spesa davvero necessaria - quella per sostenere le elezioni regionali - è stata scaricata con irresponsabile disinvoltura come una zavorra sulla futura amministrazione regionale. Quel che fa specie è che mentre il candidato alla presidenza del centrosinistra parla di moralità politica e il coordinatore regionale del Pd propone un patto etico con gli elettori, nello stesso tempo non fanno nulla per controllare quello che la loro maggioranza di consiglieri - in larga parte ricandidati - combinano nel palazzo dell'Emiciclo. La stessa sinistra, che si indigna quando si tratta di contestare inesistenti errori del centrodestra nella presentazione delle liste, si gira dall'altra parte o, peggio, si rende connivente con questa squallida spartizione che anche sul piano formale non ha nessun crisma di legalità. A questo punto ci aspettiamo esaurienti risposte da loro su quanto è accaduto e, per quello che ci riguarda, chiederemo al ministro Fitto di valutare con urgenza quali di quelle venti pagine di provvedimento potranno essere impugnate prima che producano i loro disastrosi effetti».

07/11/2008 18.08