Legge Gelmini, la protesta continua con le lezioni all'aperto

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il corso di ingegneria chimica, per manifestare il dissenso alla Legge Gelmini ha indetto una lezione sotto i portici di San Bernardino a L'Aquila. E a Teramo docenti e ricercatori chiedono una «assemblea allargata»
La lezione di impianti biochimici per l'industria ambientale, così come concordato con il senato accademico, si svolgerà oggi pomeriggio alle 16 e sarà tenuta dal professor Francesco Vegliò del dipartimento di ingegneria chimica e dei materiali.
«Riteniamo improponibili i tagli preannunciati dal governo a danno di un ateneo come quello aquilano», ha spiegato Matteo Saraullo, rappresentante del corso di facoltà. «La nostra università è in continua espansione e si sta rivelando una risorsa economica e sociale per la città e per l'intero territorio».
Secondo gli studenti, questo tipo di manifestazione «non lede l'ordine pubblico ma vuole informare la cittadinanza dei problemi che sono sorti all'interno dell'ateneo mostrando, allo stesso tempo, che tutto ciò che stiamo facendo non è un modo per interrompere le lezioni ma solo per ottenere un aumento delle risorse».
Gli studenti ringraziano il professor Vegliò «che è stato fin da subito disponibile ad accogliere la richiesta».
I docenti e i ricercatori dell'Università di Teramo chiedono invece al Senato Accademico «di sottolineare con forza gli esiti negativi che avrebbe la legge 133/08 sull'intero sistema universitario e di appoggiare tutte le iniziative che potranno far conoscere a tutti gli studenti e all'opinione pubblica locale e nazionale le conseguenze delle misure governative sul carattere pubblico dell'Università».
Docenti e ricercatori chiedono inoltre «di promuovere al più presto un'assemblea allargata a tutte le componenti del nostro Ateneo allo scopo di ribadire la chiara e ferma volontà di tutelare il carattere pubblico della formazione universitaria».

06/11/2008 9.22

TINTEGGIANO AULE DURANTE OCCUPAZIONE

TERAMO. Protestano contro la legge Gelmini e, durante l'occupazione,
migliorano l'edificio scolastico tinteggiando le pareti. Protagionisti
di questa singolare forma di protesta sono gli studenti dell'Istituto
liceale "G. Milli" di Teramo.
Stamattina per i corridoi dell'istituto si aggiravano decine di
ragazzi, con indosso un sacco della spazzatura come grembiule, armati
di pennelli e vernici. Non soddisfatti delle pareti delle aule gli studenti hanno deciso di migliorarne l'aspetto dapprima scartavetrando
le pareti e poi passando la vernice fresca.
«La nostra è un'occupazione pacifica e di tipo pratico - ha dichiarato
uno dei rappresentanti d'istituto -: vogliamo riconsegnare la
struttura in condizioni migliori. C'é stata anche una colletta, a cui
ha partecipato la maggior parte degli studenti, per poter acquistare
le vernici».
Soddisfatto il preside dell'Istituto, Giovanni Di Giannatale, che
ha comunque preso le distanze da qualsiasi forma illegale di protesta:
«L'andamento, fino ad ora è ordinato. Questo è dovuto all'importanza
che do al dialogo con gli alunni».
A Teramo oltre al Milli è occupato il Liceo scientifico Einstein e al
classico Delfico c'è autogestione.
Allo scientifico la scorsa notte hanno dormito circa 40 persone,
l'attività didattica è bloccata, ma cinque aule sono state lasciate a disposizione dei docenti, esclusivamente per attività di recupero e ripasso. Al classico l'autogestione che andrà avanti fino a sabato.

06/11/2008 16.59