Legge Gelmini, oggi scuole di Pescara vendute all'asta

Alessandro Biancardi

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LA PROVOCAZIONE. PESCARA. Genitori, bambini, studenti e docenti metteranno simbolicamente all'asta le proprie scuole per denunciare «i tentativi del Governo Berlusconi di distruggere il sistema pubblico dell'istruzione dalle materne all'università».
Oggi pomeriggio dalle ore 16 alle ore 20 in piazza della Repubblica (ex stazione ferroviaria – ICRA) ogni scuola avrà 15 minuti per illustrare le caratteristiche e ricchezze di ciascun indirizzo dando la possibilità di acquistare in un'unica soluzione gli istituti con annessi professori, alunni e personale Ata.
Una vera e propria asta dove vince chi offre di più: una provocazione, ovviamente, per non far scemare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla protesta di studenti, docenti, genitori e rappresentanti locali.
Così come a Pescara, in 100 altre città d'Italia si scenderà in piazza per sensibilizzare tutta la cittadinanza all'importanza della difesa della scuola e dell'università pubblica.
«Solo così», spiegano i rappresentanti della Rete Studentesca Pescara, «possiamo dare voce e corpo alla rivendicazione di un presente e di un futuro da costruire».
La campagna di informazione continuerà a partire dalle 22.00 fino alle 24.00 in Piazza Unione con volantinaggio e proiezioni.

A L'AQUILA ODG CONTRO I TAGLI

Ieri a L'Aquila, invece, l'assessore alla Scuola Benedetto Di Pietro ha avuto un nuovo incontro con i sindacati per una prima analisi della situazione locale delle scuole.
Martedì 11 novembre è previsto l'incontro con il Parlamento dei sindaci ed i presidenti delle comunità montane, per affrontare la situazione in maniera «ragionata e democratica», ha detto la presidente di Provincia Stefania Pezzopane, «cercando di arrivare a soluzioni le meno dolorose e più condivise possibili. Non esiste altro metodo».
Per l'assessore Di Pietro «il Governo agisce in maniera confusionaria ed irragionevole. Anche le nuove disposizioni non chiariscono nulla rispetto ad un territorio come il nostro che ha molte particolarità: è grande metà della regione Abruzzo ed è per la maggior parte dichiarato territorio montano. Le distanze tra i diversi comuni raggiungono anche di 100 chilometri, situazione che non si verifica altrove. E' vero che ci sono situazioni che vanno ricondotte alla decenza, ma sono eccezioni».
La Giunta Provinciale intanto ha votato all'unanimità un Ordine del Giorno in cui si oppone ai tagli ed ai metodi. Nel documento si afferma che «la scuola ha bisogno di una riforma e non di un
impoverimento di infrastrutture e risorse».

07/11/2008 9.02