Cna Teramo: «serve un rilancio dello sviluppo territoriale»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Per scongiurare la crisi, la Confederazione Nazionale dell'Artigianato interviene a supporto delle imprese e dell'economia locale. «E' urgente dare corpo ad una reale politica comune per il rilancio dello sviluppo territoriale».
Quello teramano è un modello industriale di tipo diffusivo, con tante Piccole e Medie Imprese prevalentemente endogene, con un settore manifatturiero che produce un valore aggiunto pari all'86,7% contro il 67,4% dell'Abruzzo ed il 73,1% dell'Italia.
«La nostra economia- spiega il direttore provinciale della Cna, Gloriano Lanciotti- nonostante riesca ancora a garantire il 37,1% dell'occupazione nel settore industriale, dato sopra la media regionale (30,2%) e nazionale (30,1%), si caratterizza per una composizione quasi esclusivamente maschile: elemento distintivo dei territori arretrati. Inoltre –continua Lanciotti- Teramo è definita una provincia pro – ciclica, cioè fortemente condizionata dalla congiuntura economica nazionale e dalle vicende politiche locali».
Altro dato riferito dalla Cna di Teramo, è che quello locale è un modello produttivo a basso contenuto tecnologico: i prodotti tradizionali rappresentano il 75,5%; i prodotti specializzati e high teca il 24,3% (Abruzzo 60,4%, Italia 42,7%).
«Per completare il quadro sulle caratteristiche del tessuto imprenditoriale locale- sottolinea il direttore della CNA- bisogna evidenziare la grande difficoltà per le imprese, nell'accesso al credito e il ridotto utilizzo di strumenti diversificati di finanza aziendale».
Per il presidente «diventa urgente e fondamentale dare corpo ad una reale politica di governance locale in cui tutti gli attori dello sviluppo locale concordino una strategia generale di rilancio dell'economia, superando vecchie concezioni di sviluppo, ormai non più adeguate alla realtà del mondo globale».
07/11/2008 9.25