Del Turco rimosse il direttore ufficio stampa. «Azione illegittima»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La rimozione dall'incarico di direttore della Struttura
speciale di supporto stampa della Giunta regionale d'Abruzzo avvenuta
per volontà del governo Del Turco 6 mesi dopo il suo insediamento, è
da ritenersi illegittima.
Lo ha sancito il giudice monocratico del tribunale dell'Aquila,
Sabrina Mostarda, sezione controversie lavoro, con sentenza del 17
ottobre scorso.
Accogliendo il ricorso proposto da Carlo Gizzi, all'epoca direttore
della struttura regionale, rappresentato dall'avv. Carlo Benedetti,
legale della Cgil, il tribunale ha condannato la Regione Abruzzo al
pagamento in favore dell'ex direttore di 39 mila e 100 euro, oltre gli
interessi legali e al pagamento delle spese processuali.
Molto soddisfatti, Gizzi a parte, anche l' Ordine dei giornalisti e il
sindacato Assostampa: «il valore costituzionale della informazione
debba essere gelosamente conservato e difeso».
Il commento è degli stessi Ordine dei giornalisti e Assostampa secondo
i quali «la decisione del giudice ha di fatto sancito la non
applicabilità del principio dello spoil system (applicato su larga
scala dalla stessa Giunta Del Turco, come del resto dai precedenti
governi) a un bene come l'informazione, che non può essere
assoggettato al vincitore di turno. Gli uffici stampa ed i loro
operatori non possono essere trattati alla stregua di manager della
sanità o di altre aziende pubbliche, dove il principio del 'chi vince
controlla tutto' viene applicato su larga scala».
Per Ordine e sindacato «nella pubblica amministrazione, ed in Abruzzo
in particolare - si avverte in modo crescente il disagio per un uso
distorto delle figure professionali dei giornalisti, per la crescente
ed impropria contaminazione tra informazione e comunicazione».
22/10/2008 8.36