La Fira oggi tra vecchi nomi e nuove "pratiche": ecco come si lavora

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Che cosa succede oggi nelle stanze della Fira? Dopo le inchieste come vengono analizzate le pratiche di finanziamento? E’ tutto cambiato?
Di sicuro non si può parlare di discontinuità poiché molti nomi “in quota Masciarellli” rimangono mentre le promesse di chiudere i battenti rimangono lettera morta.
Una analisi che evidenzia alti e bassi: c'è molta più “luce” di prima ma rimangono alcune zone d'ombra.
Sorprendenti i risultati del monitoraggio trimestrale Fira sul Docup Abruzzo obiettivo 2: ad esempio siamo già a 129 milioni spesi per l'Asse 2 (ammodernamento, consolidamento, ampliamento del tessuto produttivo e competitività del sistema imprese, innovazione e trasferimento tecnologico), a fronte di un budget di 150 milioni di euro entro il 31 dicembre prossimo.
Cioè il risultato di utilizzare tutti i fondi a disposizione è stato centrato.
Dunque aria nuova alla Fira?
Da quanto si legge, almeno da un paio di anni si lavora sodo, anche se spesso la Finanziaria regionale viene additata come esempio di “degrado morale” per le note vicende giudiziarie.
In pratica funzionari e impiegati non implicati sono tornati a lavorare in serenità e a produrre utili, grazie alla magistratura che ha fatto piazza pulita di chi – per fini non istituzionali - si era infiltrato nei punti chiave della struttura.
Scorrendo i tabulati degli avanzamenti della spesa, è facile notare che in tutti gli appuntamenti trimestrali gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti e superati.
Altro che fannulloni, collusi o coinvolti in chissà quali manovre.
La verità si trova in questo monitoraggio dell'avanzamento della spesa e soprattutto nelle dichiarazioni elogiative da Bruxelles sulla capacità dell'Abruzzo di utilizzare i Fondi europei.

CHIUDO NON CHIUDO

Tutto bene allora?
Non si parla più di chiusura e di carrozzone clientelare?
Strana vicenda quella che oggi vive la Fira, dopo la delibera della Giunta Del Turco – poco prima degli arresti – che prevedeva per il 2009 lo scioglimento ed il passaggio di Fira servizi alla Regione.
Il CdA della Finanziaria non l'ha recepita e addirittura ha rilanciato: se dobbiamo chiudere, tanto vale farlo a fine 2008, ha fatto sapere alla giunta.
Poi la nuova bufera giudiziaria sulla sanità che ha lasciato sospesa ogni decisione, in attesa delle elezioni e delle scelte di chi governerà l'Abruzzo.
Strana l'incertezza del “chiudo-non chiudo” di Fira e Fira servizi, diventate macchine mangiasoldi – secondo la magistratura – per drenare fondi pubblici dalla sanità e da altre leggi a favore di un ristretto numero di “amici”.
Per ora restano aperte: la prima è partita alla riscossa, come si legge dal monitoraggio della spesa Docup.

CDA “IN QUOTA MASCIARELLI”

La seconda, nata “avventurosamente” proprio per gestire i soldi della sanità, è ancora attiva per la gestione ordinaria, nonostante i colpi che si sono abbattuti anche sul CdA, ridotto ora a tre persone.
Si tratta di Francesco Zoila, Giustino Battistella (indagato nell'inchiesta Fira e componente del cda della ex Delverde targata Masciarelli) e Claudio D'Alesio.
Quest'ultimo è presente in qualità di amministratore, ma tutti e tre sono nomi noti perché membri di quel CdA della Fira che defenestrò il vecchio presidente per nominare al suo posto proprio Giancarlo Masciarelli e per dare il via a Fira servizi. Conflitto di interessi, scarsa trasparenza, mancanza di opportunità?
Nella vecchia Fira non ci si faceva caso, ma oggi qualcuno legge con sorpresa questi tre nomi, ritenuti a torto o a ragione in “quota Masciarelli”.
Così come, con altrettanta sorpresa, si interroga su Sergio Iezzi, uno degli indagati per lo scandalo Fira (quello dei capannoni e dei finanziamenti erogati a società degli “amici”) e sui suoi legami con Franco Iezzi, presidente del Collegio dei Revisori dei conti.
Un presidente nominato al posto di Vittorio Catone, sindaco uscente e non riconfermato: i maligni dicono che ha pagato la sua mancata firma al Bilancio ed alla convocazione - ritenuta illegittima - del CdA che portò alla presidenza Masciarelli. Certo è che, invece, sono rimasti al loro posto di Revisori Marco Desiati ed Enrico Tessitore, i due sindaci che non avevano seguito Catone e che sono la memoria storica della Fira: Sindaci prima di Masciarelli, con lui e dopo.
Tenuto conto che i Revisori sono presenti nei CdA, è evidente che questa continuità di Sindaci e di Consiglieri fa pensare…

LA FIRA CONTROLLA ANCORA LA SANITA'

E così, in questo clima kafkiano, tra una bufera giudiziaria e un'altra, che però non hanno prodotto alcuna discontinuità importante nelle cariche, Fira servizi si interessa ancora di sanità: le Asl inviano i file con tutti i dati che vengono controllati e girati all'Agenzia sanitaria.
E Mario Santucci, presidente CdA Fira, firma tutti i mandati di pagamento anche se da tempo, inutilmente, ha invitato la Regione a riprendersi tutto: controllo e gestione dei pagamenti.
Ritiene, infatti, il presidente della Finanziaria regionale, e con lui tutto il CdA, che la Fira con la sanità non c'entra proprio nulla.
Nel suo Dna infatti sono presenti i finanziamenti all'industria, i fondi europei, le leggi sulla prima casa, il turismo, l'energia, la pesca e l'imprenditoria giovanile, solo per citare i settori più importanti.
Non a caso oggi si parla di dati di spesa del Docup, un'avventura economica e giudiziaria che rischiava di impantanarsi e bloccarsi nel febbraio 2006, quando la Guardia di Finanza sequestrò tutte le pratiche e per sei mesi, almeno fino a settembre, tutto si fermò.
La Regione non pagava, la Fira non istruiva le pratiche, chi aveva chiesto un finanziamento non aveva molte speranze di ottenerlo.
A settembre 2006 invece successe un mezzo miracolo: con la Fira ormai svuotata dalla magistratura, i funzionari e gli impiegati rimasti perché non coinvolti in nessun filone dell'inchiesta, si sono rimboccati le maniche, reinventandosi ruoli e compiti e affidandosi anche ad una squadra di giovani co.co.co. che ha creato ex novo il sistema informatico interno.

IL NUOVO SISTEMA INFORMATICO: PIU' CONTROLLO E “TRASPARENZA”

A loro la Regione affiancò nel gennaio successivo una task force, poi sciolta per mancanza di gettoni di presenza, il che obbligava i funzionari regionali a lavorare gratis fuori orario di servizio.
La novità del nuovo sistema informatico interno è la massima trasparenza dei dati, dei flussi e delle decisioni tutte in tempo reale e in collegamento diretto con l'Assessorato regionale alle attività produttive.
In pratica il monitoraggio avviene per ogni singola pratica, di cui si può conoscere tutto: dall'impiegato che la sta trattando, agli importi richiesti, a quelli liquidati, alle rinunce e così via.
Conseguenza sorprendente di questo sistema efficientissimo, creato dalle professionalità interne, è stata la “mortalità” di molte pratiche: tutte quelle società o quei privati che avevano chiesto ed ottenuto un finanziamento, ma non lo avevano utilizzato, sono state cancellate per far scorrere la graduatoria.
E questo ha consentito non solo di far arrivare finanziamenti a chi non ci sperava più, ma di far utilizzare a pieno i fondi europei.
Da qui i risultati positivi del monitoraggio del Docup 2002-2006. Addirittura oggi c'è un call center con due persone che contatta chi ha chiesto i finanziamenti, li sollecita a comunicare le loro scelte e accelera tutti gli adempimenti, in accordo con le Province e con le Associazioni di categoria.
Il caos ha generato l'ordine?
E' questa l'impressione di chi oggi entra alla Fira ed avverte un clima diverso: trattamento uguale per tutti, colloquio costante con funzionari e impiegati, collegamento diretto con le Commissioni regionali, mandati di pagamento rapidi e trasparenti.
Il tutto solo con le forze interne e senza consulenti. Come dire: “la Fira siamo noi, quelli che timbrano il cartellino”. Altro che degrado morale.

Sebastiano Calella 18/10/2008 11.02