«In pericolo l'internazionalizzazione delle imprese abruzzesi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I tentennamenti e le dinamiche interne del Consiglio Regionale rischiano di affossare il progetto Sprint (sportello regionale per l'internazionalizzazione) e di dare il benservito a tutto il personale.
Lo sportello per l'internazionalizzazione, nato da un'intesa del novembre 2006 tra il Ministero del Commercio Internazionale e la Regione Abruzzo, si è sempre configurato come un progetto a lungo termine. Si tratta di una struttura che esiste in tutte le regioni italiane e che, in Abruzzo è arrivata in ritardo.
«Il personale, assunto a seguito di regolare selezione pubblica», raccontano i diretti interessati, «si è fortemente impegnato per avviare da zero la struttura, mettere in campo diverse iniziative, programmare numerose azioni e concretizzare accordi, in Italia e all'estero, con altri soggetti rivolti all'internazionalizzazione».
I fondi per lo sportello e per il rinnovo contrattuale del personale addetto erano già stati impegnati, «ma il Consiglio Regionale, prima della pausa estiva, ha azzerato il capitolo di spesa».
I fondi sono stati allora reperiti dalla Direzione Attività Produttive con risorse già a disposizione dalla struttura, in modo da non gravare sul delicato equilibrio del bilancio regionale.
Pertanto rimane solo da attendere una formale ratifica da parte del Consiglio per il ripristino delle risorse necessarie.
«Come è evidente», si legge in una nota del personale di Sprint Abruzzo, «la questione non riguarda gli aspetti collegati alla stabilizzazione dei precari. Il problema centrale è che il Consiglio Regionale riesca a trovare un accordo in tempo per consentire alla struttura di proseguire l'attività».
Altrimenti il rischio sostanziale è di veder vanificato tutto il lavoro svolto e gli investimenti intrapresi, con la conseguenza che 17 persone andranno a casa «non per demeriti, o perché le risorse non ci sono, ma semplicemente a causa di una paralisi istituzionale».

27/10/2008 12.14