L’Avvocatura regionale:«Del Turco non è più presidente della Regione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'Avvocatura regionale ha consegnato nella mattinata all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale il parere in merito ai provvedimenti da assumere nella composizione dell'Assemblea consiliare dopo la decisione del tribunale del Riesame di obbligo di dimora nei confronti dell'ex presidente della Regione.
Per un giorno circa qualcuno aveva avanzato l'ipotesi che la fine dei domiciliari avrebbe potuto riportare alla guida della Regione l'ex presidente nonostante le sue dimissioni. Il presidente del consiglio, Marino Roselli, aveva perciò chiesto lumi alla avvocatura della regione che oggi si è espressa in questi termini.
«Il presidente della Giunta regionale - scrive l'Avvocatura regionale nel parere di otto pagine - fa parte del Consiglio regionale non in una funzione propria di consigliere regionale, come è per gli altri consiglieri regionali, ma per un fine istituzionale di rappresentanza e collegamento tra esecutivo e legislativo, di talché la funzione particolare ad egli affidata, anche per la diversità del sistema di sua elezione, si ha motivo di ritenere possa solo da egli essere ricoperta, o dal suo vicario, in funzione di raccordo politico-istituzionale. In ragione di ciò, bisogna capire, se ed il come, ancorché dimissionario, il presidente della Giunta regionale possa o meno ancor oggi dover essere necessariamente ritenuti il 'presidente della Giunta regionale in carica', con ripercussioni evidenti sulla composizione del Consiglio e della Giunta regionali. Si ha motivo di dover dare risposta negativa a tale interrogativo».
«Infatti - scrive ancora l'Avvocatura - appare del tutto coerente dover ritenere che il Presidente dimissionario da tutte le sue cariche per motivazioni non politiche ma personali, con atto divenuto irrevocabile per essere stato ricevuto dal Consiglio regionale, non possa continuare ad essere mantenuto e considerato suo malgrado ed obbligatoriamente incardinato nel ruolo e nella funzione di 'presidente della Giunta regionale', anziché considerato, quale invece egli si ritiene sia, 'ex presidente della Giunta regionale'. L'ex Presidente ha con le sue dimissioni personali frapposto un impedimento di natura permanente a riassumere il ruolo che nelle elezioni del 2005 gli era stato assegnato»
Nel parere, inoltre, l'Avvocatura regionale ha affrontato il problema legato al ruolo dell'ex Presidente sul versante proprio dell'esecutivo.
«Dal momento - scrive l'Avvocatura – del primo impedimento temporaneo e, successivamente, ferme le dimissioni irrevocabili del presidente della Giunta regionale che hanno provocato l'indizione di nuove elezioni, si è ex lege pervenuti all'investitura del vicepresidente, che ha assunto a pieno titolo le funzioni vicariali, deve considerarsi che in questo solo ambito va a collocarsi la posizione del Presidente dimissionario, anche nei confronti del Consiglio regionale, nel senso che è il vicepresidente, oggi Presidente vicario, nell'assumere la titolarità dell'Organo rappresentativo».
20/10/2008 16.36